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Comunione a divorziati-risposati: “da valutare caso per caso”

Jeffrey Bruno

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 09/10/14

Il Sinodo verso la linea dell'accoglienza di papa Francesco

"Il Sinodo ha preso in considerazione la prassi delle chiese ortodosse che consente nuove unioni dopo il divorzio. E' una via difficile da accostare per la chiesa latina, ma sicuramente può essere studiata e ne può derivare qualcosa di importante". Ha risposto così il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, a proposito del dibattito sinodale sulla situazione dei divorziati nella Chiesa cattolica. Rispondendo a una sollecitazione di Aleteia nel corso del briefing di aggiornamento che si svolge ogni giorno con i giornalisti nella Sala stampa della Santa sede, Coccopalmerio ha precisato che nella prassi delle chiese ortodosse solo la prima unione "è considerata vero matrimonio, le altre sono accolte e benedette per la pace delle persone". "E' difficile – ha aggiunto – che la prassi canonica e matrimoniale della Chiesa latina circa l'indissolubilità del vincolo matrimoniale possa trovare continuazione in altre unioni sul modello delle chiese orientali, ma il Sinodo l'ha presa in considerazione e certamente sarà di nuovo affrontata nella discussione dei circoli minori".

Si entra nel vivo dei problemi e si "scalda" il dibattito. Questa la fotografia del Sinodo al quarto giorno dei lavori. Ieri pomeriggio nella sesta congregazione generale il tema affrontato, secondo il percorso scandito dall'Instrumentum laboris, è stato "Le situazioni pastorali difficili" che richiedono un'urgente risposta: separati, divorziati e divorziati risposati, le ragazze madri, le unioni di persone tra lo stesso sesso e il riconoscimento civile di tali unioni. I 20 interventi programmati e i 40 della discussione libera, non hanno esaurito il confronto che è "tracimato" nella mattinata di oggi con altri 25 contributi. Quindi è stato introdotto il nuovo tema delle "Sfide pastorali circa l'apertura alla vita" dall'arcivescovo di Parigi, cardinale Andrè Vingt-Trois e la testimonianza dei coniugi Zamberline, responsabili dell'Equipe Notre-Dame del Brasile.

Molti gli interventi di "peso", come si evince dalla lista fornita dalla Sala stampa della Santa Sede: i cardinali Scola di Milano; Danneels del Belgio; Sistach di Barcellona; Damasceno Assis di Aparecida; Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana; Burke, prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica; Muller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede; Dolan, arcivescovo di New York; Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi; Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile; Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani e considerato "leader" delle posizioni più avanzate circa l'accoglienza ai sacramenti per i divorziati risposati.

"Si confrontano due linee – ha sintetizzato padre Federico Lombardi, portavoce della santa Sede –: una per la quale in presenza di un legame matrimoniale valido non è ammissibile una nuova unione perchè la corenza della dottrina è richiesta dalla fedeltà alla Parola del Signore e un'altra linea che, pur non negando l'indissolubilità del matrimonio, vede la misericordia come chiave per operare il discernimento nelle situazioni difficili affrontate secondo la loro specificità".

Lombardi ha anche messo in evidenza l'insistenza da parte dell'assemblea sinodale circa una "pastorale dell'ascolto" che si esprima nell'incontro sollecito con le persone in situazioni difficili e con gruppi di esse, con la possibilità di pregare insieme e di ricevere una benedizione anche se non l'accesso alla Comunione. Si è anche sottolineato il valore di una "comunione spirituale".

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sinodo famiglia
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