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Discussioni matrimoniali: mai di fronte ai figli

© Goodluz / SHUTTERSTOCK

LaFamilia.info - pubblicato il 26/09/14

5 consigli per evitare che i disaccordi della coppia turbino lo sviluppo dei figli

È difficile che in una relazione matrimoniale non ci siano discussioni, e per quanto possano essere insignificanti si devono scegliere il momento e il luogo adatto, di modo che i figli restino al margine della situazione.
Anche se si può far fatica a crederci, fin da piccoli i bambini percepiscono cosa accade intorno a loro, e a poco a poco sviluppano la sensibilità per distinguere un ambiente familiare teso o armonioso. Quando i figli sono spettatori continui delle discussioni tra i genitori, possono manifestare il proprio disagio in vari modi.

Nei più piccoli si possono presentare accessi di rabbia o regressioni (come tornare all'uso dei pannolini, chiedere di nuovo il ciuccio o il biberon…) per richiamare l'attenzione.

Nei bambini in età scolare è comune che si verifichi un comportamento aggressivo e ribelle a scuola, con litigi con i compagni, elusione delle norme e insuccesso scolastico, ma a casa la condotta è opposta e si mostrano apatici.

Negli adolescenti le reazioni sono diverse. Com'è tipico di questa età, in genere si mostrano indifferenti e preferiscono l'evasione, rifugiandosi in attività che fungono da via di fuga: chat, uscire con gli amici, alcool, musica…

Di fronte a questo tipo di reazioni, i genitori “spesso portano i bambini dallo psicologo, come se fossero problemi dei piccoli, e alla fine si rendono conto che le disfunzioni sono della famiglia; e a volte neanche di questa, ma della coppia in particolare”, ha spiegato Tania Donoso Niemeyer, docente di Psicologia presso l'Università del Cile (padresok.com).

In tutte le età, quindi, le discussioni reiterate dei genitori sono dannose per lo sviluppo emotivo dei figli, tanto che in alcuni casi possono provocare segni difficili da cancellare.

Raccomandazioni agli sposi
Può essere che finora nessuno ci abbia pensato e non si sia nemmeno reso conto che i figli erano lì, in mezzo ai conflitti con il coniuge. La psicologa infanto-giovanile Andrea Palacios raccomanda ai genitori di “prendere consapevolezza dell'importanza di farsi carico delle differenze e di tracciare strategie per avere questi disaccordi senza che provochino turbamenti nello sviluppo dei figli, fattore che deve prevalere a livello di importanza: non si tratta di evitare il conflitto, ma di cercare il momento più appropriato per affrontarlo”.

È quindi utile applicare questi suggerimenti:

Discutere fuori dalla portata dei bambini, per evitare qualsiasi tipo di dubbio o dolore. I problemi della coppia devono essere discussi in privato, senza che li ascoltino. Per questo si raccomanda di aspettare che dormano o di andare in un altro luogo.

Non far sì che il figlio si schieri da una parte o dall'altra.

Non trasformare i figli nella propria fonte di appoggio. Se c'è bisogno di qualcuno, si deve cercare un adulto che capisca realmente cosa succede.

Se il bambino domanda, bisogna spiegargli che discutere è naturale, ma che ci sono certi modi per farlo.

Stare attenti agli atteggiamenti (sbattere la porta, espressioni disgustate…), visto che i bambini percepiscono tutti i dettagli.

Quando una coppia è molto insoddisfatta, conviene cercare il modo di risolvere i problemi per tempo. Bisogna cercare sostegno terapeutico, perché una vita di separazione o di disunione emotiva all'interno del matrimonio provoca molto dolore e non è vita di qualità per gli adulti, e men che meno per i bambini.

Alle coppie può risultare difficile in un primo momento, ma sforzandosi ci riusciranno di certo. Vale la pena di fare tutto per i nostri figli!

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
famiglia
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