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Quanta libertà religiosa c'è a Cuba?

© TERRE D'AMERICA

<span>Chala e Carmela in una sequenza di &ldquo;Conducta&rdquo;, del regista cubano Ernesto Darana</span>

Alver Metalli - Terre D'America - pubblicato il 08/08/14

La costruzione di una nuova chiesa dopo 55 anni dalla rivoluzione ripropone la domanda. Un film offre la risposta

La notizia è di qualche settimana fa. A Cuba è stata autorizzata la costruzione di una nuova chiesa, la prima a cinquantacinque anni di distanza dalla vittoria castrista del 1959, e per giunta sarà finanziata con i soldi dei fuoriusciti cubani che vivono a Tampa. Sorgerà nella cittadina di Sandino uno dei cosiddetti pueblos cautivos creati dal regime di Fidel Castro per allontanare in maniera forzata migliaia di famiglie dai loro luoghi di origine perché accusate di aver preso parte o collaborato alla rivolta dei contadini all’inizio degli anni sessanta nel massiccio montuoso di Escambray.

Il permesso del governo alla costruzione della chiesa, la prima – ripetiamo – ad essere edificata ex-novo nel corso della rivoluzione socialista più longeva al mondo si somma ad una attenzione altrettanto inedita della stampa di regime al pontificato di papa Francesco, con seguito di manifestazioni religiose trasmesse sulla televisione statale o omelie di qualche prelato nelle radio di partito, le uniche ancora legittimate a trasmettere sul territorio nazionale. Tutto con il contagocce, s’intende, ma sino a poco tempo fa tanto la televisione come la radio erano impermeabili a notizie ed eventi riconducibili al cattolicesimo che pure, a Cuba, è la confessione maggioritaria, anzi in deciso aumento quanto a conversioni, battesimi e altri indicatori religiosi. Solo due giorni fa il veterano cardinale di l’Avana Ortega ha celebrato cinquant’anni di sacerdozio in una cattedrale stipata di fedeli, alla presenza di un buon numero di funzionari comunisti.

Cuba si avvia sulla strada di un riconoscimento pubblico del cattolicesimo con relativa tutela giuridica?

Si può continuare nell’elenco delle incipienti trasformazioni. Si osserva da tempo una partecipazione non ostacolata, e talvolta sollecitata, della Chiesa ad un maggior protagonismo nella società cubana, soprattutto di carattere formativo. Tante sono le iniziative in questo senso per imprenditori e membri delle nuove cooperative consentite a Cuba dalle riforme economiche avviate da Raúl Castro. C’è poi un attivo centro culturale che porta il nome del sacerdote cubano Felix Varela che dibatte apertamente temi di forte rilevanza politica. Da alcuni giorni circola un fascicolo con gli atti di un convegno che si è tenuto a marzo su temi sensibili. Il titolo è “Fede religiosa, istituzioni e modelli sociali” e spazia dal “futuro del sistema politico cubano” all’”educazione di cittadini virtuosi” passando per nuove “basi per una democrazia con consenso” alla necessità di una “riforma costituzionale” vera e propria.

C’è libertà religiosa a Cuba? Meglio: quanta ce n’è? La risposta non è semplice e certamente non univoca. Un film di recente realizzazione, prodotto da un regista cubano fa discutere. Si intitola Conducta, comportamento. Nelle prime 4 settimane di programmazione nelle sale cinematografiche dell’isola è stato visto da oltre 300 mila spettatori.
E’ una storia dalla trama politicamente non corretta dove interagiscono Chala, un ragazzino de 11 anni dalla vita difficile, Carmela, la sua maestra, e una terza insegnante – la cosiddetta “metodologa”, colei che deve salvaguardare la conformità della condotta degli alunni ai dettami rivoluzionari – che esige, in nome dei principi della rivoluzione e del materialismo, che il bambino rimuova dalla bacheca di classe la stampa della Virgen de la Caridad del Cobre, la patrona di Cuba, che ha affisso. Una concessione, quest’ultima, non negoziabile, a differenza di altre su cui la metodologa è disposta a fare concessioni. “Perché no? Perché la stampa della Virgen de la Caridad del Cobre non può essere affissa al murales dell’aula se questo è il posto dove si esibiscono le attività e gli interessi degli alunni?” si chiede Vitral, la rivista cattolica di Pinar del Rio, la seconda diocesi cubana.

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