Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
sabato 19 Giugno |
San Romualdo
home iconStile di vita
line break icon

Siamo fatti per le cose grandi. E abbiamo bisogno degli altri

Saverio Sgroi - La sfida educativa - pubblicato il 24/09/14

La felicità è capire che la libertà è un mezzo per arrivare a qualcosa di più grande

Trovandomi alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano ascolto il dialoghetto tra nonna e nipotino davanti a uno dei capolavori di Caravaggio: il titolo è “Canestra di frutta”.
– Nonna, perché questa mela è bucata?
– Non è bucata, è bacata. Le mele di una volta avevano il baco perché erano naturali, senza la roba chimica che ci mettono oggi. Avevano il baco, ma sapevano di mela.
– E oggi di che sanno?
– Di niente.


Proprio alcuni giorni fa mi è tornato alla mente questo simpatico racconto di cui avete appena letto l’inizio. Protagonisti una nonna ed il suo nipotino, in visita alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. I due, davanti alla Canestra di frutta di Caravaggio, danno vita a questo interessante dialogo. Chi volesse, può leggerlo interamente qui. Ma sono convinto che già dalle parole che avete letto, avrete comunque colto il senso dello scambio di battute tra nonna e nipote: un dialogo che, attraverso la metafora della mela bacata, ci descrive uno spaccato abbastanza realistico del mondo odierno e del clima che respirano soprattutto i nostri ragazzi.

Il messaggio che arriva loro è che se non sei bello, affascinante, visibile, ricco, non conti nulla; se non sei perfetto sei sfigato. Sembra che l’uomo abbia smarrito le chiavi per interpretare correttamente il linguaggio della bellezza, della bontà, della verità; e che non sia più in grado di assaporare il gusto genuino delle mele bacate, perché incantato da altre mele belle fuori ma spesso insipide dentro…

Ricordate il consiglio che, in Notte prima degli esami, il prof. Martinelli – un grande Giorgio Faletti – diede al povero Luca Molinari dopo una bruciante delusione amorosa? L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa… L’importante è quello che provi mentre corri.

Una frase che, in un mondo che sembra aver fatto delle emozioni un vero e proprio culto, ti trasmette lo stesso fascino ammaliante delle sirene di Ulisse. Ma che, come il suono delle creature mitologiche dell’Odissea, nasconde un’amara verità: la stessa che scopri quando, dopo molti anni passati ad inseguire le emozioni, ti volti indietro e ti chiedi dove stai portando la nave della tua vita…

Se già Seneca scriveva duemila anni fa che non esiste vento a favore per il marinaio che non sa dove andare, come si può immaginare una vita felice senza una meta che dia senso al nostro peregrinare?

Mai come oggi ci fanno paura – ed a giovani ancora di più, perché la trasmettiamo loro – parole come progetto, che richiede tempo e fatica; impegno, che equivale a sforzo e a volte sofferenza; fedeltà, che presuppone la volontà di fare scelte definitive, per sempre. Ci fanno paura perché temiamo che ci tolgano la libertà. Eppure le stesse parole è come se fossero scritte nel nostro DNA, le desideriamo, intuiamo che da esse probabilmente passa la nostra felicità: chi di noi non vorrebbe scrivere un progetto grande con la propria vita? Oppure impegnarsi in qualcosa che valga veramente la pena? E ancora, quando ci innamoriamo, il nostro cuore non vorrebbe stare per sempre con la persona amata?
E allora come è possibile che parole come progetto, impegno, fedeltà, per sempre, ci trasmettano la paura di perdere la nostra libertà?

Forse il problema sta proprio nell’idea che ci siamo fatti della libertà. Già, che cosa è la libertà? «La libertà non è un fine, è un mezzo – scriveva Nicolás Gómez Dávila – chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene».
Forse il segreto di una vita felice sta nel tornare a convincerci che la libertà è un mezzo, uno strumento per qualcosa che è più grande della libertà stessa. Se non fosse così, la nostra libertà si esaurirebbe semplicemente nella possibilità di scegliere. Eppure sappiamo per esperienza che la felicità non dipende solo dal fatto che possiamo scegliere, ma soprattutto da ciò che scegliamo. Ce lo hanno insegnato i grandi uomini della storia, ma ce lo dice anche l’esperienza quotidiana: siamo più felici quando ci teniamo una cosa bella solo per noi oppure quando la condividiamo con chi ci sta a cuore, anche se ciò può voler dire perdere un po’ della nostra libertà? Stiamo meglio quando raggiungiamo col nostro sforzo un obiettivo impegnativo – un esame, un lavoro, un risultato sportivo – oppure quando ci viene dato un risultato già pronto senza che da parte nostra ci sia stato un coinvolgimento personale? Eppure, forse, per raggiungere questo obiettivo abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa. Abbiamo dovuto perdere un po’ della nostra libertà. Come è possibile?

  • 1
  • 2
Tags:
educazionelibertà
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
conduttore rai 1 diventa prete
Gelsomino Del Guercio
Addio al giornalismo: Fabrizio Gatta, il volto noto di Rai1, dive...
3
MAN HOSPITALIZED,
Silvia Lucchetti
Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta ...
4
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
5
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
6
MATKA TERESA Z KALKUTY
Cerith Gardiner
In caso di necessità, l’efficacissima preghiera da 5 secondi di m...
7
Landen Hoffman
Sarah Robsdotter
“Gli angeli mi hanno preso e Gesù mi vuole bene”: un bimbo di 5 a...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni