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I fratelli Chapman, ovvero l’estetica del bestemmiatore

© Public Domain

Il blog di Costanza Miriano - pubblicato il 23/09/14

Uscito di scena Dio, nuove forme sacrificali si intrufolano nella società e dunque nell'arte

di Sergio Mandelli

I fratelli Jake e Dinos Chapman sono due artisti inglesi di origine greca, nati negli anni sessanta, che da qualche tempo fanno parlare di sé per alcune opere particolarmente scabrose. La cosa che contraddistingue maggiormente la loro arte è di essere stata progettata all’interno della scuderia di Charles Saatchi, un pubblicitario, collezionista, che anni fa ha scoperto il modo per moltiplicare i propri soldi sfruttando i meccanismi del mercato dell’arte. 

Per sintetizzare, da buon pubblicitario, ha notato che finché di arte si occupano solo le riviste degli addetti ai lavori, l’interesse del pubblico è esiguo. Nell’epoca del mercato globale invece ha capito che il vero successo si ottiene solo coinvolgendo un grande numero di persone. E un pubblico maggiore si ottiene soltanto occupando le pagine della cronaca.

In altre parole bisogna creare lo scandalo, obbiettivo che lui ha perseguito e raggiunto attraverso alcune operazioni ben finanziate e ben promosse, la più famosa delle quali è stata la mostra del 1997 “Sensation”, presentata a Londra.
goyaI temi trattati dagli artisti in quella mostra, come da manuale, erano essenzialmente tre: morte, sesso e religione. Inutile dire che la mostra ebbe un grosso successo e che gli artisti godettero di un notevole aumento delle loro quotazioni. Fra questi c’erano anche i fratelli Chapman, che in tale occasione presentavano due lavori.
Innanzitutto Great Deeds Against the Dead, una versione tridimensionale dell’incisione di Goya Grande Hazana! Con muertos! Si tratta di un’opera a dimensione naturale che esibisce un corpo fatto a pezzi e appeso su un albero, un lavoro a suo modo drammatico, impressionante, derivato da una citazione colta, quella di Goya, appunto.

chapmans-great-deeds-against-the-dead-1994L’altra opera, come da manuale, affrontava il tema del sesso con quella che è probabilmente la loro opera più celebre Zygotic Acceleration, Biogenetic, De-Sublimated Libidinal Model (Enlarged x 1000).
Si tratta di un assemblaggio di corpi di ragazzine prepuberi, fusi tra loro e corredati da sessi maschili e femminili ben evidenziati.
Da questo lavoro i Chapman hanno poi sviluppato un ciclo di grande successo scandalistico e commerciale.
Il tema di questo ciclo in realtà non è nuovo, è la messa in discussione della centralità del corpo umano, inteso come modello di perfezione, quello per intenderci raffigurato nell’Uomo vitruviano di Leonardo, l’uomo inserito in un progetto razionale, divino. Un concetto, quello della centralità dell’uomo nello spazio razionale dell’universo, all’origine dell’Umanesimo e del Rinascimento.
La deformazione del corpo umano, che ha cominciato ad apparire come retaggio del culto del corpo malato di romantica memoria, ha avuto la sua rappresentazione più efficace probabilmente nella pittura di Bacon. Per lui il corpo umano diventa un grumo animalesco racchiuso su se stesso, incapace di espandersi nello spazio per intraprendere una iniziativa qualsiasi. Altro che centro del mondo!

Questo tema è stato poi raccolto e sviluppato da vari filoni, sia in pittura sia attraverso performance, in particolare dalle innumerevoli espressioni della body art, come ad esempio gli azionisti viennesi.3861-680x820
I fratelli Chapman si inseriscono in questo filone. Che cosa aggiungono i Chapman a questo tema?
Il fatto di deformare dei corpi di bambina ed offenderli con l’esibizione di sessi maschili. L’immagine deformata e offesa di corpi che dovrebbero rappresentare la grazia e l’innocenza ottiene come unico risultato quello di disturbare (gli esteti usano il verbo “colpire”) l’osservatore. In un periodo poi in cui il pubblico è molto sensibile al tema della pedofilia, l’accostamento di questi corpi prepuberi al membro maschile in erezione non può non suscitare sentimenti di repulsione. Morte, sesso, che cosa manca? La religione.
Si conoscono in particolare due lavori dedicati a questo soggetto. Il primo è una serie di clown del McDonald crocifissi; l’altro è una statua devozionale di Madonna col bambino orribilmente deturpata. La crocefissione non sorprende più di tanto: gli artisti contemporanei hanno crocifisso di tutto, dalla rana di Klippenberger, al fallo di Midea Cruz, al Cristo con le borse dello shopping di Bansky, a quello impacchettato di Geers, e via per migliaia di volte, oggetto offerto gratuitamente allo sterminato esercito degli artisti senza fantasia.
Non si vede perché non si debba inchiodare alla croce anche il pupazzo di McDonald.

Per quanto riguarda la Madonna il discorso si fa più complesso. Il volto della Madonna, da sempre nella pittura occidentale modello di perfezione morale ed estetica, è qui inteso come oggetto di deturpazione. Il naso sembra scorticato, la bocca è sottoposta a una ampia lacerazione e a una rozza cucitura. Dalla bocca del Bambino escono delle forme strette e cilindriche, come dei vermiciattoli.
Perché il discorso è diverso? Perché si oltraggia un soggetto appartenente alla religione cattolica.

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Tags:
arte contemporanea
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