Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 17 Settembre |
Roberto Bellarmino
home iconChiesa
line break icon

I racconti di chi ha visto l’Aldilà: come dobbiamo interpretarli?

© Ladida / ISTOCK

Toscana Oggi - pubblicato il 25/09/14

Che siano tutti frutto di fantasia?

Nella rubrica "Risponde il teologo" del 7 settembre leggo: «….nessuno  è venuto indietro dalla morte per dirci come si sta dopo». Questa affermazione si scontra con quanti, e fra questi alcuni santi, hanno avuto esperienza  dell’altro mondo. O i santi ci hanno raccontato frottole, e allora sono degli imbroglioni, ma se hanno detto la verità noi sappiamo come è l’altro mondo. Come la mettiamo? Nel libro di Antonio Socci «Tornati dall’Aldilà» si riportano molte testimonianze in proposito. Che siano tutte frutto di fantasia?
Beppe Giampaoli

Risponde padre Athos Turchi, docente di Filosofia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.

In linguaggio scientifico un fatto è dimostrato quando è universalmente verificabile e ripetibile. Un fatto che non ha queste caratteristiche, può essere anche vero, reale, accaduto, ma riguarda solo e soltanto la sfera personale, soggettiva e individuale. La differenza sta in ciò: la caduta di una mela da un albero è universalmente verificabile e ripetibile, perciò è un fatto oggettivo e scientifico; la visione dell’inferno che ha avuto S. Caterina è una rivelazione personale e soggettiva, non verificabile, non ripetibile e non universale, perciò non oggettiva e non scientifica.

Questa seconda conoscenza può anche essere vera e reale, ma non può essere proposta come un fatto oggettivo e per tutti valido, ma vale solo per chi ci vuol credere, a meno che il Magistero della Chiesa non lo imponga come un dogma della fede cristiana. In questo caso siamo obbligati a crederci, ma non per una evidenza, per una scientificità e per una ripetibilità, semplicemente per un ordine di fede magisteriale, come lo è per esempio il dogma dell’Assunzione.

Ora che a me risulti la Chiesa non ha posto nessun dogma su nessuna delle infinite apparizioni o visioni di santi, veggenti, o simili che hanno «visto» l’aldilà. Perciò che Dio abbia permesso e permetta ad alcune persone di vedere l’aldilà può essere vero e quanto hanno visto può anche essere reale, ma tutto ciò riguarda la sfera soggettiva e personale e non può essere preso come dato universale e per tutti valido. Rivelazioni private fanno appello alla fede dei privati e di persone individue, come si dice per la edificazione di quanti ne hanno bisogno. Per cui finché il Magistero della Chiesa non pone il dogma sulle visioni di qualche veggente, o santo, o profeta, nessun cristiano è tenuto a credere quanto queste persone dicono di aver visto. Nella dottrina cristiana non c’è nessun dogma al riguardo, le uniche persone autorizzate potevano essere i resuscitati da Gesù come Lazzaro, ma costui non ha lasciato detto niente, l’altra persona è Gesù stesso che ci ha rivelato molte cose, ma il lettore mi sembra non si riferisca a questa testimonianza, e l’altra persona potrebbe essere la Madonna, ma di lei il dogma dice che è stata assunta in cielo, non dice che sia poi tornata sulla terra a dirci com’è la vita in cielo.

Circa poi il contenuto di quanto i santi hanno visto dell’aldilà, se dovessimo fare una panoramica avremmo una visione dell’aldilà di molto contraddittoria: chi vede l’inferno pieno di anime, chi ne vede poche, chi il paradiso lo vede in un modo chi in un altro, ecc. Chi ha ragione? Chi vede meglio? A chi dare retta? Il Vangelo stesso ha delle perplessità circa la visione dell’aldilà: quando il Ricco epulone si rivolge ad Abramo di andare a dire ai suoi fratelli di fare attenzione, egli si rifiuta perché non servirebbe a niente.

Perciò non si nega che quanto i santi hanno visto possa essere vero, e non si vuol dire che i veggenti non vedano quello che dicono di vedere, ma semplicemente che questi fatti sono relativi allo spazio privato della vita cristiana. Quello che la Chiesa chiede al cristiano è di credere e di non negare che ci sarà la resurrezione dei morti in anima e corpo, al modello di Cristo e di Maria sua Madre, resurrezione per la beatitudine eterna o per la dannazione eterna, il resto è secondario.

  • 1
  • 2
Tags:
aldilàesperienze di premorte

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
GETAFE
Dolors Massot
Due sorelle giovanissime diventano suore contemporaneamente a Mad...
3
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
4
THERESA GIUNI
Unione Cristiani Cattolici Razionali
Giuni Russo è giunta fino a Cristo per mano d...
5
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
6
EUCHARIST
Philip Kosloski
Preghiere da recitare all’elevazione dell’Ostia a Messa
7
Gelsomino Del Guercio
La Madonna nera è troppo sfarzosa: il parroco la “spoglia”. Ed è ...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni