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Come prendere buone decisioni?

Meditar y decidir – it

© Jean Marconi / Flickr / CC

Centro de Estudios Católicos - pubblicato il 22/07/14

Aprirsi alle opinioni altrui, non lasciarsi trasportare dallo stato d'animo e altri consigli preziosi

Viviamo in un contesto di cambiamenti costanti, informazioni abbondanti e poco tempo per processarle. Non basta leggere le informazioni se non vengono analizzate e integrate con gli aspetti fondamentali del progetto organizzativo o anche con il proprio progetto di vita, basato sull’identità, i valori e la missione che dobbiamo compiere.

Per questo, è necessario sviluppare la capacità di discernere per poter distinguere ciò che è essenziale da ciò che è accessorio, il che permetterà alla persona di mantenersi concentrata sui principi, senza cedere a pressioni o a circostanze esterne.

Il termine “discernimento” deriva dal latino “discernere”, che significa separare, riconoscere.

Il primo passo nel processo è la diagnosi che ci permette di avere una chiave di lettura appropriata e una presa di coscienza degli aspetti che sono presenti in ambito sia personale che organizzativo.

Bisogna evitare di prendere decisioni basate su stati d’animo o sulla regola del mi piace-non mi piace: fare ciò che ci risulta gradevole e mettere da parte quello che ci pesa di più.

La precipitazione o la mancanza di riflessione è la manifestazione di un’azione che lasciandosi trascinare dagli impulsi manca del discernimento dovuto.

In campo lavorativo, ciò significa chiedersi quanto di ciò che facciamo segna una vera differenza per l’organizzazione. Non basta mantenersi occupati, se si svolgono compiti prioritari per l’istituzione o si destinano sforzi superflui a lavori che possono essere delegati a terzi.

Per incrementare la qualità nel processo decisionale, è molto utile coltivare la virtù dell’umiltà e della docilità per aprirsi alle opinioni degli altri e compiere un’opzione fondamentale per vivere nella verità.

In questo modo eviteremo il pericolo di relativizzare le situazioni per giustificare l’utilizzo di metodi errati per ragioni errate: “tutti lo fanno”, “ciò che conta è che l’intenzione sia buona” e tante altre argomentazioni che nascondono falle del pensiero.

Perché le azioni diano frutti permanenti devono derivare da un retto discernimento basato sulla verità. Applichiamo alla nostra vita la nota frase “Li riconoscerete dai loro frutti”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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