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Immigrati: Papa chiede azione piu’ incisiva contro traffico persone

© MC2 DANIEL BARKER / US NAVY / AFP
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Il Messaggio per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrera' il prossimo 18 gennaio

Papa Francesco chiede ai governi e agli organismi internazionali che divenga "piu’ incisiva la lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro tutte le forme di violenza, di sopraffazione e di riduzione in schiavitu’". "Nel medesimo tempo – scrive nel Messaggio per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrera’ il prossimo 18 gennaio – occorre intensificare gli sforzi per creare le condizioni atte a garantire una progressiva diminuzione delle ragioni che spingono interi popoli a lasciare la loro terra natale a motivo di guerre e carestie, spesso l’una causa delle altre". "Alla solidarieta’ verso i migranti ed i rifugiati occorre – secondo Francesco – unire il coraggio e la creativita’ necessarie a sviluppare a livello mondiale un ordine economico-finanziario piu’ giusto ed equo insieme ad un accresciuto impegno in favore della pace, condizione indispensabile di ogni autentico progresso".

L’invito del Pontefice a governi e organismi internazionali e’ ad agire di concerto "in modo da umanizzare le condizioni dei migranti". "La globalizzazione della carita’ e della cooperazione", rappresenta infatti, per il Papa, la miglior risposta "alla globalizzazione del fenomeno migratorio". Nessun paese puo’ rispondere da solo ad emergenza. Quando "un gran numero di persone lascia i luoghi d’origine e intraprende il rischioso viaggio della speranza con un bagaglio pieno di desideri e di paure, alla ricerca di condizioni di vita piu’ umane", di fatto "nessun Paese puo’ affrontare da solo le difficolta’ connesse a questo fenomeno, che e’ cosi’ ampio da interessare ormai tutti i Continenti nel duplice movimento di immigrazione e di emigrazione". Lo scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrera’ il prossimo 18 gennaio, invocando una maggiore cooperazione tra gli stati per rispondere in modo umano, cioe’ accogliente, a "cosi’ vaste migrazioni".

I movimenti migratori, infatti, "hanno assunto tali dimensioni che solo una sistematica e fattiva collaborazione che coinvolga gli Stati e le Organizzazioni internazionali puo’ essere in grado di regolarli efficacemente e di gestirli". "Lavorare insieme – afferma Bergoglio – richiede reciprocita’ e sinergia, con disponibilita’ e fiducia". Un obiettivo che non sempre viene raggiunto, anche se "nell’agenda internazionale trovano posto frequenti dibattiti sull’opportunita’, sui metodi e sulle normative per affrontare il fenomeno delle migrazioni". "Vi sono – elenca il Papa – organismi e istituzioni, a livello internazionale, nazionale e locale, che mettono il loro lavoro e le loro energie al servizio di quanti cercano con l’emigrazione una vita migliore". Ma "nonostante i loro generosi e lodevoli sforzi", secondo Papa Francesco "e’ necessaria un’azione piu’ incisiva ed efficace, che si avvalga di una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignita’ e della centralita’ di ogni persona umana".

Diffidenze e ostilita’ anche da cristiani "Non di rado i movimenti migratori suscitano diffidenze e ostilita’, anche nelle comunita’ ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte". Lo denuncia Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrera’ il prossimo 18 gennaio. A questa mancata solidarieta’ anche da parte dei cristiani, il Papa esorta a reagire rilevando che "il carattere multiculturale delle societa’ odierne incoraggia la Chiesa ad assumersi nuovi impegni di solidarieta’, di comunione e di evangelizzazione".

Nel testo, Francesco ricorda "la vocazione della Chiesa a superare le frontiere e a favorire il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione ad un atteggiamento che abbia alla base la ‘cultura dell’incontro’, l’unica capace di costruire un mondo piu’ giusto e fraterno". "Missione della Chiesa, pellegrina sulla terra e madre di tutti, e’ – ribadisce Francesco – amare Gesu’ Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei piu’ poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta".

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