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Baviera: Andechs e le delikatessen del monastero

© Tommaso Farina

Tommaso Farina - Aleteia - pubblicato il 05/08/14

Da oltre cinque secoli i benedettini del Sacro Monte accolgono i pellegrini con una deliziosa birra autoprodotta

Unire fede cattolica e buona tavola si può, eccome. Chi se ne va in pellegrinaggio, non sempre è disposto a fare penitenza quaresimale a tavola. Del resto, se i più grandi miracoli di Gesù han visto protagonisti pani, pesci e vino, e se lui stesso ha redento l'umanità sedendo a tavola coi suoi discepoli, qualche motivo ci sarà.

In certi casi, il pellegrinaggio cristiano fa fronte comune con un pellegrinaggio gastronomico quasi altrettanto appagante. Fate così: prendete armi e bagagli, fate un viaggetto in Baviera e andate ad Andechs. Andechs è un piccolo borgo situato sopra l'Ammersee, un delizioso laghetto a mezz'ora di strada da Monaco di Baviera. Il tratto distintivo del paesino è il monastero benedettino, che si vede da miglia e miglia di distanza. La bella chiesa rococò, col classico campanile a bulbo, è edificata sul punto più alto di quello che è un Sacro Monte a tutti gli effetti. La salita alla chiesa, su un comodo sentiero lastricato, predispone a uno spettacolo fuori del comune. L'edificio sacro, dalla tipica forma cosiddetta “a sala” (divisa in navatelle della stessa altezza) diffusa in Baviera, risplende di magnifiche decorazioni del rococò maturo, con gli ambulacri sopraelevati che si svolgono attorno all'intera nave, e un altare rilucente di splendore. In una cappelletta laterale, spicca la tomba di Carl Orff (1895-1982), il compositore bavarese celeberrimo per la sua composizione ex novo dei Carmina Burana su versi medievali. Il monastero di Andechs onora questo grande artista con un festival musicale estivo, ove orchestre giovanili e cantanti emergenti mettono in scena le opere liriche e suonano le composizioni del maestro.

Dopo il cibo per lo spirito, ci vogliono anche vettovaglie per lo stomaco. Il monastero di Andechs è famoso perché il suo sostentamento dipende anche da fiorenti autoproduzioni alimentari di salumi, formaggi e soprattutto birre. Così, potrete scendere alla Bräustüberl, ossia l'osteria del monastero: alcune sale pulitissime (i cartelli però vi chiederanno gentilmente di non cantare…) e una grande, bellissima terrazza dove appostarsi mangiando. Si va al self service, e ci si approvvigiona di stinco (Schweinshaxe) o di arrosto di pancia di maiale (Krustenbraten) cotto per tante ore, con la crosticina croccante. Da bere, le birre prodotte del monastero, internazionalmente apprezzate. Straordinaria la Doppelbock Dunkel, per esempio: una scura prodotta, come quasi sempre in Germania, coi lieviti detti “a bassa fermentazione”, color mogano scuro, profumata di caffè e di buccia di uva. Si porta tutto al proprio tavolo, stando attenti a non accomodarsi a quello riservato ai lavoratori del monastero, e si mangia e beve in allegria. Il servizio termina alle 8 di sera, quando c'è la preghiera vespertina dei frati.

Le stesse birre possono essere gustate anche da chi, con più calma, voglia sedersi alla Klostergasthof, ossia il vero e proprio ristorante del monastero (Kloster), distante pochi metri dalla Bräustüberl. In questo posticino, che, come il monastero, pare sia attivo dal 1400, mangerete i classici piatti bavaresi, serviti con gentilezza e cordialità: si va dalla Leberknödelsuppe (minestra di brodo con gnocco di fegato e pane) ai Rahmschwammerl (funghi alla crema), passando per le aringhe affumicate (matjes) prodotte nel monastero, per i salumi di produzione propria, venendo al dunque con un robusto gulash o col filetto coi finferli. Chiusura con dolci in tema, come il Dampfnudel (sorta di bombolone morbido) con salsa alla vaniglia. D'inverno, la sala del camino predispone alla convivialità, grazie anche all'offerta di buoni sigari. L'ambiente è a dir poco caratteristico, con la grande stufa di maiolica, il legno, immagini sacre e un crocifisso in ciascuna saletta. Per i mesi caldi, è anche qui possibile mangiare in uno spazioso dehor ombreggiato dagli alberi, con vista panoramica sulla campagna sottostante.

Davanti al ristorante c'è in ogni caso un'altra possibilità di mangiare: un Biergarten molto spartano, anch'esso a self service, apprezzato dalle famiglie coi bambini, che in ogni caso qui si divertono un mondo. Tenete conto che qui non vi serviranno birre più piccole di mezzo litro, e che non è il caso di ordinare acqua minerale: è l'unica cosa che, comparativamente coi bar e ristoranti italiani, costa uno sproposito. Il resto ha prezzi che in Italia sembrano da prima Repubblica.

Tags:
cibopellegrinaggio
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