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Il Sinodo “in pillola”

© CPP / CIRIC
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Non riduciamo il prossimo appuntamento della Chiesa ad una mischia: c’è in gioco il matrimonio.

Come allora, molti non accettano di ridurre il dibattito a quella che è indubbiamente una semplificazione grossolana, e anche io spero che il Sinodo abbia un largo respiro, andando a toccare le questioni di fondo, esistenziali, della vita di famiglia, mentre la questione della comunione ai divorziati resta in sé marginale.

Tuttavia, anche se marginale, è vero che, come la questione della pillola, anche questa ha in sé una carattere simbolico forte, che si presta bene a polarizzare la discussione. Si tratta infatti in ultima analisi di decidere se il matrimonio è semplicemente un atto privato tra due persone che si vogliono bene (come vorrebbe tutta la corrente mainstream) e quindi ridurlo alla manifestazione di un sentimento, il che porta inevitabilmente al “love is love” di Obama, oppure se l’amore tra un uomo e una donna ha una rilevanza cosmica, se è qualcosa che riguarda tutta la Chiesa e in ultima analisi l’universo intero, se un uomo e una donna sposandosi non si assumono una responsabilità non solo l’uno verso l’altro, ma verso la società, il cosmo, Dio stesso.

In realtà tutta la morale familiare sta o cade su questo punto, la questione quindi è solo apparentemente marginale, come solo apparentemente marginale era quella della pillola. In realtà, ancora una volta il rischio è quello di deresponsabilizzare l’amore, di separare il sesso dalle sue ragioni esistenziali, e come la massiccia introduzione della contraccezione scoperchiò il vaso di Pandora che ha riempito di demoni la nostra vita, così oggi ci troviamo di fronte ad un rischio simile.

Ben venga un dibattito sereno, aperto e senza pregiudiziali, anche violento se necessario. Ben venga perché il problema sul tappeto è enorme e va sviscerato in tutte le sue componenti, ma alla fine decida il Papa, nella sua autonoma responsabilità davanti a Dio. Mi fido di lui, mi fido dello Spirito Santo che lo ha scelto, prego per sostenerlo in questo smisurato compito che si è assunto.

Qui l’originale

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