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Papa Francesco nella patria di Madre Teresa di Calcutta

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Ary Waldir Ramos Díaz - Aleteia - pubblicato il 16/09/14

La persecuzione dei cristiani, la convivenza civile tra musulmani e cristiani e il viaggio di Giovanni Paolo II nel 1993 tra i temi dell'intervista a Klaudia Bumçi, esperta di Albania

Papa Francesco ha confermato nell'Angelus del 15 giugno le due ragioni per le quali visiterà l'Albania. La prima è la persecuzione della Chiesa durante il comunismo, la seconda la convivenza esemplare tra cristiani e musulmani nel Paese.

“Con questo breve viaggio desidero confermare nella fede la Chiesa in Albania e testimoniare il mio incoraggiamento e amore ad un Paese che ha sofferto a lungo in conseguenza delle ideologie del passato”, ha affermato il pontefice parlando del suo primo viaggio in un Paese europeo, che si svolgerà il 21 settembre.

Il viaggio “entra nella sua visione di andare nelle periferie, camminare verso i meno considerati. L'Albania è l'ultimo Paese d'Europa, e con questo gesto il primo nelle intenzioni di papa Francesco”, ha affermato Klaudia Bumçi, attuale responsabile del programma albanese della “Radio Vaticana”.

La Bumçi ha dichiarato che la visita di papa Francesco vuole anche ricordare il martirio della Chiesa locale, che si esprime nella possibile beatificazione di 40 martiri morti nella persecuzione religiosa del regime di Enver Hoxha (1946 -1985).

Martirio della Chiesa in Albania 
La Costituzione dell'Albania formulava all'art. 37 che il Paese sarebbe stato il primo Stato ateo del mondo. Il Governo comunista in Albania si proponeva di fabbricare in laboratorio il nuovo uomo comunista, lontano dalla religione. Musulmani, cattolici e ortodossi vennero perseguitati brutalmente.

Il regime dichiarò guerra alle religioni nel 1967, perseguitando soprattutto i cattolici perché costituivano un'élite culturale e intellettuale che minacciava il “potere comunista” per la diffusione di una cultura universalista e pacifista.

“Lo Stato non riconosce alcuna religione e sostiene la propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialista del mondo – art 37. della Costituzione dello Stato comunista d'Albania”.

I martiri della fede potrebbero essere ricordati dal papa nel suo viaggio. “Si è conclusa la fase diocesana per la verifica della beatificazione dei 40 martiri, la maggior parte dei quali è stata fucilata, impiccata o assassinata usando la tortura. Speriamo che la Congregazione delle Cause dei Santi confermi la fase finale del processo di beatificazione”, ha affermato l'esperta.

“Papa Francesco vuole confermare la fede di un popolo, soprattutto cristiano, che ha sofferto molto e ha dato tanti santi alla Chiesa in questo senso”, ha aggiunto la Bumçi, giornalista di origine albanese.

“Nel 1967 è iniziata l'aperta persecuzione dello Stato contro la religione, coinvolgendo gli studenti delle scuole superiori, ragazzi anche di 18 anni, per abbracciare l'ideale di una società libera dalla dipendenza di Dio. Quell'anno vennero chiuse chiese, moschee e altre istituzioni religiose”.

Papa Francesco va a studiare la convivenza civile tra musulmani e cristiani in Albania 
“L'Albania ha trascorso 500 anni sotto la dominazione turca. Una parte della popolazione che era interamente cristiana è stata convertita all'islam, ma non c'è stato un vero problema tra musulmani e cristiani in Albania. Conviviamo quindi pacificamente da secoli”.

“Ad esempio, a dicembre i miei vicini musulmani vengono a farmi visita per augurarmi buon Natale e io vado da loro nella festa dell'Eid al Fitro Bajram (la fine del mese santo del Ramadan). È un modello di convivenza pacifica tra le religioni che penso papa Francesco voglia approfondire e incoraggiare”.

I musulmani non sono terroristi
“I musulmani costituiscono la maggior parte della popolazione. Bisogna però prendere le distanze da un'idea errata di islam collegato al terrorismo. Il musulmano albanese eredita la religione dalla presenza dei turchi nel Paese (Impero ottomano, dal 1385 al 1912). Sono musulmani di origine sunnita”.

La minoranza cristiana
L'Albania è uno Stato laico e non ci sono numeri precisi relativi ai cattolici nel Paese. I cittadini non dichiarano il proprio credo allo Stato. I dati delle parrocchie parlano del 15% di cattolici. La popolazione è per il 20 o 25% ortodossa, mentre il resto è costituito da musulmani, protestanti e atei.

Madre Teresa, simbolo nazionale dell'Albania 
“Quando Madre Teresa ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace a Oslo ha detto che pregava per il popolo albanese. Aveva la nazionalità indiana, perché ha scelto l'India come sede della sua missione, ma in Albania ci sentiamo orgogliosi del fatto che una figlia del popolo albanese sia diventata Madre Teresa”, ha osservato Klaudia Bumçi.

È probabile che papa Francesco parli di Madre Teresa. Resta aperto il tema del suo processo di canonizzazione.

“Madre Teresa è un simbolo del popolo albanese. Le suore di Madre Teresa hanno fatto tanto in Albania, subito dopo il comunismo. Logicamente, prima era impossibile entrare nel territorio […] È tuttavia forte la consapevolezza che Madre Teresa è figlia della nostra Nazione e rappresenta il meglio che esiste in questo popolo”, ha aggiunto la Bumçi.

Viaggio di Giovanni Paolo II in Albania e ricostruzione cristiana
“La Chiesa ha dovuto rinascere dalle ceneri del comunismo. Giovanni Paolo II, che ha visitato il Paese il 25 aprile 1993, vi ha istituito la gerarchia cattolica dopo il comunismo. Il papa è stato un giorno in Albania, nella capitale, Tirana, e a Scutari (centro culturale del cattolicesimo)”.

In quel viaggio storico, “Giovanni Paolo II ha avuto la compagnia di Madre Teresa e l'ha nominata nei suoi discorsi. In quell'occasione, ha anche consacrato i primi quattro vescovi albanesi. In 20 anni i vescovi hanno iniziato a costruire chiese, scuole, ospedali, case per anziani, centri di accoglienza… Hanno anche chiesto la restituzione delle proprietà della Chiesa confiscate durante il regime”, ha confermato Klaudia Bumçi.

In questo modo, “la Chiesa inizia a offrire il suo apporto alla società anche attraverso la scuola, l'università e l'educazione cristiana. L'influenza politica dei cattolici si è persa dopo la persecuzione, ma la Chiesa inizia attraverso il servizio a ricostruire quanto era andato perso”.

Un Paese in via di sviluppo alla periferia dell'Europa
Di recente, l'Albania ha ottenuto il voto favorevole della Commissione Europea per entrare a far parte dell'Unione. Il Primo Ministro Edi Rama, dichiaratamente ateo, ha annunciato la visita di papa Francesco come un buon auspicio per il futuro del Paese.

L'ideologia comunista ha isolato il Paese per più di 50 anni, e questo pesa ancora oggi nella ricostruzione economica e sociale. La radicalizzazione del regime in Albania ha avuto come conseguenza l'isolamento della Nazione da parte del blocco comunista guidato dall'Unione Sovietica, che è arrivata a rinnegare il suo ex alleato del Patto di Varsavia.

Era una realtà estranea alla geopolitica dei due blocchi d'Oriente e Occidente. L'Albania ha smesso di essere un satellite del blocco comunista e ha subìto le sanzioni dell'Occidente capitalista.

Programma del viaggio di papa Francesco a Tirana
Secondo quanto ha reso noto il Vaticano, il Santo Padre partirà alle 7.30 dall'aeroporto romano di Fiumicino e verrà accolto ufficiamente nell'aerodromo “Madre Teresa” di Tirana alle 9.00. Lo aspetterà il Primo Ministro albanese, Edi Rama.

Da lì si sposterà al Palazzo presidenziale per effettuare una visita di cortesia al Presidente della Repubblica d'Albania, Bujar Nishani, al termine della quale incontrerà le autorità del Paese.

Alle 11.00 celebrerà la Santa Messa e reciterà l'Angelus domenicale nella piazza Madre Teresa. Si trasferirà quindi alla nunziatura apostolica per pranzare con i vescovi albanesi e i membri del seguito papale.

Alle 16.00 pronuncerà una discorso davanti alle guide delle altre religioni e denominazioni cristiane all'Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio.

Alle 17.00 celebrerà i vespri con sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e membri dei movimenti laici albanesi nella cattedrale di Tirana.

Alle 18.30 si recherà al Centro Betania per far visita ai bambini che vi sono ospitati e a varie persone provenienti da altri centri caritativi dell'Albania.

Alle 19.45 il papa si congederà dall'Albania e alle 20.00 ripartirà per Roma. L'arrivo all'aeroporto di Ciampino è previsto per le 21.30.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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