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L’etica islamica è simile a quella cristiana?

© David Evers / Flickr CC
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Padre Borrmans ci spiega i punti in comune tra le due morali, dalla bioetica, al tema dei diritti, dalla famiglia all'amore verso Dio

Ci sono punti in comune tra la morale islamica e quella cristiana? La risposta è positiva, anzi sono numerosi gli aspetti che accomunano l’etica delle due principali religioni monoteiste. A tracciare ad Aleteia un quadro d’insieme di queste similitudini, è uno dei maggiori studiosi internazionali sulle relazioni islam-cristianesimo, padre Maurice Borrmans

POLIGAMIA E VITA CONIUGALE
Borrmans, che è anche docente presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, fa notare che chi segue da vicino l’evoluzione contemporanea del diritto della famiglia o dello statuto personale nei paesi musulmani deve riconoscere che quest’ultimi stanno raggiungendo posizioni quasi comuni a quelle della morale evangelica, le quali vengono spesso espresse, più o meno, dalle legislazioni dei Paesi occidentali. Infatti le loro leggi hanno cancellato o almeno limitato il «permesso poligamico» (fino a quattro co-spose), il potere maschile del «ripudio unilaterale», l’autorità paterna di «costrizione matrimoniale» della figlia, senza parlare delle riforme introdotte nelle norme giuridiche che reggono la vita coniugale. 

ABORTO ED EUTANASIA
La famiglia viene proclamata «cellula basilare» della vita sociale ed il matrimonio riconosciuto come il modo unico di crearne l’entità giuridica. Anche se l’etica islamica si rivela molto liberale in materia di «morale sessuale», autorizzando tutti i mezzi di controllo delle nascita, essa promuove e difende, come l’etica evangelica, la vita di ogni individuo dall’inizio alla fine del suo essere esistenziale: niente aborto (tranne quello cosiddetto terapeutico), benché una certa tolleranza venga ammessa da alcuni musulmani fino alla fine del quarto mese di gravidanza, niente sterilizzazione, niente mutilazione, niente eutanasia. 

FECONDAZIONE E OMOSESSUALITA’
In materia di bioetica, musulmani e cristiani possono unire le loro voci a quelle degli ebrei in tanti settori della ricerca tecnologica, anche se i primi, a causa della prevalenza giuridica del loro approccio ai problemi senza un’analisi antropologica adeguata, tollerano la fecondazione artificiale in vitro ed altri interventi di tipo meccanico. Tutti rifiutano, in via di principio, l’omossessualità, maschile o femminile, nonostante alcune pratiche in materia. Il ché ha permesso, in alcuni casi, ai rappresentanti delle tre religioni monoteistiche di affermare una comune visione dei valori della famiglia di fronte alle legislazioni permissive di alcuni Stati.

VICINANZA CON IL VANGELO
In fine dei conti, se l’etica islamica si rivela così vicina a quella della Bibbia e ne assume gli insegnamenti dell’Antico Testamento, ragiona Borrmans, bisogna riconoscere che talvolta essa offre all’iniziativa dei musulmani la possibilità di raggiungere alcune delle posizioni del Vangelo. Ad esempio, se la legge del taglione viene da essa ricondotta a nome della giustizia per garantire la salvaguardia della vita di tutti, il Corano suggerisce che si potrebbe sostituirla con un perdono o un condono, come lo richiede il Vangelo

L’AMORE VERSO DIO E IL PROSSIMO
Non c’è quindi da stupirsi, spiega lo studioso, se la "Lettera dei 138" firmata da altrettanti rappresentanti dell’Islam, raggruppati dall’Accademia reale di ‘Ammân, ed indirizzata a tutti i capi delle comunità cristiane del mondo, abbia affermato che «il vero monoteismo consiste nell’amor di Dio e nell’amor del prossimo», interpretando così il testo coranico alla luce dell’insegnamento biblico e cristico del «doppio comandamento dell’amore». 

IL FASCINO DELLE PAROLE DI GESU’
Tutte queste manifestazioni della morale musulmana oggi, nella grande diversità delle sue scuole e delle sue correnti, testimoniano una possibile convergenza etica tra tutti i credenti monoteisti per un comune atteggiamento etico davanti alle sfide di una tecnologia moderna che non rispetta più i parametri di un sano umanesimo collettivo. Rimarrà però specifico della morale evangelica la raccomandazione di Gesù, affidata ai suoi discepoli, di «amare i propri nemici», da una parte, e di «amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amato». 

SPIRITUALITA’ SUPERIORE DEL CRISTIANESIMO
Questa originalità del cristianesimo è ancora capace di condurre alcuni musulmani ad ascoltare l’invito di Gesù Cristo e poi ad abbracciare il cristianesimo, scoprendo che quest’ultimo offre nella sua spiritualità i mezzi superiori per attuare nella vita dei singoli e delle società tale ideale etico di riconciliazione internazionale e di santificazione universale.
 

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