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Perché la Chiesa parla di famiglia?

Jeffrey Bruno

Anna Pelleri - Aleteia - pubblicato il 06/10/14

Poco dopo l’annuncio del sinodo sulla famiglia il dibattito si è concentrato su due temi:  separati/divorziati e omosessuali, con l’idea che la Chiesa “cambierà rotta” (o dovrebbe  farlo) su queste problematiche. Qual è il vero tema di discussione all’interno della chiesa e tra la chiesa e la società su questi aspetti?

Temo che sarebbe riduttivo ricondurre il grande lavoro che sta davanti ai Padri sinodali alle sole due questioni a cui si accennava. Occorre ricordare infatti, anche ai mass media che continuano ad insistere su questi due punti, aspettando rivoluzioni di prospettiva, che il tema è la famiglia, quella che lega una donna e un uomo e che è aperta alla vita e che deve recuperare una maggiore credibilità sociale, soprattutto in ordine al suo grande compito educativo. Che poi il Sinodo affronti anche questioni come la comunione ai divorziati o alle unioni civili per gli omosessuali – due temi peraltro assai diversificati fra di loro – è una possibilità che rientra nelle competenze dei Pastori, i quali –non dimentichiamolo – hanno a cuore tutti gli uomini e tutte le donne, senza distinzioni.

Ci sono pressioni internazionali affinché la Chiesa cambi posizione su temi come le  famiglie omosessuali o il divorzio? Anche perché Papa Francesco ha parlato di lobby a  proposito di omosessuali…

Da tempo i grandi Organismi internazionali, pressati da lobby omosessuali e non solo, prendono di mira la Chiesa, come l’unica agenzia educativa universale, capace ancora di tener fermi e di difendere alcuni valori irrinunciabili. E’ ovvio che la Chiesa non ha timore di eventuali pressioni e continua con grande tenacia a ridire il messaggio cristiano che inerisce all’antropologia e all’etica e parla attraverso parole di comprensione, di misericordia e di accoglienza. E’ questo l’atteggiamento che continua da sempre ad avere verso gli omosessuali.

Fino a che punto sono legittime le mediazioni dei politici che si ispirano al cristianesimo quando si tratta di legiferare su alcuni temi specifici come unioni omosessuali, omofobia, adozioni gay, fede e le leggi che la negano?

I politici, ispirati cristianamente, non possono che prendere atto della necessità di mediare istanze valoriali differenti, visto che viviamo in un clima pluralista. Sarebbero destinati all’emarginazione se opponessero sempre e comunque un atteggiamento conflittuale e oppositivo. Certo, le questioni sono delicate e complesse; l’importante è che essi si pongano sempre con un atteggiamento dialogico e rivolto a trovare soluzioni legislative che salvino la dignità di tutti i cittadini.

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chiesafamigliasinodo famiglia
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