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Papa Francesco: carismi doni di Dio per tutti, non per l’orgoglio di pochi

Alberto Pizzoli

Radio Vaticana - pubblicato il 01/10/14

All’udienza generale, saluta i partecipanti al pellegrinaggio delle Piccole Apostole della Carità

di Alessandro de Carolis

Non è certo un piedistallo per spiccare sulla massa, o un’eccellenza personale da sfruttare per se stessi e magari pochi altri. Piuttosto è una casa dove si fa, gratis e con amore, il bene di tanti. Per questo, spiega Papa Francesco all’inizio della catechesi, per un cristiano non è difficile distinguere quando si parla di “carisma”. Non è un sinonimo di talento, non si riferisce a “un’abilità naturale” che fa brillare una persona rispetto a chi la circonda: “Il carisma è una grazia, un dono elargito da Dio Padre, attraverso l’azione dello Spirito Santo. Ed è un dono che viene dato a qualcuno non perché sia più bravo degli altri o perché se lo sia meritato: è un regalo che Dio gli fa, perché con la stessa gratuità e lo stesso amore lo possa mettere a servizio dell’intera comunità, per il bene di tutti”.

Eppure, qualche volta può esserci un uso umanamente distorto di un carisma divino. Sono “guai” quando “questi doni diventano motivo di invidia o di divisione, di gelosia”, osserva con esperienza Papa Francesco, che invita a scrutarsi dentro. Se c’è una “carisma che il Signore ha fatto sorgere in me”, lo vivo “con generosità”, oppure “lo trascuro e finisco per dimenticarmene”? O diventa “in me motivo di orgoglio”?: “Sono domande che noi dobbiamo porci: se c'è un carisma in me, se questo carisma è riconosciuto dalla Chiesa, se sono contento con questo carisma o ho un po' di gelosia dei carismi degli altri, se volevo, voglio avere quel carisma. Il carisma è un dono: soltanto Dio lo dà!”.

Con questa larghezza di cuore, prosegue Papa Francesco, vanno dunque considerati i tanti “carismi diversi” elargiti da Dio alla Chiesa nel passato e nel presente, senza che essi siano mai “motivo di confusione o di disagio”: “Sono tutti regali che Dio fa alla comunità cristiana, perché possa crescere armoniosa, nella fede e nel suo amore, come un corpo solo, il corpo di Cristo. Lo stesso Spirito che dà questa differenza di carismi, fa l'unità della Chiesa. È sempre lo stesso Spirito. Di fronte a questa molteplicità di carismi, quindi, il nostro cuore si deve aprire alla gioia e dobbiamo pensare: ‘Che bella cosa! Tanti doni diversi, perché siamo tutti figli di Dio, e tutti amati in modo unico’”.

Unici e amati come il carisma, indicato dal Papa a mo’ di esempio, delle Piccole Apostole della Carità, un Istituto secolare che svolge la sua missione attraverso l’Associazione “La nostra Famiglia”, dedita alla cura dei disabili, specie bambini, venuto a Roma in pellegrinaggio con tremila persone e accolto con grande affetto da Papa Francesco in Aula Paolo VI prima dell’udienza: “Il fondatore, Beato Luigi Monza, intuì la necessità della vicinanza alle persone disabili, con competenza e con amore. Il suo carisma, sostenuto dal venerabile Paolo VI, quand’era arcivescovo di Milano, sia un esempio per le famiglie e per quanti hanno le responsabilità pubbliche”.

Papa Francesco conclude l’udienza generale del primo giorno di ottobre con un invito, ripetuto con insistenza ai gruppi linguistici, a dedicare tempo a una preghiera e a un’intenzione particolari: “All’inizio di questo mese, dedicato alla meditazione della vita di Maria e del suo Figlio nei misteri del Rosario, invito tutti voi a pregare secondo le intenzioni della Chiesa, soprattutto per il Sinodo dei Vescovi dedicato alla famiglia. Pregate anche per me!”.

I saluti finali del Papa sono andati, fra gli altri, ai pellegrini dell’Opus Dei, giunti a Roma dopo la recente Beatificazione di mons. Álvaro Del Portillo, e ai sacerdoti dei Pontifici Collegi Internazionali San Paolo e Mater Ecclesiae, esortati a vivere il loro apostolato “in comunione con la Chiesa e con atteggiamento missionario”.

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