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Psicologia di coppia

© Christopher Michel

Vittoria Patti - Uno con una, per sempre - pubblicato il 31/07/14


quindi sono una persona che vale. Se invece non si sente appoggiata dal marito, se non c’è intesa con lui, se le sembra che i progetti familiari (fatti insieme nel fidanzamento, ma spesso proiezione dei sogni femminili) siano stati in qualche modo traditi, se i figli non crescono bene, eccetera, sarà la donna a sentirsi colpita profondamente.

Il gioco e la politica: due aspetti forse marginali ma che aiutano a capire il diverso atteggiamento di uomo e donna verso la realtà. Tempo fa alla tv un’attrice diceva di invidiare il modo allegro, intenso, spensierato in cui gli uomini si mettono d’accordo fra amici per giocare a calcio. Gli uomini giocano più delle donne, anche nel lavoro: la matrice creativa del loro rapporto con le cose, quando è sana, è ludica. Questo si vede per esempio quando discutono fra loro di politica: che siano politici di professione o amici al bar, anche quando si arrabbiano o si azzuffano, si vede che in fondo si divertono: è come se parlassero di calcio o di regate veliche. La donna ha un approccio molto più serio, viscerale, quasi drammatico alla politica: non riesce a scherzarci su, perché per lei è evidente che tutto è finalizzato alla vita delle persone. Quindi il suo atteggiamento va più in profondità, alla verità delle cose, nel bene e nel male, mentre gli uomini stanno più in superficie e “ci soffrono” di meno.

Da qui, ad esempio, l’irritazione di una donna quando le sembra che il proprio uomo non s’indigni o non si entusiasmi quanto lei su questioni riguardanti i rapporti fra le persone. Attribuendo subito le differenti reazioni maschili ad uno scarso coinvolgimento del partner in ciò che la riguarda, la donna – sbagliando – è indotta a pensare che la relazione sia in crisi.
Bisogna soprattutto imparare a comunicare, perché andare d’accordo ed essere felici nella vita di coppia non è mai questione di fortuna ma sempre di cura, di un lavoro continuo, di molte attenzioni … che però non pesano, perché si fanno per amore.

La “riuscita” di un matrimonio non è questione di fortuna, di aver azzeccato la combinazione giusta, come siamo indotti a credere dalla TV. E’ frutto di molto impegno, molta intelligenza, molto cuore, non è magia (anche se è anche mistero, perché ci lavora dentro – insieme a noi – lo Spirito Santo).

Nella comunicazione, la donna trasmette una serie di messaggi impliciti, sottintesi, ma che lei crede che arrivino chiaramente; in fase “ricevente”, poi, applica la stessa decodifica. L’uomo invece è più diretto e semplice, e normalmente le sue parole non hanno sottintesi. Se lei dice “ho mal di testa” intende dire “ma perché non mi dai una mano?” mentre lui dicendo “ho mal di testa” intende solo dire che ha mal di testa!

Nel conflitto la donna cerca il contatto, tende ad attaccarsi, ad aggrapparsi (sia perché è più capace di gestire il conflitto stesso, sia perché teme l’abbandono); invece l’uomo cerca di sfuggire, di allontanarsi “finché non le è passata” (perché il conflitto in sé gli dà più disagio)

Nel fare una critica, la donna tende a trasformare il “tu hai fatto…” in “tu sei un…”. In altre parole, tende a trasformare la critica su uno specifico comportamento negativo in un giudizio globale, spesso drastico e ingiusto, sulla persona, che quindi si sente “marchiata” anche solo per un singolo errore, e si allontana con molta amarezza, sentendosi profondamente non-capito, non-accolto, rifiutato. La donna fa così perché ha un inconscio fortissimo bisogno che lui sia buono-bravo-affidabile al massimo, e ogni suo sbaglio suscita un (sempre inconscio) terrore di aver sposato “quello sbagliato”. La donna è molto esigente nel rapporto, quindi molto severa.

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Tags:
matrimonio
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