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Pena di morte in Arizona, detenuto muore dopo 2 ore di agonia

© Public Domain

Aleteia - pubblicato il 24/07/14

Nonostante la storica sentenza in California, continua l'uso (e abuso) della pratica

Una morte lunga, un’agonia disumana. Anche per chi può avere compiuto gravissimi atti criminali.
Anche per una persona come Joseph Rudolph Wood, morto alle 15.49 locali, nel carcere di Florence, in Arizona. L’iniezione letale gli era stata effettuata due ore prima alle 13.49 quando in genere un’esecuzione di questo tipo dura circa 10 minuti.

Duplice omicidio
L’uomo, 55 anni, era nel braccio della morte da più di 20 anni, condannato alla pena di morte per un duplice omicidio commesso nel 1989. Una storia, quella di Wood, destinata sicuramente a sollevare un vespaio di polemiche. Perchè proprio pochi giorni fa, il 21 luglio, i suoi avvocati avevano chiesto alla corte d’appello di San Francisco di bloccare l’esecuzione e informare il proprio cliente sul cocktail di farmaci che gli sarebbero stati somministrati. Niente da fare. E’ stato un calvario. Un calvario senza precedenti nella storia delle esecuzioni negli Stati Uniti.  
(RaiNews, 24 luglio)

Orrore evitabile
«L’Arizona – accusa l’avvocato di Wood – sembra essersi unita a parecchi altri Stati responsabili di un orrore totalmente evitabile». Il governatore Jan Brewer, repubblicana, esprime rincrescimento per l’accaduto e ordina alla Direzione statale dei Servizi Penitenziari di condurre un’inchiesta approfondita, ma difende comunque l’operato dei funzionari responsabili dell’esecuzione, a suo dire perfettamente «legale». Brewer sostiene che il condannato «non ha sofferto», e che quanto ha patito «contrasta nettamente con l’orribile sofferenza da lui inflitta alle sue due vittime, e con quella che ha causato alla loro famiglia per l’intera vita».
(Corriere.it, 24 luglio)

Sembra che per ora in USA non ci sia seguito alla storica sentenza in California che ha dichiarato, poche settimane fa, incostituzionale la pena di morte.

Tags:
diritti umanipena di morte
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