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Francesco, il papa pro-vita

Alberto Pizzoli
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Il pontefice diffonde un consiste messaggio pro-vita: la vita umana è splendida, e il suo vero nemico è Satana

Papa Francesco è stato criticato da alcuni cattolici che lo accusano di non essere sufficientemente pro-vita perché ha dichiarato che non dobbiamo avere una singola argomentazione, parlando solo del crimine dell’aborto.

Avanzare questa critica vuol dire fraintendere la posizione del papa. Non solo ha parlato nei termini più forti possibili contro l’aborto, affermando ad aprile che la vita umana è inviolabile e l’aborto un “delitto abominevole”, ma ha detto agli attivisti pro-vita italiani “che occorre (…) ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia”.

Dicendo che i cattolici non hanno sempre bisogno di parlare dell’aborto, papa Francesco ci sta ricordando che è un errore considerare la battaglia pro-vita solo attraverso la lente antiabortista. Come parte di una più ampia enfasi pro-vita e alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, papa Francesco ha incontrato lo scorso fine settimana il papa emerito Benedetto XVI per affermare la vita umana all’altro estremo del suo percorso.

I due pontefici hanno celebrato la vita con decine di migliaia di cattolici anziani. All’età di 77 e 87 anni rispettivamente, papa Francesco e papa Benedetto si ergono come rappresentanti monumentali di come Dio possa usare le persone negli ultimi stadi della loro vita.

Gli anziani hanno molta saggezza ed esperienza da offrire. Hanno molto da dare, ma come le persone molto giovani sono vulnerabili. Come la nostra società ha scelto di abortire i concepiti perché sono considerati un peso costoso, così la cultura della morte sta avanzando spietatamente in un attacco agli anziani.

Gli ordini “Non risuscitate” (Do not resuscitate, DNR) stanno diventando sempre più diffusi, e ora il DNR include il fatto di fermare o ritardare cure, idratazione e nutrizione. L’eutanasia volontaria e il suicidio assistito stanno diventando legali in sempre più Paesi, mentre gli abusi sugli anziani nelle case di cura e nei centri di vita assistita stanno aumentando fino a raggiungere un tasso allarmante. Stupisce qualcuno che si verifichino l’abuso e lo sterminio degli anziani vulnerabili in una società che stermina intenzionalmente i concepiti non desiderati?

In una solida riflessione sulla Scrittura, papa Francesco ha chiesto un rapporto dinamico tra le generazioni giovani e anziane. Usando la visita della Beata Vergine Maria alla cugina Elisabetta come modello, ha chiesto ai cattolici di meditare sull’interazione amorevole di rispetto e amore tra l’anziana Santa Elisabetta e l’adolescente Vergine Maria. “Maria ci mostra la via”, ha affermato il papa. “Andare a incontrare l’anziana parente, stare con lei, certo per aiutarla, ma anche e soprattutto per imparare da lei, che è anziana, una saggezza di vita”.

Il miglior modo di comunicare di papa Francesco è il gesto potente, l’azione simbolica e l’immagine memorabile. Così il ritratto della donna anziana che saluta la ragazza quando entrambe aspettano un bambino trasmette tutta la varietà dell’affermazione gioiosa della Chiesa cattolica della vita umana dall’utero alla tomba.

La difesa della vita umana non è semplicemente una battaglia decisa per bandire aborto, eutanasia e suicidio assistito. I cattolici insistono sul fatto che la loro posizione è autenticamente pro-vita. Per questo, oltre alle campagne per bandire l’assassinio degli esseri vulnerabili, abbracciamo anche la pienezza della vita in relazioni amorevoli all’interno della famiglia.

Il messaggio di papa Francesco e il suo riferimento alla visita della Beata Vergine Maria ad Elisabetta rivelano il messaggio positivo pro-vita. Come Maria ed Elisabetta si sono abbracciate, noi abbracciamo i membri della nostra famiglia con amore, gratitudine e rispetto. I giovani abbracciano gli anziani con rispetto e onore. Gli anziani abbracciano i giovani con tenerezza e gioia. Entrambi guardano al concepito con riverenza, stupore e meraviglia. È da questo cuore gioioso che il male dell’aborto, dell’eutanasia e dell’assassinio viene sconfitto.

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