Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 18 Giugno |
San Gregorio Barbarigo
home iconNews
line break icon

Eutanasia? Nè Küng, né business di assicuratori, una “terza via” per i malati terminali

© Public Domain

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 08/09/14

La psicoterapeuta Marie de Hennezel: così si rilancia la dignità dell'uomo

Si può morire con dignità senza ricorrere al suicidio assistito? Le cure palliative possono sostituire l’eutanasia per rasserenare, in qualche modo, un paziente in fase terminale? La strada è possibile, nonostante una tendenza sempre più diffusa a voler far passare il suicidio assistito come il percorso migliore per evitare sofferenze immani. 

LA CONDANNA DELLA CHIESA TEDESCA
Su Il Sole 24 Ore (7 settembre)Arnaldo Benini prova ad argomentare: il suicidio assistito è richiesto da chi vuole morire con tranquillità e dignità, senza gettarsi nel vuoto, sotto il treno, spararsi, impiccarsi o annegarsi. In genere si tratta di malati senza possibilità di cura, compresi i sofferenti di depressione grave. In Germania ci sono circa dieci mila suicidi ogni anno. Le Chiese cattolica e protestante tedesca, in una dichiarazione comune del 2003, hanno condannato l’assistenza al suicidio come omicidio volontario eticamente intollerabile, anche se desiderato in condizioni normali d’intendere e di volere.

LE RESPONSABILITA’ DEL SUICIDA
Benini rincara: «Sia il suicida che chi l’aiuta compiono peccato mortale». Ma non è proprio così. La Chiesa Cattolica tiene conto anche di un punto di vista più soggettivo, come ha spiegato ad Aleteia (13 agosto) il teologo morale padre Maurizio Faggioni: «Ci possono essere alla base di questo gesto depressione, angoscia, disturbi psichici, che attenuano la responsabilità queste condizioni non ci permettono di accusare il suicida di aver compiuto un atto peccaminoso». La dichiarazione della Chiesa tedesca è diretta a quei pazienti che vengono "spinti" al suicidio assistito o che decidono, in piena lucidità, di effettuarlo. Quello sì che è un atto che la Chiesa Cattolica condanna in modo netto.  

LA MORTE FELICE SECONDO KÜNG
Così come appaiono non molto solide le argomentazioni del teologo cattolico svizzero Hans Küng, citate sempre da Il Sole 24 Ore, secondo cui «la scelta della morte volontaria avviene nella fiducia in Dio, il credente non deve avere il senso di cadere nel nulla. Sarà una morte felice, egli dice, perché avviene nelle mani di Dio e libera da una condizione atroce e senza rimedio»

I PARADOSSI DEL TEOLOGO
E’ paradossale che alla fine dello scorso mese di giugno, una violenta crisi della sua malattia, il Morbo di Parkinson, l’abbia portato improvvisamente alla soglia della fine, evitata solo grazie a cure intense e prolungate. Un "accanimento terapeutico", accolto con favore dal teologo 86enne, che ha generato un lieve miglioramento al suo stato di salute, laddove la fase terminale sembrava essersi spalancata. Ma Küng è stato chiaro: le cure per il Parkinson le permetterà anche in futuro, seppur atroci e senza prospettive. 

LA DEMENZA E L’INCAPACITA’ DI DECIDERE
Invece sceglierà la strada del suicidio assistito se sarà colto dalla demenza del morbo di Alzheimer (come il letterato Walter Jens, suo intimo amico). Küng sembra ignorare che la demenza, come nel caso di Jens, può spegnere la capacità di intendere e di volere prima e senza che la persona colpita se ne accorga, e questa è la regola più che l’eccezione. 

IL BUSINESS NEGLI USA
Al di là dei paradossi del teologo pro-eutanasia, è molto grave quello che sta avvenendo negli Stati Uniti in tema di suicidio assistito. Scrive Massimo Gaggi sul Corriere della Sera (5 settembre): l’associazione dei medici ha invitato gli iscritti ad avviare coi pazienti affetti da patologie molto gravi una «conversazione» sulle varie opzioni per il periodo terminale della loro vita: vogliono combattere fino in fondo o, giunti in una condizione irreversibile, preferiranno spegnersi con la minor sofferenza possibile? 

LA REGIA DELLE COMPAGNIE ASSICURATIVE
Dietro i medici si sono mosse le assicurazioni sanitarie che hanno cominciato a pagare le consulenze fornite ai pazienti su questi problemi, al pari delle altre visite o dei test clinici.

  • 1
  • 2
Tags:
bioeticacure palliativeeutanasia
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni