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I nuovi templi della domenica

© Ian Muttoo
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Il consumismo e i centri commerciali svuotano di contenuto la giornata domenicale

Le comunità umane, in generale, hanno bisogno di potersi riunire”.

“Le domeniche in cui lavoro non vado a Messa”, ha affermato Alejandro Martínez, 41 anni, sposato e padre di un bambino di due anni. Lavora come meccanico di biciclette in un centro commerciale di Majadahonda (Madrid) dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 22.00, a cui bisogna aggiungere circa 25 domeniche e festivi nel corso dell’anno.

Questo ex catechista di cresima della parrocchia di San Rafael Arcángel (Getafe) appartiene a un’équipe di coppie sposate. Ammette che il suo orario influisce sulla possibilità di partecipare alla vita di comunità. In varie occasioni ha modificato i giorni e gli orari delle riunioni. “Ora ci vediamo una domenica mattina”, ha commentato. Anche la sua vita familiare si è vista fortemente condizionata dal suo orario di lavoro.

“Per passare del tempo con mia moglie e mio figlio, ho solo le domeniche in cui non lavoro e il sabato mattina”, ha osservato, lamentando di perdere “tutta la crescita di mio figlio” e di non avere “tempo di qualità con mia moglie”.

Ana del Collado, che lavora in una grande superficie commerciale a San Fernando (Madrid), si sente fortunata ora che i suoi figli hanno 14 e 18 anni, anche se denuncia che “molti colleghi devono ricorrere ai nonni o lasciare i bambini da soli”.

La sua famiglia sa che non può contare su di lei il fine settimana, almeno per varie settimane, fino a quando la stagione delle vendite è passata e l’impresa le concede una domenica di riposo. I suoi giorni liberi durante la settimana li passa a pulire la casa, vedendo poco amici e familiari.

“Il martedì o il mercoledì che ti danno libero, gli altri lavorano e non riesci a fare niente con nessuno”, ha aggiunto il suo collega Ángel Fraile, 30 anni, che lavora a Tarragona, una delle zone che potrebbe essere dichiarata di interesse turistico per aumentare le dieci domeniche di apertura commerciale permesse finora.

Questo giovane andaluso emigrato in Catalogna ha affermato che “le imprese dicono di aprire perché i consumatori lo richiedono, ma io credo che lo facciano più che altro pensando a lungo termine, per abituare i potenziali clienti; di fatto, ci sono offerte speciali solo la domenica”.

L’ex catechista della diocesi di Getafe lo afferma chiaramente: “La Chiesa deve chiedere con più forza che il riposo settimanale sia maggiormente rispettato. Deve condannare con decisione questo consumismo vorace che ci sta lasciando senza valori”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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