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La corsa del governo per far partire l’eterologa

Close up of in vitro fertilisation (IVF). – it

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 29/07/14

Il ministro Lorenzin spiega in parlamento le linee guida e annuncia un decreto a stretto giro

Corsa contro il tempo per far partire subito la fecondazione eterologa in Italia. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato alla Commissione Affari Sociali della Camera che si sta adoperando per approvare in uno dei prossimi Consigli dei ministri il decreto sulla eterologa. Addirittura prima della pausa estiva.

«Le direzioni competenti del ministero della Salute hanno già lavorato alle indicazioni provenienti dal tavolo degli esperti per tradurle in contenuti di norme, di concerto con l’ufficio legislativo: l’obiettivo è quello di mettere regioni e centri PMA in condizioni di partire subito» (La Stampa, 29 luglio).

Limiti d’età e doppia fecondazione
Il ministro ha illustrato le linee guida del futuro decreto all’emiciclo. «Il limite massimo di età delle donatrici donne sarà di 20-35 anni e per gli uomini 18-40 anni, per la differenza di sviluppo degli organi sessuali nei diversi sessi», ha spiegato Lorenzin. Inoltre sarà consentita la "doppia" fecondazione eterologa, quindi anche nel caso in cui entrambi i componenti della coppia siano sterili (Repubblica, 29 luglio).

Dieci nati dallo stesso donatore
Il numero massimo di nati da uno stesso donatore è di 10 a livello nazionale, riporta l’Ansa(29 luglio), con deroga se una famiglia con figli già nati da eterologa chiede un altro figlio con stesso donatore. La ‘ratio’ di «un limite massimo – ha spiegato il ministro – è quella di evitare che ci sia un numero eccessivo di figli dallo stesso donatore, riducendo al minimo possibili unioni inconsapevoli fra nati da eterologa».

Un archivio per i gameti utilizzati
L’ipotesi più ragionevole, ha precisato, «è quella di contare nati o famiglie, avendo la possibilità di bloccare il donatore una volta raggiunto il limite massimo stabilito, ed eventualmente distruggere i gameti ancora disponibili». Per fare questo, ha sottolineato Lorenzin, «è necessario collegare le raccolte di gameti da ogni singolo donatore, la loro distribuzione alle coppie riceventi e i nati da quel donatore».

Anonimato rinviato
La spinosa questione dell’anonimato del donatore è rimandata a data da destinarsi. «Ritengo sia un tema che debba essere oggetto di un’ampia discussione parlamentare», ha dribblato il ministro, ricordando che sono «diverse le posizioni in campo» e le pronunce da parte del Comitato nazionale di bioetica (Corriere della Sera, 29 luglio). La Fecondazione eterologa «sarà inserita nei Livelli essenziali di assistenza sanitaria» e la donazione dei gameti «deve essere volontaria e gratuita»

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bioeticaeterologafecondazione assistita
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