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Basterà una legge anti-stupro per fermare le violenze nei campus universitari?

FREDBOUAINE
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Il provvedimento adottato dalla California. Don Di Noto: vero argine è una task force mondiale anti-violenza

"Yes Means Yes". Così la California ha deciso di chiamare la nuova legge anti-stupro. È una misura draconiana decisa per mettere un argine alle violenze sessuali tra giovanissimi nei campus universitari. La piaga è nazionale, la legge californiana è la prima a dare una risposta così drastica (La Repubblica, 30 settembre).  

"Yes Means Yes", cioè solo se dico sì vuol dire sì. Occorre un consenso chiaro perché l’atto sessuale non sia violenza. Basta con la cultura sessista che considera come un implicito assenso il fatto che la ragazza sia ubriaca, oppure che abbia deciso lei stessa di uscire da sola con un partner, o che inizialmente abbia dato l’impressione che "ci stava". 

La norma sta già dividendo gli esperti. Scrive il New York Times che molti amministratori dei college dicono di non avere idea se funzionerà meglio degli altri metodi, anche perché le risposte sono ostacolate dalla mancanza di solidi dati su che cosa funzioni (Internazionale, 30 settembre).

REPRESSIONE NECESSARIA
Non la pensa così don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter. «La repressione è di fondamentale importanza – spiega ad Aleteia – i comportamenti illeciti che sfociano in reato, con il presupposto della violenza e della sottomissione, e la banalizzazione del sesso con scopi non consoni al rispetto della dignità umana, vanno arginati in maniera decisa. Qualunque Stato al mondo deve avere la capacità di normare certi comportamenti che ledono la convivenza civile».

TASK FORCE MONDIALE
Don Fortunato evidenzia che il fenomeno degli stupri, sopratutto su minori, è «molto esteso, un fenomeno dilagante» e «bisogna re-investire nell’educazione, del rispetto della dignità umana e del corpo, in una non banalizzazione della sessualità, in una non relativizzazione del corpo umano, inteso non solo come oggetto di godimento». La direzione da intraprendere va ben oltre la legge della California. «E’ necessaria una intelligente task-force mondiale che alla base abbia una diffusione di valori da inculcare sopratutto ai bambini». 

ALLARME SELFIE PORN & CHILD
Il fondatore di Meter, che da anni lotta contro gli abusi e la pedofilia, è allarmato di fronte al giudizio "moderato" degli esperti americani perché «c’è ancora una sottovalutazione dello sfruttamento dei minori, anche quello del minore su un altro minore. Invece il fenomeno è endemico. Le dico un dato: in tre mesi, da giugno a settembre 2014 abbiamo denunciato oltre 9mila video pedopornografici estremi su internet. Preoccupante è la diffusione, poi dei selfie porn & child, l’autoscatto con l’abuso davanti all’obiettivo».

ITALIA IN CHIAROSCURO 
Da qui l’appello al governo italiano. «Siamo all’avanguardia per norme e leggi, garanti, osservatori, tavoli. Eppure il problema della condizione dei minori in Italia è ancora all’ordine del giorno, registriamo continui episodi di deprivazione di minori italiani e stranieri. Non basta essere una società evoluta, democratica, se poi ci troviamo ancora a fare i conti con questa drammatica emergenza». 

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