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“La guerra non ha futuro: il futuro della guerra è la pace!”

Dennise Sari CC
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La lettera di mons. Marcianò: la violenza si combatte prima di tutto contro l’egoismo umano

Il Dio che stronca le guerre è la Lettera che monsignor Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l’Italia, ha indirizzato ai cappellani, ai militari e a tutti i fedeli della Chiesa Ordinariato Militare, a 100 anni dall’inizio della prima Guerra mondiale e in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco al Sacrario militare di Redipuglia (13 settembre).

Lasciarsi toccare
“La guerra non ha futuro: il futuro della guerra è la pace!” nota monsignor Marcianò in apertura della Lettera, nonostante “l’esperienza, la storia, persino la cronaca dei nostri giorni sembrano affermare esattamente il contrario. Non sembra duratura la pace, la guerra non sembra aver fine”. Occorre quindi “lasciare che il dramma della guerra ci raggiunga e ci tocchi nel profondo, persuadendoci che la pace non è pace finché anche un solo popolo nel mondo sarà in guerra”.

L’arcivescovo offre una serie di spunti di riflessione, tratti anche dal Magistero di Papa Francesco, inquadrandoli in alcune dimensioni della pace: dimensione politica, sociale, antropologica, pedagogica, evangelica ed ecclesiale. Sono “suggerimenti che – spiega – provano a valorizzare una sorta di vocabolario di speranza nel nostro mondo militare”.

Accoglienza
Quanto alla dimensione politica, non bisogna “fare la guerra”, ma piuttosto “lavorare per fermare le violenze, le guerre”, ricordando che “oggi i confini della nostra Patria, particolarmente in Italia, non sono trincee da difendere ma porte da aprire, per uscire e soccorrere coloro che, in altre parti del mondo, dalla guerra sono afflitti; soprattutto, per accogliere chi dai propri confini fugge perché rifiutato, calpestato, violato proprio in Patria”.

Egoismo umano
Marcianò si sofferma poi su quella che Papa Francesco chiama la “cultura dello scarto”. “Bisogna riconoscere dignità di persona ad ogni persona. E questo richiede, a livello del singolo, una lotta al soggettivismo, all’autoreferenzialità, alla discriminazione, alla smania di possesso, di successo, di potere che – se ci pensiamo bene – sono poi i meccanismi che innescano ogni guerra. (…) La guerra si combatte prima di tutto sul fronte dell’egoismo umano, il cui graduale superamento apre il cuore all’altro, seminando sentimenti di misericordia, di tenerezza, di perdono”.

Infine la dimensione ecclesiale della pace, con l’impegno dei cappellani militari, il cui compito “è, primariamente, la costruzione della comunità, l’impegno a far crescere la coscienza di Chiesa e rendere comunità le nostre caserme, gli uffici, le missioni in Italia e all’estero”.

(Santo Marcianò, Il Dio che stronca le guerre, Libreria Editrice Vaticana, 2014, 32 pagine, euro 5,00)

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