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Sai davvero che Dio ti ama sempre?

© sullastradadiemmaus.it

padre Carlos Padilla - Aleteia - pubblicato il 06/08/14

Né il dolore, né la morte né la malattia o la solitudine allontanano l'uomo dal Suo amore

A volte, quando mi chiedo cosa potrebbe allontanarmi dall’amore di Dio, sento risuonare queste parole di San Paolo piene di speranza: «Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (…) Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Romani 8, 35. 37-39). 

Ho letto queste parole di speranza molti anni fa al funerale di una persona cara. Da allora, non so bene perché, sono rimaste impresse nella mia anima. La pena, l’angoscia, il dolore, la perdita non mi allontaneranno mai da quell’amore di Dio che si abbassa fino a me.

L’amore di Dio è fedele, solido come una roccia, stabile. Quell’amore è la pietra angolare della nostra vita, anche se molte volte non l’accarezziamo con le dita, anche se molte volte non vediamo la sua luce e sorgono i dubbi.

Conosciamo il suo amore fin dal giorno in cui Dio ha lasciato impresso il suo bacio nella nostra anima nel Battesimo. Lo sappiamo perché la sua voce ha accarezzato molte volte le nostre orecchie sorde. Lo percepiamo lievemente, lentamente, nei gesti d’amore che ci prodigano coloro che ci amano. Nell’abbraccio di una madre, nel “Ti voglio bene” di una persona cara.

È vero che vogliamo toccare di più Dio, abbracciarlo dentro di noi. Il cuore non si stanca, sogna l’infinito, spera l’impossibile, nulla è sufficiente. È per questo che abbiamo sempre un po’ di insoddisfazione nell’anima che vuole essere amata completamente.

E visto che sappiamo che la felicità non si raggiunge essendo soddisfatti, non restiamo tranquilli. Possiamo continuare ad essere insoddisfatti e con un po’ di angoscia nello stomaco, con dubbi e paure.

Non importa, non per questo perdiamo l’allegria. Possiamo continuare a camminare con un po’ di tristezza e felici allo stesso tempo. È una tristezza umana e passeggera. Sì, anche in quei giorni in cui il grigio sembra nero e i colori scompaiono, l’amore di Dio è più forte.

In quei giorni in cui non sembra ci sia un domani, Dio ci ricorda quello che conta. Sì, anche allora nessuno potrà strapparci l’amore di Dio. Dio continua ad amarci. Non ci dimentica, non abbandona la nostra barca.

L’amore di Dio non passa mai. Resta, è forte nella mia anima. Ci ama tanto da essere capace di lasciare la sua barca, la sua solitudine e intimità e preoccuparsi per noi. Tocca la mia ferita e la guarisce, mi aspetta e mi accoglie quando arrivo, prova pena per me e si commuove. Il suo amore anticipa i miei desideri, ascolta il mio cuore meglio di me, mi vede dentro e conosce la mia fame.

Il suo amore calma il cuore, prende i miei pani e i miei pesci per rendere la mia vita feconda per molti. Quell’amore non passa mai, resta sempre.

Sappiamo che il nostro è un amore fragile. Potrà arrivare il giorno in cui, turbati, ci allontaneremo da Dio? Potrà accadere che la morte di una persona cara, o la malattia, l’insuccesso o il disamore ci allontaneranno dall’amore di Dio? Potremo smettere di amare Dio un giorno?

Per San Paolo era chiaro, nulla lo avrebbe mai separato dall’amore di Dio. E per me? Non è forse vero che a volte dubitiamo della nostra fedeltà? Non è vero che il nostro amore si raffredda quando smettiamo di camminare seguendo i suoi passi?

Ci conosciamo e dubitiamo. Abbiamo fallito molte volte dopo esserci promessi di non tornare a sbagliare. Perché non potremmo allontanarci di nuovo da Dio? Sorge il dubbio.

Ma oggi torniamo a cadere. Sì, nulla di questo sarà tanto rilevante da allontanarci dall’amore di Dio. Nulla potrà toglierci il sorriso per il fatto di saperci amati da Dio. Nulla, né il dolore né la morte, né la solitudine né la fame né l’abbandono.

Oggi chiediamo a Dio di rafforzarci nella nostra fede, di sostenerci quando arriveranno i dubbi, di sollevarci in ogni caduta e di insegnarci ad amare.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
spiritualità
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