Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 24 Settembre |
San Vincenzo Maria Strambi
home iconArte e Viaggi
line break icon

Il segreto dell’arte? È la comunione

© Centro Aletti

Paolo Pegoraro - La Gregoriana - pubblicato il 09/09/14

Immaginazione ed evangelizzazione hanno qualcosa da dirsi? Le parole di Padre Marko Ivan Rupnik

Quel quadro potrebbe anche far perdere la fede a qualcuno, dice il protagonista de “L’idiota” di Dostoevkij, fissando un Cristo morto di Hans Holbein il Giovane. La questione non è certo secondaria se la citazione compare in Lumen fidei (n.16), l’enciclica a firma di Papa Francesco su cui aveva già lavorato Benedetto XVI. Come fanno intuire le parole del principe Myskin, il rapporto tra arte e fede è centrale, ma al tempo stesso problematico. Ne parliamo con il gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, artista, consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura e del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, dottorando (Facoltà di Missiologia) e in seguito docente (Facoltà Di Teologia) alla Gregoriana.

Forse, prima della questione di evangelizzare attraverso l’arte, dovremmo chiederci: come risanare il rapporto tra l’uomo comune e il mondo artistico, dal quale si sente spesso distante?

E’ un punto nevralgico. L’arte prima è uscita dal tempio – cioè dalla Chiesa –, poi è passata nel palazzo del potere temporale, infine nella galleria e nel museo, che però non sono spazi per la vita. Nel momento in cui l’arte si è staccata dallo spazio vitale dell’uomo, si è rinchiusa sul soggetto.

Oggi l’arte riesce sempre meno a far sì che l’altro, vedendo l’opera, esclami: “Ecco, questo è proprio ciò che avrei voluto dire anch’io, ma non trovavo le parole!” Oggi la gente non ha più l’esperienza di un’arte che susciti meraviglia, e allora se ne disinteressa o si abbandona al kitsch. Così, capisco le persone che preferiscono pregare davanti a una Madonna di plastica, piuttosto che davanti a un’opera del più grande artista contemporaneo, perché quest’ultima non li aiuta a creare in loro la relazione necessaria per pregare.

Quando si parla di evangelizzazione, raramente si considera il mondo dell’immaginazione, che tuttavia precede qualsiasi esperienza di fede e oggi pervade le nostre vite attraverso gli sviluppi della tecnologia. Da dove partire?

Oggi l’immaginazione del popolo di Dio si nutre tutta dell’immagine digitale, che nel 99% non è un’immagine spirituale, non è ciò un’immagine che orienta, spinge, relaziona e unisce l’uomo a Dio. E’ invece un’immagine sensuale, che inchioda nell’al di qua alle sole esigenze della natura è un’immaginazione ferita, perfino avvelenata. I santi sono il nutrimento della nostra immaginazione. Il Concilio di Nicea promuoveva l’immagine dei santi perché era una questione cristologica e antropologica. Ma, nell’epoca moderna, l’immagine perde la dimensione universale ed ecclesiale concentrandosi sempre più sull’individuo. E allora perfino i santi vengono rappresentati con le proprie perfezioni individuali in immagini che suscitano sensualità. Così è sempre il mio “io” a venir provocato, in maniera che non riusciamo ad accedere a una visione comunionale. Ma senza immaginazione non posso creare nulla. Oggi la gente dice: “Padre, come si fa oggi il papà di famiglia? Come si fa la moglie? Come si fa il sacerdote? Da dove prendo l’ispirazione?”. L’immagine era per l’ispirazione, perché l’immagine – essendo espressione della vita – comunionale, perché la vita stessa è comunionale. Quando abbiamo “spento” l’immagine, essa è diventata semplicemente un modello per l’individuo. Abbiamo distrutto l’immagine e l’abbiamo resa modello. Ma non c’è peggior cosa, dicono giustamente gli psicologi, dell’avere un’immaginazione sfasata tra ideale e reale.


Dall’immaginazione siamo passati all’ispirazione, cosa ben diversa dall’imitazione. Chiariamo bene la differenza.

Faccio un esempio. Durante i pasti, i monaci ascoltavano le vite dei santi e, quando si parlava di dati storici, l’abate bussava sul tavolo e la lettura proseguiva a bassa voce, perché in quel momento non venissero distratti dalla vita spirituale. Quando l’abate sentiva che si tornava a parlare delle loro opere, batteva di nuovo sul tavolo dicendo: “Legenda!”, cioè “Sia letto!”. Da qui nasce la forma letteraria della “leggenda”. Ci sono documenti dove i fatti storici sono scritti in lettere piccole, mentre altre informazioni venivano “aumentate”. Un amanuense, ad esempio, leggeva che un santo aveva fatto tre giorni di digiuno e pensava: “Ma tre giorni di digiuno li ho fatti anch’io, che sarà mai!”. Allora scriveva che il santo ne aveva fatti tredici. Ma i monaci di quel tempo sapevano che le vite dei santi non si leggono per imitazione, ma per ispirazione. Con il pensiero moderno, tutto si è centrato la razionalità e volontà individuale, cioè sono io che devo imitare questo o quel santo… ma come posso imitare, ad esempio, la Madre di Dio piena di grazia? Oggi l’omelia è solo ascoltata e non vista. Ma il Concilio di Nicea II dice con chiarezza che la Chiesa va costruita in modo che, anche quando non c’è la liturgia, sia l’arte a proclamare e annunciare. Nei tempi antichi, la predica era fatta attraverso i mosaici e gli affreschi sulle pareti, le quali – dicevano i Padri – sono gli autoritratti della Chiesa: io prendo coscienza di ciò che sono guardando le pareti. Ma, quando queste pareti sono state appesantite dalle immagini di santi secondo una forma individualista, allora ciò che vedo è la distanza che mi separa dal modello, invece che rafforzarmi nella comunione.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
artearte sacraevangelizzazione
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
Gelsomino Del Guercio
Il Papa: il gender è una “ideologia diabolica”. Serve pastorale c...
3
MAN HOSPITALIZED,
Silvia Lucchetti
Colpito da ictus: la Madonna di Loreto mi ha salvato ed è venuta ...
4
FATIMA
Marta León
Entra nel Carmelo a 17 anni: “Mi getto tra le braccia di Dio”
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
BIBLE
Patty Knap
Se soffri d’ansia, devi conoscere il consiglio più ripetuto nella...
7
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L’Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni