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Cambiamenti climatici: il monito della Santa Sede

Pedro Terrades

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 25/09/14

La Chiesa fa da protagonista al Forum sul clima promosso dall'Onu

«Tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere il Creato per il bene di questa e delle future generazioni». Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, intervenendo al “Climate Summit 2014” organizzato a New York dall’Assemblea generale dell’Onu (Ansa, 24 settembre).  

I cambiamenti del clima sono «un problema grave» che ha conseguenze sui più «vulnerabili e soprattutto sulle «generazioni future». Parolin ha rilevato che la mancanza di azione su questo fronte rischia di comportare «grandi rischi e costi socio-economici». E’ per questo che bisogna diffondere «un’educazione alla responsabilità ambientale, che tuteli le condizioni morali per un’autentica ecologia umana», cambiando il nostro stile di vita e gli attuali modelli dominanti di consumo e di produzione» (Vatican Insider, 24 settembre).

Parolin ha sottolineato che «gli Stati hanno la comune responsabilità di proteggere il clima mondiale, attraverso azioni di mitigazione, di adattamento e di condivisione delle tecnologie e del “know-how”; ma hanno soprattutto la responsabilità condivisa di proteggere il nostro pianeta e la famiglia umana, assicurando alla generazione presente e a quelle future di vivere in un ambiente sicuro e degno» (Avvenire, 24 settembre).        

IN SINTONIA CON IL MAGISTERO
Per il professore Simone Morandini, esperto di etica ambientale, membro del Gruppo Custodia del Creato della Cei e coordinatore di progetto della fondazione "Lanza" di Padova, «non c’è dubbio che, aldilà delle percezioni di alcuni osservatori, la forte posizione espressa da monsignor Parolin si collochi in piena continuità con il ricco Magistero cattolico sulla custodia del Creato, quale si è sviluppato negli ultimi due decenni». Un Magistero «che viaggia in piena sintonia con le altre Chiese cristiane e con molte altre comunità religiose; non si dimentichi l’incontro interreligioso che a New York ha preceduto il Vertice qualche giorno fa. Non è certo nuovo in questo senso l’appello alla responsabilità e lo sguardo attento al futuro del pianeta ed ai poveri della terra». 

UN TONO DURO E DECISO
La novità, secondo Morandini, «sta soprattutto nel tono, espressione in primo luogo della percezione di un’accelerazione delle emissioni climalteranti, del riscaldamento globale e degli impatti sull’ecosistema e sulle persone, i poveri in primo luogo: sappiamo bene ormai che di clima si muore e che occorre mitigare gli impatti». Più in profondità, prosegue l’esperto di etica ambientale, «nuova è anche la definitiva assunzione, ormai senza riserve, dell’interpretazione – proveniente da un mondo scientifico sostanzialmente compatto – di una importante componente antropogenica del mutamento stesso». 

LO SGUARDO SU GIOVANI E FAMIGLIE
Da qui il richiamo «ad una responsabilità di proteggere che interessa l’intera famiglia umana, nelle espressioni politiche che essa si è data: occorre custodire la vivibilità del pianeta per le generazioni future, evitando che i comportamenti da free-riders di alcuni vanifichino la possibilità di accordi efficaci». Occorre però anche comprendere «che i mutamenti richiesti non possono essere meramente superficiali, ma esigono un profondo rinnovamento degli stili di vita e dei modelli di produzione e consumo».

MESSAGGIO PER LE COMUNITA’ CATTOLICHE
Pertanto, quello di Parolin, conclude il membro del Gruppo Custodia del Creato della Cei «èun richiamo di grande importanza indirizzato alla comunità internazionale, ma anche un impegnativo programma di lavoro per le comunità cattoliche ad essere formatrici incisive ad una custodia del Creato che sappia radicarsi in profondità nella fede nel Creatore, per esprimersi in efficaci pratiche di sostenibilità». 

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Tags:
ambientecambiamenti climatici
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