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Unioni civili, Renzi cerca il compromesso

© Antoine Mekary / Aleteia

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 29/07/14

Ok a parità di diritti come nella famiglia tradizionale. Matrimonio e adozioni "a metà"

La certezza è che le unioni civili arriveranno in autunno. Saranno sul modello tedesco e prevederanno, in soldoni, la convivenza tra i due partner, certificata dal comune di residenza, ma non il vero e proprio matrimonio, né le adozioni. O meglio il partner potrà diventare "genitore" del figlio dell’altro partner.

Ha fatto rumore l’intervista ad Avvenire (27 luglio) in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato «che i diritti civili stanno in un pacchetto che parte dalle riforme costituzionali. Una volta che il Parlamento avrà terminato di votare queste, discuteremo anche su quella che ritengo essere una assoluta e corretta rappresentazione delle civil partnership, sul modello tedesco».

Si andrà oltre il disegno di legge depositato dalla deputata democratica Cirinnà «perché anche in questo campo vedremo una proposta ad hoc del governo, che è pronto a prendere una sua iniziativa». Il governo intende calare le sue carte già a settembre, mettendo in conto una discussione destinata a svilupparsi in autunno dentro e fuori al Parlamento.

Intanto il modello tedesco annunciato dal premier, era stato già identificato da L’Unità (16 giugno) come ragionevole da tutte le anime del Pd, dall’ala cattolica a quella pro diritti. In effetti il modello «Eingetragene Lebenspartnerschaft», così si chiama in Germania, è uno dei meno estremi tra quelli vigenti nei Paesi europei.

E’ in vigore dall’agosto 2001 e si riferisce solo alle coppie omosessuali. Non equipara a tutti gli effetti la convivenza al matrimonio, ma applica ai conviventi disposizioni analoghe a quelle contenute nel codice civile tedesco per la disciplina del matrimonio. Il primo dato è che i conviventi possono scegliere un cognome comune (come ha fatto la compagna della ex deputata Pd lesbica Anna Paola Concia).

I due soggetti coinvolti devono dichiarare reciprocamente, personalmente e in contemporanea, d’innanzi all’autorità competente (probabilmente nel caso italiano sarà il sindaco), di voler condurre una convivenza a vita e hanno obbligo di assistenza e sostegno reciproco che persiste anche dopo l’eventuale separazione.

La legge, inoltre, assicura pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza. Inoltre, in caso di morte di uno dei partner, al convivente sono attribuiti i diritti successori, come la pensione di reversibilità, il diritto a subentrare nell’affitto e l’obbligo di soddisfare i debiti contratti dalla coppia

Le unioni civili tedesche, ad oggi, non consentono l’adozione congiunta di minori; ma i conviventi possono comunque adottare i figli naturali e adottivi del partner. Si tratta dell’istituto della ‘stepchild adoption’ ideato dal sistema inglese, che permette di occuparsi attivamente del figlio del proprio compagno. La persona in questione potrà portarlo a scuola, assisterlo in ospedale e continuare a fargli da padre/madre nel caso in cui il genitore naturale venisse a mancare.

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governo renziunioni gay
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