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In Corea aspettiamo a braccia aperte Papa Francesco!

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Aleteia - pubblicato il 28/07/14

Le parole e il sorriso di mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon che accompagnerà il papa nel prossimo viaggio in Corea del Sud

Il 14 agosto Papa Francesco sbarcherà in Estremo Oriente, meta finale: Corea del Sud.

Ad annunciarlo ufficialmente era stato padre Federico Lombardi, precisando che il Pontefice, "accogliendo l'invito del presidente della Repubblica e dei vescovi coreani", partirà il 13 agosto per trattenersi in Corea del Sud fino al 18 agosto in occasione della VI Giornata della Gioventù asiatica, che si svolgerà nella diocesi di Daejeon

Cosa troverà il Papa "agli estremi confini della terra"? Lo abbiamo chiesto a mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, che lo accompagnerà durante la sua permanenza in terra coreana.

In una recente intervista all'Osservatore Romano lei ha citato una frase di Papa Francesco contenuta nell'Evangelii Gaudium «Chi annuncia il vangelo non sta andando a un funerale, deve avere una faccia gioiosa». Qual è "la faccia" con cui lei e il popolo coreano accoglierete il Papa?

Mons. Lazzaro You: A me personalmente piace molto ridere, e quando non rido la gente che mi conosce pensa che io sia molto arrabbiato (ride). Allora per non mostrarmi arrabbiato io rido sempre! La faccia del cristianesimo dovrebbe essere una faccia sorridente. La maggioranza dei fedeli coreani ama molto il Papa, il popolo lo aspetta a braccia aperte! Di recente ho fatto un’intervista con i giornalisti a Seul sulla giornata della gioventù asiatica e i giornalisti mi facevano tante domande sul Papa, ed io ero commosso, ero contentissimo, perché spero e sono convinto che i fedeli cattolici accoglieranno il Papa con il cuore aperto, con facce sorridenti. E posso dire che quasi tutti i coreani seguiranno ogni passo del Papa in Corea con tanto interesse.

Il Papa verrà proprio a Daejeon; un terzo dei martiri coreani sono nati in questa diocesi ma in origine la religione cattolica è entrata dalla Cina, come una scienza occidentale…

Mons. Lazzaro You: La mia diocesi è sempre stata composta da gente di campagna quindi le persone sono sempre state molto semplici. C'è da sottolineare che il cristianesimo è entrata nella zone della mia diocesi non tanto come insegnamento della chiesa ma come testimonianza della vita quotidiana delle persone convertite. Persone semplici. Stiamo parlando della fine del XVIII secolo, quando c’era tanta divisione nella società: classi sociali diverse, giovani, anziani, uomini e donne.

E come sono cadute le divisioni?

Mons. Lazzaro You: Dicendo insieme il Padre Nostro molte diversità sono cadute e questo ha portato una vera uguaglianza tra i fedeli. Questa testimonianza era estremamente rivoluzionaria e ha portato tante conversioni anche durante le forti persecuzioni, durate 100 anni, fino alla fine del XIX sec.

In Corea del Sud ci sono molte storie di conversione e di martiri, spesso poco conosciute in occidente, ce ne può raccontare qualcuna? Quali sono quelle più commuoventi secondo lei?

Mons. Lazzaro You: In occasione del grande incontro con il Santo Padre, saranno proclamati alcuni nuovi Beati, figli della nostra terra uccisi tra il 1791 e il 1888, durante le persecuzioni contro i cristiani

Uno di loro, Won Sijang, battezzatosi come Pietro, aveva un carattere molto forte. Era ricco. E quando ha ricevuto il battesimo è diventato come un agnello, è cambiato radicalmente e tramite lui 30 famiglie si sono convertite. Questo testimonia come nella mia diocesi il cattolicesimo nel popolo è entrato proprio come testimonianza di vita secondo il vangelo. Diversamente a Seul è arrivato come dottrina tra gli intellettuali.

Lei pensa che il "modello di fede" coreano possa essere un esempio per altre realtà un po' più “ostili” come la Cina e la vicina Corea del Nord?

Mons. Lazzaro You: Non posso dire che ci sarà lo stesso modello di fede in Cina, piuttosto me lo aspetto in Corea del Nord perché prima della guerra e della separazione avevamo la stessa esperienza di persecuzione, nord e sud insieme. Poi ci sono molti parenti che sono divisi tra le due coree. Questo, un giorno, spero che porti molti coreani del nord a convertirsi e a cooperare per il difficile processo di riunificazione.

Venendo alla sua storia personale, qual è l'origine della sua esperienza di fede?

Mons. Lazzaro You: Quando avevo 6 mesi mio papà è morto in guerra e mia mamma con i fratelli e le sorelle più grandi da mantenere era in grossa difficoltà ma vedendo che ero un ragazzo intelligente mi ha mandato nella scuola cattolica, per 2 motivi, non legati alla fede: era vicina al mio paese e dava una buona borsa di studio.

Qui ho conosciuto Gesù e ho ricevuto il battesimo a 16 anni. Ho conosciuto la figura di S.Andrea Kim: la sua vita era così avventurosa e forte che ho detto “potrebbe essere un modello per la mia vita futura”. E' stato allora che ho deciso di entrare nel seminario maggiore. Così sono stato il primo cattolico nella mia famiglia. Mia mamma all'inizio non capiva questa decisione del seminario e non mangiava, non dormiva e piangeva molto. Mi sono detto che il tempo le avrebbe fatto capire e se non capiva in terra avrebbe capito dopo la morte. Dopo un anno di seminario si sono battezzati quasi tutti i componenti nella mia famiglia!

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