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L’uomo è immagine di sè stesso o immagine di Dio?

Sue Hasker - Catching up / Flickr / CC

Stefania Venturino - Breviario Digitale - pubblicato il 17/09/14

Le diverse risposte dell'ideologia del gender e della Sacra Scrittura

 “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò” (Genesi, 1,27) L’uomo è immagine di sé stesso o immagine di Dio? L’ideologia del “gender”, che erge l’uomo a creatore e giudice di sé stesso, rivendicando il diritto ad autodeterminarsi financo nella sua appartenenza di genere sessuale, ha tuttavia il pregio di stimolare il mondo cattolico ad approfondire la dottrina della Chiesa e dare al mondo ragione della propria Fede. Ciò che fino a non molti anni fa era considerata evidenza e certezza riguardo all’identità di genere maschile e femminile, oggi non lo è più. Come diceva il Cardinale Newman (http://www.newmanfriendsinternational.org/italian/), se si toglie Dio dal ciclo del pensiero è il pensiero stesso a indebolirsi e a perdere il contatto con la realtà non solo e non tanto dal punto di vista della fede, ma anche razionale. Così appare sempre più urgente e sensato chiederci: chi è l’uomo?

Una grande scrittrice e poetessa italiana, recentemente scomparsa, Elena Bono, così un giorno rispose a una mia domanda (era il 12 Maggio 2003) su cosa fosse la parola: “…La parola è ciò che connota l’uomo e lo distingue da tutti gli altri esseri viventi sulla terra. I latini definivano le bestie “muta animalia” e i greci “àloga zòa”, ossia creatura priva di lògos (pensiero, parola, ragione)”.Quindi, c’è un rapporto profondo tra “parola” e “uomo” e – continuava sempre la poetessa – “c’è da domandarsi quando l’uomo acquistò il “privilegium magnum”, il privilegio regale della parola, e……se l’uomo giunse alla parola con le sue sole forze, in perfetta autonomia, oppure s’ebbe una spinta iniziale da qualcuno”. Quanti di noi oggi abbiamo il senso della sacralità della parola e, quindi, della sacralità dell’uomo? La Sacra Scrittura è un testo con cui ognuno di noi dovrebbe confrontarsi, al pari delle più moderne scoperte scientifiche, per formarsi le proprie idee sul mondo e sulla vita, capire cosa è bene e cosa è male, fare le proprie scelte consapevoli e responsabili. L’uomo e la donna di fede ascoltano la Parola di Dio con una sapienza e intelletto particolari, che sono dono dello Spirito Santo. Ma da un punto di vista esegetico, valido per credenti e per non credenti, anche la Sacra Scrittura, al pari della scienza, esige molto studio e competenze.

Per venire incontro alle esigenze dell’uomo moderno, la Chiesa cattolica ha realizzato il Catechismo della Chiesa Cattolica e il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, presentando la dottrina su base biblica e liturgica, con un linguaggio adatto alla vita di oggi. Si tratta di due testi estremamente ricchi e preziosi di contenuti, spesso però misconosciuti persino fra i fedeli e che invece andrebbero effettivamente valorizzati e maggiormente divulgati.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, nella sua prefazione, inizia così: I. La vita dell’uomo – conoscere e amare Dio 1 Dio, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà, ha liberamente creato l’uomo per renderlo partecipe della sua vita beata. Per questo, in ogni tempo e in ogni luogo, egli è vicino all’uomo. Lo chiama e lo aiuta a cercarlo, a conoscerlo e ad amarlo con tutte le forze. Convoca tutti gli uomini, che il peccato ha disperso, nell’unità della sua famiglia, la Chiesa. Per fare ciò, nella pienezza dei tempi ha mandato il Figlio suo come Redentore e Salvatore. In lui e mediante lui, Dio chiama gli uomini a diventare, nello Spirito Santo, suoi figli adottivi e perciò eredi della sua vita beata. In sette righe c’è tutto il senso della storia umana vista secondo la fede cristiana. Nella parte dedicata all’uomo (Parte prima, sezione seconda, capito primo “Io credo in Dio Padre), possiamo renderci conto di tutta la grandezza e la bellezza con cui la Chiesa ci indica ed approfondisce il messaggio cristiano riguardo al fatto che: 355 «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gn 1,27). L’uomo, nella creazione, occupa un posto unico: egli è «a immagine di Dio» (I); nella sua natura unisce il mondo spirituale e il mondo materiale (II); è creato «maschio e femmina» (III); Dio l’ha stabilito nella sua amicizia (IV). Più avanti, dopo al n. 369, nel capitolo intitolato “Maschio e femmina li creò” – Uguaglianza e diversità volute da Dio, è messo in luce come l’essere uomo e donna è un dato non solo biologico e genetico, ma è una realtà che riflette la bontà e la sapienza di Dio: 369 – L’uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio: in una perfetta uguaglianza, per un verso, in quanto persone umane, e, per l’altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. «Essere uomo», «essere donna» è una realtà buona e voluta da Dio: l’uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore. L’uomo e la donna sono, con una identica dignità, « a immagine di Dio ». Nel loro «essere-uomo» ed «essere donna», riflettono la sapienza e la bontà del Creatore. Dopo queste sole poche parole, siamo sicuri di poter ragionare adeguatamente sull’uomo e sulla donna senza tenere conto del pensiero cristiano? Non basta avere una propria opinione sulle cose per essere certi di avere delle idee valide e ben strutturate: occorre imparare a confrontarci con la cultura classica, col pensiero critico, con il metodo di apprendimento e di formazione della nostra coscienza.

L’Europa, rinunciando a mettere nella sua carta costitutiva le sue origini cristiane, ha minato profondamente la sua identità storica e ha indebolito il suo pensiero e la sua civiltà. Proprio a partire dalle sue fondamenta: l’uomo, la donna, la famiglia.

Tags:
ideologia genderuomo e donna
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