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Architetto, direttrice d’impresa, dottoressa… e ti fai suora?

© Gabriel
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Hai una professione, un lavoro, una vita “quasi realizzata” e ti fa paura lasciare tutto per consacrarti a Cristo come sacerdote o religiosa?

Vocación y Actualidad

Ti dico di stare tranquillo, non sarai il primo né l’unico a “lasciare” professione, lavoro, “una vita quasi realizzata” e altre cose per consacrarti a Dio come sacerdote o religiosa. Su ogni dieci sacerdoti, sette avevano una professione prima di entrare in seminario (tralasciando i sacerdoti di seminario minore). Accade lo stesso nella vita religiosa. Dobbiamo avere da architetti ad amministratrici di imprese come religiose.

È normale che il primo sentimento sia la paura all’idea di lasciare tutto.

In realtà non lasci nulla! Guadagni tutto. Si tratta di intraprendere una nuova missione, quella di discepolo! I discepoli di Gesù in modo semplice e immediato ci hanno lasciato un grande esempio.

La nuova professione di discepolo consisteva nello stare con il Maestro, lasciarsi guidare totalmente da lui. In questo modo la professione implica due aspetti: il primo è qualcosa di esterno, camminare accanto al Maestro con direzione diversa, senza vacillare e con sicurezza; il secondo è intimo e interno, si tratta del nuovo orientamento dell’esistenza. I sentimenti e i pensieri non puntano più agli affari o alla comodità personale, ma si tratta di abbandonarsi totalmente all’altro e per gli altri.

Essere a disposizione del Maestro era diventata una ragione di vita. Significava rendere realtà l’invito di Gesù al giovane ricco, a Matteo e ad altre migliaia di uomini che hanno lasciato tutto, e possiamo verificarlo giorno per giorno.

Vi presenterò ora una meravigliosa esperienza del “lasciare tutto”. Si tratta di una ragazza, di professione amministratrice di imprese, che ha scelto la nuova professione del “discepolato” proposto dal Maestro. È una semplice religiosa, è laureata in Teologia e attualmente sta conseguendo un’altra laurea in Diritto canonico. Esercita la sua professione nel mondo attraverso la sua congregazione.

Hai una professione, un lavoro, una vita “quasi realizzata” e ti spaventa l’idea di lasciare tutto per consacrarti a Cristo come sacerdote o religiosa?

“Udito ciò, Gesù gli disse: ‘Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi’. Ma quegli, udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco” (Lc 18, 22-23).

Inizio questa riflessione con il passo biblico perché riflette molto di ciò che si vive quando qualcuno sente la chiamata di Dio, o almeno l’inquietudine di vedere in cosa consiste la “vocazione” alla vita sacerdotale o consacrata.

In principio si pensa: “Io sacerdote o religioso(a)? Ma ho già percorso un cammino, ho scelto di realizzare una carriera professionale e mi piace” – opportunità che attualmente pochi hanno o semplicemente non vogliono studiare. Il fatto di averla già dà un certo status nella società. C’è qualcosa che ti distingue dagli “altri”. E cosa dire quando già lavori, fantastico! Hai già il tuo stipendio, sei indipendente, sei giovane e con incredibili opportunità di sviluppo. Sei nella tappa migliore della tua vita. Visto che conti sulle tue risorse personali, inizi a fare ciò che ti piace: comprare vestiti, andare in giro con gli amici, divertirti. In famiglia riconoscono il tuo sforzo e quanto ti vanno bene le cose. Ora sì che stai dando il frutto di ciò che è stato investito in te; nel lavoro sei il/la ragazzo/a con un grande avvenire o desiderio di sviluppo. Man mano che avanza il tempo sei esperto nel lavoro, scali posizioni, il tuo stipendio aumenta. Fantastico! Puoi comprare la tua prima automobile, e fare una serie di cose che ti fanno “sentire bene”. Chi non vorrebbe una vita così? È ben poco disprezzabile, vero?

Ma cosa succede quando qualcuno ti parla della “vocazione” alla vita sacerdotale o consacrata? Con il panorama anteriore rispondi subito “Neanche pazzo/a! Mi va bene il cammino che ho, ho già costruito parte della mia vita, ho ‘sicurezza’” [1], o semplicemente ci sono persone che dicono “Perché devo rinchiudermi?” o “Perderò quello che ho guadagnato”. Anche se sembra incredibile da credere, si guadagna di più. Si pensa “Lasciare tutto, vendere tutto, no, per favore!”, ma il Signore che è saggio e ricco di misericordia ti dà di più.

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vocazione
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