La battaglia chiave che ha segnato il destino dell'Occidente vista con gli occhi di oggi
Secondo il giurista spagnolo Rafael Navarro-Valls, l’Europa non è solo un elemento geografico, ma un concetto culturale, frutto dell’incontro successivo ma non escludente di tre colline: il Golgota, l’Acropoli e il Campidoglio. Metafora che ci ricorda che siamo frutto, pur se in una geografia certamente molto più ampia, della fede ebraico-cristiana, della ragione e della filosofia greche e del diritto romano.
Quel discorso di Benedetto XVI punta a rafforzare un’idea chiave: quella che oggi conosciamo come teoria dei diritti umani, o in altre parole la base razionale secondo la quale l’uomo non può essere spogliato ingiustamente di certi diritti che gli sono dovuti per natura, non è sorta in altri ambiti culturali, come quello dell’Estremo Oriente, dell’India o dell’Africa. No, è sorta e si è perfezionata nell’Europa della fine del Medioevo e dell’inizio del Barocco. Non può essere frutto del caso, ma di una congiuntura di fattori.
Sarebbe il caso di riflettere sulla legittimità e sull’impatto di tutto ciò che, obbedendo a mode circostanziali (panteismo, irrazionalismo, laicismo intollerante, capitalismo selvaggio…), mina queste basi, perché equivarrebbe a tagliare le radici culturali dei nostri popoli.
[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

