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Si può cantare il Padre Nostro a Messa?

© P.RAZZO/CIRIC

Padre Henry Vargas Holguín - Aleteia - pubblicato il 04/08/14

I canti della Messa, in base all’istruzione Musicam Sacram, si dividono in tre gruppi:

1. Primo grado (le azioni che spettano al popolo come acclamazioni e risposte al celebrante “Ti lodiamo, Signore”, “Amen”, “Annunciamo la tua morte” e gli inni “Sanctus”, e “Padre Nostro”).

2. Secondo grado (Kyrie, Gloria, Agnus Dei, Credo, Preghiera dei fedeli).

3. Terzo grado (Canti di ingresso, Comunione, offertorio, Alleluia prima del Vangelo, letture se vengono cantate).

Visto questo, il Padre Nostro si può cantare, è opzionale ed è un canto di primo grado. Il Padre Nostro, quindi, non solo si può cantare, ma corrispondendo al primo grado fa parte dei canti che più dovremmo cantare. In molti luoghi è comune cantare il Padre Nostro.

Nell’istruzione Musicam Sacram, della Sacra Congregazione dei Riti e del Consilium sulla musica nella sacra liturgia, di papa Paolo VI, al numero 35 si legge: “È conveniente che il Pater noster sia cantato dal popolo insieme al sacerdote. Se è cantato in latino, si usino le melodie approvate già esistenti; se si canta in lingua volgare, le melodie devono essere approvate dalla competente autorità territoriale”.

La melodia per cantare il Padre Nostro non deve mai essere tale da far perdere l’intenzione, che è quella di pregare.

La gente dubita: si può cantare o meno il Padre Nostro? E se lo chiede perché non lo sente spesso. Perché? Per abusi; purtroppo è così. In molti casi viene deformato e male interpretato. Soprattutto in America Latina, è frequente sentire il Padre Nostro con più parole, con meno o addirittura con altre parole. Un esempio? Ricordo quel canto che dice: “Padre Nostro tu che sei in coloro che amano la verità”. Ma perché cambiamo le parole di Cristo? È per questo che i sacerdoti prendono la strada più sicura, che è recitare il Padre Nostro.

Quando cantiamo il Padre Nostro, è quindi importantissimo che si mantenga intatto il testo, ed è in questo che si manca più spesso. Un’altra cosa è la musica che accompagna il canto, che deve essere davvero musica sacra e una non qualsiasi musica, ad esempio al ritmo di samba o musica adattata da canzoni commerciali.

Un altro documento di cui tener conto è l’istruzione generale del Messale Romano che dice: “Nella Preghiera del Signore si chiede il pane quotidiano, nel quale i cristiani scorgono un particolare riferimento al pane eucaristico, e si implora la purificazione dai peccati, così che realmente i santi doni vengano dati ai santi. Il sacerdote rivolge l’invito alla preghiera, che tutti i fedeli dicono insieme con lui; ma soltanto il sacerdote vi aggiunge l’embolismo, che il popolo conclude con la dossologia. L’embolismo, sviluppando l’ultima domanda della preghiera del Signore, chiede per tutta la comunità dei fedeli la liberazione dal potere del male. L’invito, la preghiera del Signore, l’embolismo e la dossologia, con la quale il popolo conclude l’embolismo, si cantano o si dicono ad alta voce”.

In sostanza, il Padre Nostro si può cantare; anzi, si deve cantare la preghiera del Padre Nostro, ma come dicevo in precedenza il problema è che sono state usate versioni che non assomigliano affatto alla preghiera che Gesù, il nostro divin maestro, ci ha insegnato.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
liturgiamusica sacra
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