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Da Pio XII a Padre Pio: ecco la “guerra giusta”

Dennise Sari CC

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 21/08/14

Discorso per le Celebrazioni per il 60° anniversario dello sbarco in Normandia, 4 Giugno 2004 del Card. Joseph Ratzinger: «La pace e il diritto, la pace e la giustizia sono inseparabilmente connessi. Quando il diritto è distrutto, quando la giustizia prende il potere, la pace è sempre minacciata ed è già, almeno in parte, compromessa. Certamente la difesa del diritti può e deve, in alcune circostanze, far ricorso ad una forza commisurata. Un pacifismo assoluto, che neghi al diritto l’uso di qualunque mezzo coercitivo, si risolverebbe in una capitolazione davanti all’iniquità, ne sanzionerebbe la presa del potere e abbandonerebbe il mondo al diktat della violenza».

Le parole di Ratzinger e di Pio XII sottintendono un principio importante in morale: non impedire un evento, che si ha la responsabilità di impedire, equivale a cagionarlo. Qualora una nazione venga aggredita, gli atti omissivi di uno Stato in rapporto alla difesa nazionale o di altre nazioni che potrebbero intervenire, che determinassero un’invasione ingiusta, sarebbero imputabili allo Stato stesso o ai Paesi renitenti. Non impedire un’aggressione, anche con l’uso della forza, significa collaborare indirettamente all’aggressione stessa, rendersi responsabili della mancanza di pace futura.

Non c’è solo il Magistero che si esprime a favore della guerra difensiva ma anche i santi. Ne prendiamo due, icone di un certo irenismo molto alla moda, san Francesco e Padre Pio. Partiamo dal primo e andiamo a leggere nella Legenda major cosa si dissero il santo di Assisi e il sultano Al-Kamil nel loro famoso incontro. Il sultano così si rivolge a Francesco: «Il vostro Dio ha insegnato nei suoi Vangeli che non si deve rendere male per male. […] Quanto più dunque i cristiani non devono invadere la nostra terra?». È la tipica obiezione che potrebbe venire oggi dai cristiani pacifisti. Ecco la risposta di Francesco: «Non sembra che abbiate letto per intero il Vangelo di Cristo nostro Signore. Altrove dice infatti: ‘Se un tuo occhio ti scandalizza, cavalo e gettalo lontano da te, con il che ci volle insegnare che dobbiamo sradicare completamente un uomo per quanto caro o vicino — anche se ci fosse caro come un occhio della testa — che cerchi di toglierci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Per questo i cristiani giustamente attaccano voi e la terra che avete occupato, perché bestemmiate il nome di Cristo e allontanate dal suo culto quelli che potete. Se però voleste conoscere il creatore e redentore, confessarlo e adorarlo, vi amerebbero come loro stessi».

Infine Padre Pio. Ecco cosa pensava il santo di Pietrelcina della guerra: «Noi siamo tutti chiamati a compiere il penoso dovere, rappresentato dalla guerra. Dobbiamo fare tutto il nostro dovere a seconda delle nostre forze, dobbiamo cooperare al bene comune, e renderci propizia la misericordia del Signore. L’ora solenne che la Nazione nostra attraversa non è un abbandono del cielo. La più grande misericordia di Dio si è il non lasciare in pace con se stesse quelle Nazioni che non sono in pace con Dio. Misere quelle Nazioni colle quali il Signore non più parla, neanche col pacifico sdegno, poiché è segno che esse sono state rigettate da lui» (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario I [1910-1922] a cura di M. da Poblatura e A. da Ripabottoni, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo, 2004).

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catechismocristiani perseguitati in iraqguerra giusta
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