Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 30 Ottobre |
San Marciano di Siracusa
home iconApprofondimenti
line break icon

Operazione Valchiria, 70 anni dopo: è lecito uccidere un dittatore?

Aleteia/Bruno

Pablo Yurman - Aleteia - pubblicato il 25/07/14

Una riflessione sul tentativo fallito di assassinare Hitler da parte di un gruppo di militari

di Pablo Yurman

Anche se è meno nota rispetto alla resistenza francese, polacca e di altri popoli occupati dalla Germania durante la II Guerra Mondiale, c’è stata anche una resistenza tedesca contro il regime nazionalsocialista guidato da Adolf Hitler, al potere dal 1933.

L’esistenza dell’“Operazione Valchiria”, volta a liberare la Germania dalla tirannia ricorrendo a questo scopo all’assassinio dello stesso Hitler, è stata portata poco tempo fa sul grande schermo. La data scelta per il tentativo fu il 20 luglio 1944, il luogo il quartier generale ad est della Polonia occupata noto con il nome di “Tana del lupo”. Il risultato: la bomba collocata non uccise Hitler e la guerra si prolungò di altri mesi.

Bisogna tuttavia sottolineare che l’opposizione a Hitler all’interno della Germania non sorse solo alla fine della guerra, iniziando fin dagli albori del suo governo, a seguito delle prime misure pratiche applicate dal regime nazista. È certo che le cause dell’opposizione al nazionalsocialismo potevano obbedire a motivazioni diverse, ma tutte avevano come comun denominatore il rifiuto dei principali postulati filosofici della nuova ideologia e la convinzione per cui un Governo guidato dall’odio e dal fanatismo non poteva portare ad altro che alla rovina della patria e di tutto il continente.

Al logico e prevedibile rifiuto da parte di altre correnti politiche contrarie al nazismo, come il comunismo e il socialismo, deve unirsi la condanna del regime di alcuni pastori luterani, guidati da Martin Niemöller, così come quella del cardinale Clemens von Galen, che per la sua ferrea opposizione a Hitler venne definito “Il leone di Münster”, riferendosi alla città della sua sede episcopale durante quegli anni oscuri. Von Galen fu stretto collaboratore dell’allora Segretario di Stato vaticano Eugenio Pacelli, al quale si attribuisce l’ispirazione dell’enciclica “Mit brennender Sorge”, firmata da Pio XI nel 1937 e che fu di fatto il primo documento internazionale di condanna delle basi del nazismo.

Operazione Valchiria
Alla vigilia dell’inizio della II Guerra Mondiale, con una dittatura solidamente insediata sul suolo germanico e influente su tutti i poteri formali e fattuali, restavano pochi margini per un complotto o una sollevazione popolare che prescindesse da elementi delle forze armate. Le prime riunioni volte a liberare il popolo tedesco dalla dittatura si svolsero infatti in ambito militare.

All’inizio non fu facile reclutare volontari, per varie ragioni. Una di esse fu il fatto che nei primi anni del conflitto la Germania riuscì a occupare militarmente tutti gli obiettivi continentali che si era prefissata, ad eccezione della Gran Bretagna. Non c’erano, quindi, molti militari scontenti dell’azione militare del “Führer”.

La seconda ragione che rendeva rischioso il complotto era il fatto che, come ogni regime dittatoriale, il nazismo aveva sviluppato un’ampia rete di servizi di spionaggio, delazione e persecuzione politica, il cui emblema sarebbe stata la Gestapo, contrazione riferita alla “Polizia segreta dello Stato”, che agiva sulla popolazione in generale ma soprattutto sui soldati.

I partecipanti all’Operazione Valchiria furono fondamentalmente ufficiali delle forze armate, ma anche alcuni civili. Alla fine erano quasi duecento persone. Alcuni di loro, come il conte Claus von Stauffenberg e i fratelli Ludwig e Kunrat von Hammerstein, decisero di passare all’azione guidati dalle proprie convinzioni.

Il 20 luglio, al tramonto, dopo che era giunta la notizia che Hitler era sopravvissuto all’attentato, molti dei congiurati vennero arrestati e giustiziati sommariamente. Altri sarebbero stati sottoposti a un processo-farsa in cui vennero umiliati per essere poi giustiziati. I loro familiari vennero incarcerati nelle peggiori condizioni che si possano immaginare fino alla fine della guerra.

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
nazismostoria
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
CEMETERY
Gelsomino Del Guercio
Indulgenze plenarie per i defunti: come otten...
Timothée Dhellemmes
Seconda ondata di Covid: in Europa il culto c...
Lucandrea Massaro
Sale il numero di morti nell'attentato di Niz...
HEAVEN
Philip Kosloski
Preghiera perché un defunto raggiunga la gioi...
ERIN CREDO TWINS
Cerith Gardiner
“Dio ha senso dell'umorismo”: coppia di genit...
EMILY RATAJKOWKSI
Annalisa Teggi
Emily Ratajkowski: scoprirò il sesso di mio f...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni