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L’icona dell’Incontro Mondiale delle Famiglie: incontriamo l’artista, Neilson Carlin

Icon of Holy Family – it

Nielson Carlin

Aleteia - pubblicato il 10/09/14

Un convertito di talento è riuscito a passare dal successo nell'arte commerciale alla specializzazione in arte sacra

di Kathy Schiffer

L’icona ufficiale dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, intitolata “La Sacra Famiglia”, è stata svelata e benedetta il 7 settembre nella basilica cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Philadelphia (Stati Uniti).

L’icona, un olio su tela ideato dall’artista di Philadelphia Neilson Carlin, include la famiglia allargata di Gesù – Maria e Giuseppe, insieme ai nonni Gioacchino e Anna. Apparirà sul sito web e sui materiali stampati per l’Incontro Mondiale delle Famiglie del settembre 2015, dopo il quale resterà nella cattedrale di Philadelphia.

In una Messa speciale nella cattedrale, l’arcivescovo della città, Charles J. Chaput, ha annunciato che questa settimana si sarebbe recato a Roma, dove sperava di consegnare una copia dell’icona a papa Francesco. Il 10 o l’11 settembre, l’icona e la preghiera ufficiale verranno presentate al mondo in occasione di una conferenza stampa vaticana.

Neilson “Neil” Carlin, l’ideatore dell’icona, ha spiegato in un’intervista telefonica di aver creato l’immagine non nello stile spigoloso tipico delle icone orientali, ma come un dipinto di stile occidentale. Gesù è vestito di bianco ed è ritratto come un bambino di un paio d’anni. La sua mano, sollevata nell’atto di benedizione, è il punto centrale del dipinto.

L’icona di Carlin impiega quella che l’artista ha definito una “cornice nella cornice”. L’opera riprende dettagli architettonici della cattedrale, come il baldacchino ad arco e le colonne marmoree. Un medaglione in alto a sinistra porta lo stemma dell’arcidiocesi di Philadelphia; in alto a destra c’è invece lo stemma di papa Francesco. L’artista ha detto di sperare che la gente che vedrà la sua opera tra dieci o cinquant’anni riconoscerà immagini familiari della cattedrale e capirà che è stata dipinta sotto la direzione dell’arcidiocesi di Philadelphia.

Carlin ha poi parlato della sua carriera, della sua fede e della conversione al cattolicesimo nel 2000. Da bambino era stato battezzato come cattolico, ma la sua famiglia non era praticante. Una volta, a sei o sette anni, è andato a Messa con un amico di famiglia, ma tranne quell’esperienza ha avuto scarsi contatti con la Chiesa. Poi, quando aveva dieci anni, i suoi genitori hanno rinnovato la propria fede cristiana e hanno iniziato a frequentare una serie di Chiese protestanti. Da adolescente ha ricevuto la Confermazione come luterano. Negli anni seguenti, ha seguito con la sua famiglia una serie di denominazioni, sviluppando un forte amore e una grande gratitudine per Cristo.

Come molti giovani, negli anni del college non frequentava una comunità religiosa. La sua fede in Cristo era stata nutrita dal credo evangelico, ma riconosceva che la Chiesa evangelica non gli “risuonava”.

Ha conseguito un baccalaureato in Belle Arti presso la Philadelphia’s University of the Arts, poi ha intrapreso una carriera di successo nei mercati commerciali e delle gallerie d’arte, producendo dozzine di illustrazione per l’azienda Franklin Mint, attraverso la quale ha incontrato la sua futura moglie e ha iniziato a frequentare con lei e sua madre la Messa cattolica. Grazie a loro ha conosciuto altri membri della parrocchia, ritenendole persone amorevoli e fedeli, libere dagli errori e dal basarsi sulla “vana ripetizione” di cui aveva sentito parlare nella Chiesa evangelica della sua giovinezza. “Le squame hanno iniziato a cadere”, ha spiegato Carlin, che ha iniziato a comprendere le Scritture da una prospettiva cattolica, ben diversa dall’interpretazione letterale che aveva accettato una volta.

Mentre il rapporto di coppia cresceva e Carlin e la sua fidanzata iniziavano a parlare di matrimonio, lui ha promesso alla futura moglie che avrebbe allevato i figli nella fede cattolica, ma non era ancora cattolico. Per comprendere meglio la fede della moglie, Neil si è iscritto al programma RCIA (Rito di Iniziazione Cristiana per Adulti, dalle iniziali in inglese, ndt.) della parrocchia, ma non aveva ancora intenzione di convertirsi. Voleva, come ha spiegato, sentire quello che insegna davvero la Chiesa, e nel corso del programma ha posto molte domande. Prima di diventare sacerdote, il pastore era stato un ragioniere, e il diacono che insegnava al corso era stato un avvocato, per cui Carlin era fiducioso nel fatto che fossero ben preparati per far fronte alle sue preoccupazioni. E lo erano davvero. Nell’anno di corso, hanno risposto a ogni domanda che poneva, intaccando le sue paure e le sue opinioni errate. Nell’aprile del 2000, mentre si preparava al matrimonio, è stato accolto nella Chiesa cattolica.

Anche come protestante, era stato interessato a fondere il suo interesse per la fede con la carriera artistica. Occasionalmente aveva prodotto immagini religiose, ma non veniva pagato per questo, per cui l’arte sacra rappresentava solo una piccola parte del suo portfolio. Una volta convertito alla fede cattolica, ha scoperto che la sua nuova casa spirituale era molto ricettiva alle sue immagini sacre, e questo è diventato il suo obiettivo principale.

Nel 2007 la sua opera è stata accettata da una galleria di Philadelphia ed esibita, insieme a una scultura di un docente d’arte degli anni di college di Carlin. I due hanno rinnovato la loro conoscenza all’inaugurazione della mostra, e in seguito Carlin ha inviato delle e-mail al professore per parlargli della sua conversione e condividere un esempio della sua arte religiosa. Con sua grande sorpresa, l’altro ha risposto la sera stessa, entusiasta del suo lavoro e chiedendo se fosse interessato a prendere parte a una commissione. Quello che era iniziato come un incontro fortuito ha portato Carlin ad essere presentato all’allora arcivescovo Burke, e poi ad essere scelto come uno dei quattro artisti che avrebbero dovuto dipingere arte sacra per il santuario di Nostra Signora di Guadalupe a La Crosse, nel Wisconsin. Il progetto è diventato il più grande che avesse seguito fino a quel momento: in quattordici mesi, Carlin ha eseguito dipinti di Santa Gianna Molla e del beato padre Miguel Pro, di Santa Teresa di Lisieux e di San Pellegrino Laziosi. Privo di una prospettiva storica del cattolicesimo, Carlin ha usato la sua arte come opportunità per conoscere la vita eroica dei santi che ha dipinto.

L’arcidiocesi di Philadelphia gli ha commissionato l’icona della Sacra Famiglia per l’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si svolgerà a Philadelphia dal 22 al 27 settembre 2015. Anche se non ci sono ancora conferme, si pensa che papa Francesco parteciperà all’Incontro, durante quella che sarà la prima visita del pontefice negli Stati Uniti.

Quando il dipinto è stato svelato il 7 settembre, l’arcivescovo Chaput ha chiesto ai fedeli di pregare per il successo dell’Incontro e per le loro intenzioni. Ecco il testo della preghiera:

Dio e Padre di tutti noi,
in Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore,
tu ci hai resi
tuoi figli e figlie
nella famiglia della Chiesa.

Possano la tua grazia e il tuo amore
aiutare le nostre famiglie
in ogni parte del mondo
ad essere unite l’una all’altra
nella fedeltà al Vangelo.

Possa l’esempio della Sacra Famiglia,
con l’aiuto del tuo Santo Spirito,
guidare tutte le famiglie, soprattutto quelle più travagliate,
ad essere case di comunione e preghiera
e a cercare sempre la tua verità e a vivere nel tuo amore.
Per C
risto nostro Signore. Amen.

Gesù, Maria e Giuseppe, pregate per noi!

——
Kathy Schiffer è una scrittrice freelance e oratrice. Il suo blog Seasons of Grace può essere consultato sul Catholic Portal di Patheos.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
famiglia
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