Aleteia

Nata da uno stupro: l’aborto come “riparazione” alla violenza è un falso mito

Condividi
Commenta

Una donna coraggiosa testimonia: "Le donne che abortiscono trovano più difficile riprendersi dall'aborto che dallo stupro"

Oggi vi presentiamo la storia di Rebecca Kiessling che come le esistenze di tutti noi è un misto di bellezza e ferite, ma si sa che è proprio da quest’ultime che passa la Grazia di Dio. Rebecca viene adottata alla nascita e scopre solo all’età di 18 anni di essere stata concepita da uno stupro. La mamma biologica infatti venne rapita e violentata da un maniaco, e restò così incinta di Rebecca. La donna non si sentì di portare avanti la gravidanza, e così tentò due volte di abortire illegalmente (l’aborto a quei tempi non era ancora consentito in Michigan), ma entrambi i tentativi miracolosamente fallirono per cui arrivò a partorire sua figlia  e in seguito a darla in adozione.

Proprio qualche giorno fa la dottoressa Silvana De Mari ha parlato in un post su Facebook dell’aborto dopo uno stupro come di violenza che si aggiunge a un’altra violenza:

(…) Uno stupro è una violenza atroce. L’aborto è una violenza a sua volta, una seconda violenza che aggrava la prima. L’aborto non è la macchina del tempo: non riporta il tempo indietro, come se non fosse successo. E’ un atto violento dove la donna uccide un grumo di cellule per non farlo diventare suo figlio. Il figlio dello stupratore, certo, ma anche il figlio suo. (…) Le donne che non hanno abortito, che non hanno commesso infanticidio, che non hanno abbandonato il bambino sono quelle che alla fine sono riuscite a costruire vite difficilissime ma che ancora permettevano linee di gioia. Avevano risposto alla violenza più ignobile con l’accoglienza. Quelle che hanno abortito hanno più facilmente sviluppato disturbi depressivi e alcolismo. Il piccolo corpo che finisce smembrato nel bidone della spazzatura è una violenza in più, un insulto in più alla donna, alla sua sacralità. Noi siamo donne, domine regine. Per una donna l’aborto è un suicido differito. Un suicidio parziale, ma profondo.

I 3 errori di chi ritiene che l’aborto sia accettabile in caso di stupro

Rebecca, moglie e mamma di cinque figli, nella sua bellissima testimonianza afferma che spesso anche gli anti-abortisti contemplano l’eccezione in caso di violenza sessuale.

Pagine: 1 2

Condividi
Commenta
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni