Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 20 Ottobre |
San Paolo della Croce
Aleteia logo
home iconApprofondimenti
line break icon

Aiutare la famiglia per fermare il declino

© ZURIJETA / SHUTTERSTOCK

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 09/09/14

La politica economica sembra non badare al vero protagonista: la persona e la dimensione in cui nasce

Qualche sicurezza possiamo averla. In senso meteorologico stiamo dando addio all’estate per affrontare prima l’autunno e poi l’inverno. Ma già se scendiamo nei particolari le certezze lasciano il posto prima alle previsioni, poi agli auspici.

Per l’economia siamo allo stesso livello: di sicuro c’è solo che siamo ancora in piena stagnazione, che la disoccupazione non accenna a diminuire, che l’Italia si trova sempre nelle ultime posizioni per produttività del lavoro e competitività delle imprese. Ma se cerchiamo di andare a fondo dei problemi, subito ci si accorge di due elementi: da una parte le analisi continuano a ricalcare i vecchi schemi pre-terzomillennio come se le tre grandi rivoluzioni della globalizzazione, della tecnologia e della demografia fossero solo fuggevoli passaggi nuvolosi; dall’altra che le ricette per affrontare la crisi ripetono vecchi modelli di intervento, talvolta drammaticamente uguali a quelli che hanno provocato la stessa crisi.

Si potrebbe fare un lungo elenco di studi e interventi che hanno animato il dibattito nelle ultime settimane: difficilmente si riesce a trovare un pensiero di novità. Guardiamo, solo per fare un esempio all’analisi, peraltro molto interessante, pubblicata nei giorni scorsi dall’autorevole ufficio studi della Confesercenti, l’organizzazione che riunisce soprattutto negozianti e piccoli commercianti, con la consulenza degli autorevoli economisti di Ref. Dopo aver accennato, giustamente, ai ritardi italiani nell’innovazione tecnologica, il rapporto afferma: “alle difficoltà di natura strutturale, che condizionano la crescita potenziale del paese, si aggiungono da alcuni anni i problemi di domanda. Il sistema è caduto in una condizione di ampio deficit di domanda aggregata a seguito della crisi del credito e degli sforzi di correzione fiscale messi in atto durante gli anni passati”.

A parte il fatto che essendo redatto da economisti che pensano in inglese e scrivono in italiano si parla di “correzione fiscale” all’americana per indicare la politica di bilancio e quindi sia le tasse, sia la spesa pubblica, spicca l’assoluta mancanza della vera motivazione strutturale del calo della domanda e cioè l’effetto demografia.

Eppure proprio l’organizzazione che più è vicina ai negozi e alle botteghe, e quindi ha un contatto diretto con i consumatori, dovrebbe almeno percepire che il calo dei consumi non può che dipendere anche dalla diminuzione delle nascite (514mila nel 2013, il dieci per cento in meno rispetto al 2008 ed esattamente la metà rispetto al 1964 quando si era superata quota un milione).

I consumi calano e l’edilizia è sempre più in crisi per un cambiamento strutturale della popolazione, un cambiamento certamente scomodo da analizzare perché richiederebbe di riflesso interventi considerati ormai politicamente scorretti, come la valorizzazione e la difesa della famiglia naturale.

E allora via con le solite ricette: tagli alla spesa pubblica, provocando una sempre minore efficienza della pubblica amministrazione, credito facile per le imprese, un credito che per mancanza di prospettive di crescita si indirizza a nuove pericolose bolle finanziare, bonus per i redditi bassi, sicuramente una misura positiva a cui andrebbe tuttavia affiancato un bonus per il merito (vero) e la professionalità.

Diceva Einstein che non si risolvono i problemi nuovi con le vecchie ricette. Ma la politica economica è ancora schiava dei tradizionali schemi che guardano agli effetti e non badano alle cause, che guadano agli strumenti, come il denaro, e non si curano di chi è il vero protagonista e cioè la persona e soprattutto quella dimensione fondamentale che è la famiglia.

Leggi qui l’originale

Tags:
economiafamiglia
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
CARLO ACUTIS
Gelsomino Del Guercio
Carlo Acutis e quella “rivelazione”: “I miei angeli custodi sono ...
2
CARLO ACUTIS
Gelsomino Del Guercio
Cosa intendeva Carlo Acutis quando parlava di “autostrada per il ...
3
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
4
Paola Belletti
Il tuo bimbo ancora in utero ti ascolta e impara già prima di nas...
5
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Gli ultimi istanti di vita di Carlo Acutis: “Chiuse gli occhi sor...
6
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
7
CONFESSION, PRIEST, WOMAN
Gelsomino Del Guercio
Segreto, psicologo e assoluzione: 3 consigli per una corretta Con...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni