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Dalla prigione alla fede: la conversione dell’attore Mark Wahlberg

Mauricio Artieda - pubblicato il 09/09/14

“Tutto ciò che di positivo è avvenuto nella mia vita è stato dovuto alla mia fede”

Confesso che non mi piace scrivere delle conversioni a Hollywood. Non è raro che noi cattolici ci emozioniamo quando un attore dice qualcosa che è vicino alla fede, e con grande facilità lo proponiamo come modello di vita cristiana. Poi lo stesso attore dice qualche stupidaggine e ovviamente restiamo tutti delusi. Sarò chiaro con questo intervento: sembra che Walhberg sia un tipo sinceramente cattolico, e lo è da un bel po’ di tempo, la sua testimonianza riguardo alla sua fede è molto positiva e mi piace molto il fatto che ne parli esplicitamente nell’ambiente in cui si muove. Ma siamo chiari, i nostri modelli sono e devono essere i santi, per cui se Wahlberg domani dirà o farà una sciocchezza lo inseriremo nelle nostre preghiere e andremo avanti, ok?

Un’altra cosa interessante di Wahlberg è che vuole colpire gli One Direction perché le sue figlie hanno iniziato a preferire le loro canzoni ai film del padre. Questo dice qualcosa del suo senso dell’umorismo, e sono certo che negli ambienti apostolici maschili questo dato faciliterà molto la ricezione del messaggio di fondo.

Ho trovato un articolo molto buono di Alfonso Méndiz che ci fornirà più dati sulla vita cristiana di Wahlberg. Lo riporto qui. Potete trovare il link alla fonte più in basso.

A 39 anni, l’attore Mark Wahlberg ha ottenuto una nomination all’Oscar e ha una difficile storia personale. Nato in una famiglia umile, ha avuto una giovinezza burrascosa. Ha consumato e venduto droghe, ha lavorato come modello e cantante rap ed è stato arrestato per aver ferito un amico in una rissa.

In carcere si è convertito. Ha trovato Dio in mezzo a tanta miseria ed è tornato alla sua Fede cattolica. Ha quindi iniziato a recitare: ha sorpreso per la sua brillante interpretazione in “Ritorno dal nulla” (1995) e ha continuato con successi come “La tempesta perfetta” (2000), “Il pianeta delle scimmie” (2001) e “The Italian Job”. Per la sua interpretazione di Dignan in “The Departed” (2006) è stato nominato come miglior attore sia ai Golden Globe che agli Oscar. Poco dopo lo abbiamo visto in “Shooter” (2007) e in “E venne il giorno” (2008), di M. Night Shyamalan.

“Molta gente ha una crisi, va in carcere e trova Dio, e quando non ne ha più bisogno si dimentica di Lui. Io passo invece gran parte della mia giornata rendendo grazie a Dio per tutte le benedizioni che mi ha concesso”. Mark Wahlberg

Per molti è all’apice della carriera, e ha rivelato che questo successo “va di pari passo con il mio nuovo incontro con Dio attraverso l’Eucaristia”. Wahlberg sostiene che per propria determinazione assiste alla Messa domenicale. “Se è necessario interrompo le riprese, ma vado sempre a Messa. È molto più importante del lavoro”.

Per l’attore, la fede è “consolazione, senso, tutto”, e per questa riconosce di essersi pentito di aver ferito molte persone nella sua vita, “alle quali ho chiesto spesso di perdonarmi”. Dichiara anche di voler aiutare i giovani “perché non percorrano la strada che ho percorso io durante la mia giovinezza” attraverso la sua fondazione, The Mark Wahlberg Youth Foundation.

Il 5 agosto è uscito negli Stati Uniti il suo nuovo film, la commedia “The Other Guys”, e nella prima settimana il film ha sbancato il botteghino. Per questo, la rivista Time (16.VIII.2010, p. 3) gli ha posto dieci domande proposte dai lettori. Ne ho selezionate due, a mio avviso assai rivelatrici:

Quando era adolescente, ha condotto una vita dissoluta ed è stato in carcere. Che consigli dà ai suoi figli perché non commettano gli stessi errori?– Adriana Alvarez, San José, Costa Rica.

Ho commesso un sacco di errori perché avevo un sacco di tempo libero. I miei genitori lavoravano molte ore al giorno per darci da mangiare, e io potevo stare pochissimo tempo con loro. Per questo, ora, prima di accettare un ruolo, mi assicuro che mi resti del tempo per stare con i miei figli e potermi impegnare in ogni aspetto della loro vita. Mia moglie ed io cerchiamo di insegnare loro i valori principali, e la fede è il più importante.

Fino a che punto il fatto di essere un cattolico praticante la aiuta nella sua carriera? – Ari del Rosario, Manila.

Tutto ciò che di positivo è avvenuto nella mia vita è stato dovuto alla mia fede. Molta gente ha una crisi, va in carcere e trova Dio, e quando non ne ha più bisogno si dimentica di Lui. Io passo invece gran parte della mia giornata rendendo grazie a Dio per tutte le benedizioni che mi ha concesso. Se tutto finisse oggi per me, sarei felice, perché nella mia vita ho percorso un itinerario meraviglioso.

Fonte: Jesus Cristo en el cine

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
testimonianze di vita e di fede
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