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Anche per i Focolarini il gender è una trappola

© CSC Audiovisivi – T.Klann
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Parla il co-presidente del movimento, Jesus Moran: “immaginano una realtà che non esiste in sè”

Al LoppianoLab, il momento di elaborazione che i Focolarini hanno deciso di prendersi, hanno affrontatoa anche il tema della cosiddetta “ideologia gender”. Al workshop, tra i più partecipati, il nuovo Co-presidente Jesus Moran, eletto lo scorso 14 settembre, ha spiegato come: “Il pensiero moderno ha messo l’io al centro dell’universo, facendoci perdere di vista la realtà che ci circonda nell’illusione di poter interpretare tutto alla luce dell’io, mentre quello postmoderno ci ha insegnato a decostruire la tradizione, a superare i modelli del passato – ha detto -. La teoria del gender prende la parte più problematica delle due tendenze filosofiche, perché partendo dalla decostruzione del modello tradizionale di famiglia patriarcale, un cambiamento necessario, approda a teorizzare un’uguaglianza che perde di vista la differenza sessuale e la realtà del corpo: esso ha un logos, un suo significato che lo vogliamo o no. Praticata questa decostruzione, chi teorizza il gender torna indietro, al pensiero moderno, postulando una realtà che non esiste in sé e non mi interroga, ma che rappresento io come voglio e che posso cambiare ogni giorno”

Il rappresentante del movimento che fu l’intuizione di Chiara Lubich prosegue: “la realtà è resistente, cioè resiste alle rappresentazioni che ne faccio, due uomini o due donne non possono avere figli senza manipolazioni”. Ma questa sua attenzione per gli eccessi della teoria del gender è soprattutto pastorale, egli infatti raccomanda accoglienza e ricorda a tutti che – nonostante la bellicosità dei suoi sostenitori – “questa non è una guerra”.  

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