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Da qui “Pippo il Buono” iniziò il giro delle sette chiese

Public Domain
Francis taking possession of Lateran Basilica
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Iniziò con una semplice passeggiata tra amici uno dei più popolari pellegrinaggi della cristianità

Di amico in amico… Iniziò proprio così, con una semplice passeggiata tra amici, la consuetudine di uno dei più popolari pellegrinaggi, l’ormai proverbiale giro delle sette chiese. Siamo a Roma, anno del Signore 1551, più precisamente maggio. Padre Filippo Neri e i suoi discepoli cominciarono, durante le loro scampagnate, a fare visita alle chiese giubilari, ovvero ai luoghi più cari della memoria cristiana, riprendendo, in realtà, un’antica tradizione dei pellegrini medievali che erano soliti recarsi a pregare sulle tombe degli Apostoli. Dall’esiguo nucleo iniziale, Filippo riuscì a coinvolgere migliaia di partecipanti, istituendo una pratica religiosa ancora in vita. 

Dal sagrato della Chiesa di Santa Maria in Vallicella, poi Chiesa Nuova, si avviavano verso la prima tappa obbligatoria, San Pietro, e in due giorni di cammino raggiungevano la basilica di San Paolo, le catacombe di San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, San Lorenzo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e Santa Maria Maggiore. Ci incamminiamo anche noi sulle orme di San Filippo Neri partendo proprio dalla chiesa divenuta sede della congregazione da lui fondata. 

Nella stessa bolla con la quale Gregorio XIII riconosceva la neonata Congregazione dell’Oratorio, il pontefice le affidava contestualmente la chiesa di Santa Maria in Vallicella, nonostante le precarie condizioni dell’edificio dovute alle continue esondazioni del Tevere e alla sua veneranda età.  Pare, infatti, che una primitiva costruzione fosse presente fin dal VI secolo, dai tempi di Gregorio Magno. Fu commissionato all’architetto Matteo di Città di Castello il progetto di quella che fu subito battezzata Chiesa Nuova sorta, in principio, a navata unica, con cappelle laterali, e triplicata successivamente su progetto di Giacomo della Porta. Consacrata nel 1599, solo nei primi anni del 1600 fu dotata di facciata a due ordini di lesene e timpano triangolare, la cui superficie è aperta al centro da una finestra con balaustra, al fianco della quale due nicchie contengono i simulacri di San Gerolamo e San Gregorio. 

A dispetto di quanto auspicato da S. Filippo Neri, "Pippo il Buono" per i romani, che lo avrebbe preferito semplicemente imbiancato, l’interno, sontuoso e barocco, venne decorato da Pietro da Cortona che intervenne nella volta a botte che copre la navata centrale, nella cupola e nell’abside affrescando, rispettivamente La Madonna e San Filippo, il Trionfo della Trinità e l’Assunta tra Angeli e Santi. La pala dell’Altare Maggiore venne richiesta a Pietro Paolo Rubens che realizzò una Madonna con Bambino e Angeli sotto cui si conserva la miracolosa immagine trecentesca della Vergine che prodigiosamente sanguinò, colpita da un sasso, nel 1535. Ai suoi lati altre due opere del maestro fiammingo, lastre di ardesia con riproduzioni di santi, sono gli unici suoi lavori rimasti a Roma.
 
Per chi desiderasse intraprendere il pellegrinaggio l’appuntamento è per il prossimo 19 settembre sul sagrato della chiesa.

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