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Un vescovo dipinge una basilica della sua diocesi

© Jorge Lozano

Monseñor Jorge Lozano pintando

Esteban Pittaro - Aleteia - pubblicato il 08/08/14

Mons. Jorge Lozano di tanto in tanto si prende un po' di tempo per dipingere la basilica dell'Immacolata Concezione

Il tempio, che risale alla metà del XIX secolo, non è ancora mai stato consacrato, ma prima di allora, la basilica dell’Immacolata Concezione a Concepción del Uruguay, nella provincia di Entre Ríos, in Argentina, splenderà come nuovo. Grazie a un fondo per il restauro, questa basilica minore della diocesi di Gualeguaychú ha ottenuto una sovvenzione che implica la pittura interna del tempio. Per l’opera è stato contrattato un artista e restauratore, come si deve fare in questi casi, ma il vescovo della diocesi, monsignor Jorge Lozano, quando può, “ama scarabocchiare”.

Il presule, che presiede la commissione episcopale di Pastorale Sociale e in molte occasioni deve rappresentare i vescovi quando si tratta di affrontare i temi più scottanti per il Paese, ha spiegato ad Aleteia lo stato dei lavori e il senso cercato nella scelta dei motivi.

Oltre alla rappresentazione dell’Assunzione della Vergine e dell’Ascensione, monsignor Lozano si è soffermato a spiegare la rappresentazione di Pentecoste e “come nascono i vari carismi e pensiamo alla nascita della Chiesa”. In questa rappresentazione in particolare, ha spiegato, si includono santi importanti rappresentativi per la diocesi come San Giovanni Bosco e San Benedetto, tutti santi fondatori le cui famiglie religiose accompagnano la vita di Gualeguaychú. Nella sua ultima visita, il vescovo si è soffermato a dipingere delle barche in una scena legata all’effusione dello Spirito Santo.

Non è la prima volta che monsignor Lozano si dedica all’arte. “Ho frequentato la scuola industriale. Mi è sempre piaciuto il lavoro manuale. Quando mi hanno invitato, ho accompagnato i ragazzi a dipingere murales con motivi cristiani”, ha ricordato. In passato, quando era sacerdote diocesano a Buenos Aires, un fedele della parrocchia di Nostra Signora dell’Annunciazione, nel quartiere di Villa Urquiza, ricordava, come ha fatto anche l’attuale vescovo, che si è unito agli altri per dipingere un grande quadro che ancora oggi decora il tempio.

“In particolare, con questo artista ci incontriamo per analizzare i modelli, per vedere cosa vogliamo esprimere; dialoghiamo, gli spieghiamo ciò che vogliamo comunicare”, ha riferito monsignor Lozano. Insieme a un sacerdote ha curato l’avvicinamento alla bellezza come “comunicazione del bene e del male”, e lo hanno fatto tenendo presente il magistero sia di Benedetto XVI che di papa Francesco, del quale il presule è stato vescovo ausiliare. Con l’artista Raúl González, racconta, “abbiamo avuto un dialogo molto bello sui bozzetti”. La cura della preparazione è fondamentale perché le opere siano “catechesi visive che aiutino la devozione e la comprensione dei misteri della fede”.

Un esempio di come in quest’opera si siano curati i dettagli è la rappresentazione dell’Annunciazione, nella quale, riferisce, “abbiamo voluto sottolineare il sì di Maria e quello di altre donne come Sant’Anna, Santa Marta e Santa Maria, le amiche di Gesù, e anche una santa moderna, come Santa Giuseppina Bakhita”. Perché questa immagine, come tutte, possa essere una catechesi, quando tutta l’opera sarà terminata, nei prossimi mesi, si lavorerà con opuscoli e nuove tecnologie per accompagnare le immagini con spiegazioni.

L’intenzione del vescovo è “accompagnare lo sforzo della comunità e dell’artista, dipingere come modo per valorizzare il loro sforzo”.

Curiosamente, il tempio non è mai stato consacrato. Riceverà la consacrazione più di 150 anni dopo essere stato edificato, e con colori diversi e uno sguardo diverso, dopo anni di ricerche, preparazione, restauro e pittura, con lo sforzo e la mano di tutta la comunità, di un grande artista e ovviamente del suo pastore.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
arte cristiana
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