Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Come risolverà il “problema del celibato” papa Francesco?

AP Photo/Erin Stubblefield
Wissam Akiki, who is married, left, serves his daughter, Perla, communion after being ordained during a ceremony at St. Raymond’s Maronite Cathedral Thursday, Feb. 27, 2014, in St. Louis. Akiki is the first married priest to be ordained by the Maronite Catholic Church in the United States in nearly a century. (AP Photo/Erin Stubblefield)

 
Condividi

Il punto di vista di un sacerdote sposato

Sono un sacerdote cattolico sposato. Ex ministro anglicano, sono stato ordinato sacerdote cattolico in base a una particolare disposizione stabilita da San Giovanni Paolo II che permette agli ex ministri protestanti sposati di ricevere una dispensa dal voto del celibato per poter essere ordinati sacerdoti cattolici.

Molti pensano che i sacerdoti sposati risolveranno la crisi delle vocazioni al sacerdozio. Può essere d’aiuto, ma non sarà necessariamente la bacchetta magica. Basta dire che permettere agli uomini sposati di essere ordinati porterà nuovi problemi tanto numerosi quanti quelli vecchi che risolverà. Al di là di tutto il resto, la Chiesa dovrà considerare se possiamo permetterci sacerdoti sposati con una famiglia. Una fonte affidabile in Vaticano mi ha detto in una conversazione privata che quando viene discussa la questione dei sacerdoti sposati, sono i vescovi delle Chiese di rito orientale che hanno clero sposato che spesso mettono in guardia contro la modifica della disciplina.

Di recente è stato affermato che papa Francesco ha promesso di “risolvere il problema del celibato”: la dichiarazione stessa solleva una serie di questioni. In primo luogo, cos’è “il problema del celibato”? Il celibato è un problema in sé? Visto che la maggior parte dei sacerdoti cattolici per migliaia di anni ha fatto voto di celibato e lo vive, non sembrerebbe un grande problema che necessiti una soluzione immediata. Sicuramente ci sono delle persone critiche nei confronti del celibato. L’ex monaco Richard Sipe ha scritto un documento pungente sul celibato, così come il dissidente cattolico Donald Cozzens. Dall’altro lato, il sacerdote anglicano convertito padre Ray Ryland ha scritto con vigore a favore sia del celibato dei sacerdoti che della perfetta continenza (l’astensione da tutti i rapporti sessuali) per i sacerdoti sposati.

La prima domanda che bisogna porre è quindi “Qual è il problema del celibato?”. Nella nostra società altamente “sessualizzata” ci sono sicuramente difficoltà maggiori circa la disciplina del celibato. L’accesso al e l’accettazione del “sesso libero” fanno sembrare strano il celibato e possono gravarlo di ulteriori pesi. Allo stesso modo, con il calo delle vocazioni al sacerdozio più sacerdoti vivono da soli, e il peso della solitudine diventa più duro da tollerare. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, il voto del celibato diventa una difficoltà maggiore. Se il celibato in sé può non essere un problema urgente, è sicuramente vero che la sua osservanza è spesso una grande sfida.

Come potrebbe allora papa Francesco “risolvere il problema del celibato”? Quello attuale potrebbe non essere il momento adatto per permettere ai sacerdoti di sposarsi come pensano molti. Un modo per risolvere il problema del celibato è trovare nuove vie per alleviare alcune delle sfide di osservare il celibato stesso. Quando ci sono pochi sacerdoti, anziché vivere da soli nelle proprie rettorie, le diocesi potrebbero unire le parrocchie a gruppi e chiedere ai sacerdoti di vivere insieme in comunità in un posto centrale. Si potrebbero istituire nuovi ordini religiosi di sacerdoti per aiutare a risolvere i problemi del celibato e le fraternità di presbiteri esistenti potrebbero essere incoraggiate e rafforzate.

Chi ha studiato la questione concorda sul fatto che dove il celibato viene scelto liberamente può essere il meraviglioso complemento del ministero sacerdotale che dovrebbe essere. Un’accettazione forzata del celibato può invece essere un peso per il ministero. Si potrebbero quindi intraprendere altri passi che valorizzino e rafforzino la disciplina liberamente scelta del celibato anziché abolirlo solo perché è difficile. Ci si potrebbe chiedere se debba essere fatto un voto perenne di celibato nel momento in cui si viene ordinati. Il voto del celibato potrebbe essere separato dal processo di ordinazione?

Negli ordini monastici un uomo o una donna passa attraverso un lungo processo prima di fare un voto perenne. Prima si è postulanti, poi si entra nel noviziato, quindi si professano i voti semplici che possono durare per cinque anni. Dopo di ciò si possono rinnovare i voti semplici, e solo dopo un lungo processo di discernimento ci si impegna in una professione solenne che lega a vita. Forse si potrebbe concepire un processo di questo tipo per il voto di celibato. Un uomo potrebbe assumere questo voto per cinque anni, ma sotto la guida di un superiore essere dispensato da quel voto, e in questo periodo potrebbe avere un rapporto casto che potrebbe portare al matrimonio.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni