Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 17 Ottobre |
Sant'Ignazio di Antiochia
Aleteia logo
home iconArte e Viaggi
line break icon

Il segreto dell’arte? È la comunione

© Centro Aletti

Paolo Pegoraro - La Gregoriana - pubblicato il 09/09/14


Affrontiamo allora la questione dell’arte nei luoghi di culto dopo il concilio Vaticano II. Nonostante il rinnovamento liturgico, da decenni proliferano progetti di chiese discutibili. Cosa non ha funzionato?

Penso sia cominciato tutto molto prima. Abbiamo digerito male l’evento del protestantesimo, al punto da imboccare alcune strade per semplice contrapposizione. In molte basiliche, ad esempio, sono stati distrutti gli amboni. L’arte, persa la dimensione strettamente liturgica, è diventata decorazione dello spazio. Siamo arrivati al Vaticano II insofferenti verso il tradizionalismo perché molte cose erano ormai divenute sterili. L’arte stanca e anemica di quel periodo lo testimonia. Infatti, nel momento in cui le assi teologiche e dogmatiche sono meno chiare, si comincia a far leva sull’emozione, e l’arte diventa stile e devozionismo. Faccio un esempio: per esprimere un volto spirituale della Madre di Dio, questo volto deve avere dentro di sè l’Amore, e
l’amore cristiano è la Pasqua, perché la Madre di Dio ha attraversato la sua Pasqua. Allora io devo mostrare l’amore drammatico che vive nella storia al ritmo del Triduo pasquale. Per fare questo devo averne esperienza. Per averne esperienza, devo esserci immerso e conoscere bene le coordinate teologiche di Cristo nell’antropologia, cioè nell’uomo. Ma, se non ho tutto questo, allora dico: “Ah, il ritratto della Madre di Dio! Cerchiamo di farla dolce”. E scivolo sullo sdolcinato, sul cosmetico, sul pagano.

Ecco, siamo arrivati al Concilio così stanchi di certe forme che, quando ci siamo aperti all’inculturazione, il trend culturale anti-tradizione è stato così forte che, volenti o nolenti, ci ha trascinati ed è stato un grande fraintendimento, perché non esiste, negli ultimi secoli, un momento d’intelligenza liturgica cos. potente come quello dei periti che hanno preparato il Vaticano II. E come l’hanno preparato? In un modo molto semplice, ma estremamente profondo e onesto: per toccare la liturgia, bisogna conoscere come è nata, bisogna studiare la tradizione. Ora, questi uomini così radicati nella tradizione si sono trovati in un trend culturale devastante della cultura maggioritaria, ma le linee che hanno tracciato non sono sbagliate. Cosa si deduce, ad esempio, per l’architettura? Che la chiesa deve esprimere la comunità che vi celebra al suo interno, cioè La comunione – quella trinitaria e quella eucaristica – nella storia. L’architettura dovrebbe allora, come primo elemento, creare uno spazio che incarni questa doppia comunione, trinitaria ed eucaristica. Ma per l’Eucaristia ci vuole il vescovo, che significa la successione, la tradizione, la memoria, dunque l’importanza della sede è che ci sono tantissimi elementi che sono stati totalmente trascurati dal trend culturale, ma il Concilio li aveva molto ben impostati.

Parlando di inculturazione, visti i suoi numerosi viaggi in tutto il mondo con l’equipe del Centro Aletti, vorrei chiederle se negli altri continenti si riscontrano gli stessi problemi.

La situazione non è migliore fuori dall’Europa, ma siamo in un momento in cui la gente sta diventando molto sensibile e addirittura è disponibile al sacrificio per rendere una chiesa degna di questo nome. Quante volte, partendo dopo aver concluso un mosaico, ci siamo sentiti dire: “Grazie, ci state lasciando la nostra chiesa come una chiesa, perché finora non lo era”. Per noi è una grazia immensa. Lavorando in vari Paesi, abbiamo vissuto esperienze commoventi. Testimonianze di persone molto preparate intellettualmente, come pure di persone molto semplici, che, davanti alla stessa opera in chiesa, vivono esperienze fortissime. E questa è stata per noi una grande conferma. Penso che oggi i fedeli si aspettino un’arte svincolata dalla presentazione di modelli perfetti, come pure da un espressionismo violento. Penso che si aspettino un’arte che attinge ad un Mistero che poi pian piano scopriranno.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
artearte sacraevangelizzazione
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
“Dio ti darà dei segni”. Quel messaggio di Carlo Acutis all’amica...
2
Gelsomino Del Guercio
Carlo Acutis parlava di un regalo che gli aveva fatto Gesù. Di co...
3
PRAY
Philip Kosloski
Preghiera al beato Carlo Acutis per ottenere un miracolo
4
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
5
CARLO ACUTIS
Silvia Lucchetti
“I primi miracoli mio figlio li fece il giorno del funerale”
6
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
7
ORDINATION
Francisco Vêneto
Ex testimone di Geova verrà ordinato sacerdote cattolico a 25 ann...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni