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Si può revocare il compito di padrino di Battesimo?

© Sharon Mollerus
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La rinuncia non è prevista, per cui la scelta deve tener conto della forza della fede e dell’impegno

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Il compito di padrino si realizza con un accompagnamento costante nello sviluppo spirituale del battezzato. Il padrino è anche un esempio di cristianesimo, che serve da sostegno al nuovo cristiano, adulto o bambino. Il compito del padrino è sostanzialmente un officio di responsabilità paterna nei confronti dell’integrità del battezzato, sottolineando la sua spiritualità.

Per via di questa grande responsabilità, è raccomandabile che il padrino sia una persona retta e caritatevole, oltre a un cristiano praticante e impegnato. Se il battezzato è già adulto, egli stesso potrà scegliere il padrino o i padrini. Se è un bambino, allora questa responsabilità ricade sui genitori. Molte volte, purtroppo, i genitori del bambino battezzato scelgono i padrini facendosi guidare da criteri economici o sociali anziché spirituali. Per questo, scelgono per i figli padrini non idonei, che con il passare del tempo conducono una vita non coerente con il cristianesimo. Rendendosi conto del modo di agire dei padrini dei propri figli, molti genitori desiderano cambiarli, perché non sono più esempi di vita cristiana. È valida, conforme al diritto, la revoca del compito di padrino di Battesimo? Si può assegnare a un’altra persona? Analizziamo il testo canonico per chiarire la questione.

La revoca del compito di padrino non è prevista

Il Codice di Diritto Canonico esprime chiaramente le caratteristiche dei padrini di Battesimo nei canoni 872-874. In essi appaiono i requisiti per essere padrino e la finalità del compito, che è quella di assistere nell’iniziazione cristiana l’adulto che si battezza e, insieme ai genitori, presentare il bambino che riceverà il Battesimo e cercare di far sì che conduca una vita cristiana congruente al Battesimo e compia fedelmente i doveri inerenti a questo sacramento.

Tra queste caratteristiche non viene menzionata la durata del compito del padrino. Non è nemmeno prevista la revoca o la rimozione dei padrini. Di fronte a questo, sembra che il Codice presenti un “vuoto” o una mancanza di considerazione. Pensiamo ai genitori di un bambino battezzato il cui padrino ha smesso di essere virtuoso e, al contrario, è ora un esempio di vizio. Il battezzato non ha diritto a un padrino virtuoso ed esemplare? I suoi genitori non si sentirebbero spinti a cercare un nuovo padrino? Potremmo pensare che, presentando questo “vuoto” apparente, ci si trovi di fronte a un’ingiustizia di origine clericale, ma questa visione si dissolve se analizziamo l’origine del compito del padrino.

Il padrino, modello di cristiano impegnato

Abbiamo già detto che il padrino deve essere un modello di virtù e vita cristiana per il battezzato. Per questo motivo, deve essere scelto in base a un criterio che tenga conto della durata del suo impegno. Ciò è dovuto al fatto che il padrino deve essere una guida o la persona che introduce alla vita cristiana il battezzato. La responsabilità del padrino è grande, e le sue convinzioni e le sue virtù devono essere abbastanza forti da assicurare la formazione cristiana del battezzato. Il fatto di scegliere come padrini persone con una spiritualità debole indica l’imprecisione dei criteri di scelta.

Naturalmente, tutti gli uomini sono più o meno deboli di spirito, per cui è impossibile trovare un padrino perfetto. Ad ogni modo, bisogna avere criteri adeguati per la scelta di un padrino, visto che questo compito dura tanto quanto il battezzato ha bisogno di avvicinarsi a Dio per perfezionare la propria vita per mano di una guida spirituale.

Per chiarire questa idea, citiamo il paragrafo di un articolo pubblicato in precedenza: “La designazione dei padrini da parte del catecumeno adulto o dei genitori del bambino è di durata indefinita. Il diritto canonico non prevede la revoca della nomina. Si raccomanda, quindi, che il catecumeno o i genitori pensino bene alle persone che desiderano scegliere per un compito tanto delicato. Devono tener conto non solo di considerazioni sociali o familiari, ma soprattutto del fatto che le persone scelte siano veri modelli di vita cristiana per coloro che riceveranno il Battesimo” (1).

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