Aleteia
mercoledì 21 Ottobre |
San Gaspare del Bufalo
Chiesa

Sinodo, allarghiamo lo sguardo

©ALESSIA GIULIANI/CPP

Gilberto Borghi - Vinonuovo.it - pubblicato il 26/09/14

Sono tanti oggi i volti dell'«ospedale da campo» chiamato famiglia. Ma l'unica medicina è lasciare che tutti possano vedere e toccare il Medico vero

Allarghiamo lo sguardo, vi prego! Persino i giornali laici si sono appassionati a questa diatriba intra ecclesiale sulla comunione ai divorziati risposati. È un rischio terribile: che il sinodo ormai alle porte finisca per essere risucchiato da questa centralità e perda invece tutto il peso e l’importanza di una serie di questioni che il lavoro preparatorio ha messo in luce. Lavoro fatto anche attraverso le consultazioni libere all’interno della Chiesa, e che forse anche per questo, andrebbe non dimenticato.

Le coppie che continuano a restare insieme, ma hanno un cuore indurito, sono forse a posto? I giovani che vogliono sposarsi ma non capiscono come fare discernimento dentro di sé, trovano forse aiuto sufficiente nella Chiesa? Sulle famiglie che non hanno stabilità economica e per questo rischiano di perdere la loro dignità anche sul piano etico, dobbiamo tacere? Le brave coppie e famiglie che invece si sentono tranquille nella loro fede un po’ borghese, ma che non evangelizzano più, continueremo a portarle come esempio? E, non da ultimo, chi vuole davvero essere di Cristo come coppia, e declinare questo nella dimensione affettiva sessuale della loro relazione, li lasciamo da soli, quasi senza parole, se non quelle del rischio etico?

Tutte queste situazioni (e altre ancora) sono legate alla metafora, ripresa anche pochi giorni fa da papa Francesco, della Chiesa come ospedale da campo. Cioè della Chiesa come luogo per curare e non per giudicare, prima di tutto. Ma come si fa a curare in un ospedale da campo? Il ferito deve entrare in contatto con chi? Con gli infermieri? Con gli organizzatori del campo? O con il "Medico"? Fuori metafora. I bravi cristiani, i vescovi, i preti, sono il medico? A volte ho l’impressione che davvero pensiamo di essere noi il medico. E che pochi ricordano che il soggetto della frase iniziale di Lumen Gentium, nel Vaticano II, non è la Chiesa, ma Cristo. È Cristo la luce delle genti. È inutile negarlo, ce lo siamo persi questo! Centrati a guardarci l’ombelico ecclesiale (quale sarà poi?) abbiamo perso la centralità di Cristo nelle nostre comunità.

E allora? Che si può fare? Forse ci vuole una conversione pastorale che applichi un principio ormai ineludibile: fare un passo indietro.
Intendo con questo la possibilità della Chiesa di riconoscere e accettare che lo Spirito lavora anche prima e fuori dai suoi confini visibili e che quindi essa non ha l’esclusiva per far esistere la fede in Cristo sulla terra. Che il suo ruolo quindi è davvero quello di essere il sacramento universale di salvezza, cioè il segno efficace di Dio che salva in Cristo. Ma solo questo! Il sacramento infatti non esaurisce la realtà che significa e realizza, ma ne è solo la primizia garantita. La Chiesa non esaurisce la presenza dello Spirito nel mondo, ma ne è la primizia garantita.

Fare un passo indietro perciò significa smetterla con una Chiesa che "vela" Cristo, nascondendolo nel suo seno quasi a volerlo proteggere dal mondo, e lasciare che il mondo possa vedere e toccare direttamente il tesoro di grazia che essa contiene. Una Chiesa si apre e si lascia "derubare" del suo bene che la fonda e le da senso, senza la paura di perdere sé stessa, perché appoggiata alla sicurezza di Cristo.

Farsi da parte, insomma. Perché quando il mediatore diventa troppo "ingombrante" finisce per diventare un "isolante" e non permette più che le due parti riescano ad entrare in contatto. E questo su tutte e tre le dimensioni in cui tradizionalmente la pastorale si struttura. Perciò meno catechesi e più lettura diretta della bibbia; meno celebrazioni formali e più contatto diretto con Lui; meno organizzazione istituzionale della carità e più contatto diretto coi poveri.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
sinodo famiglia
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
DISNEY, CARTOONS
Annalisa Teggi
Arriva il bollino rosso per Dumbo, gli Aristo...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni