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Grazie ad internet è sempre più facile essere spiati

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 17/07/14

Il Garante della Privacy denuncia la semplicità di violazione di mail e telefonate. L'esperto: la qualità di protezione è un problema irrisolto, ora verifiche e meno ipocrisie

La sicurezza nelle telecomunicazioni italiane non funziona. «A rischio email, chat e telefonate degli italiani», scrive La Repubblica (17 luglio). Il quotidiano rende noto il contenuto di un dossier stilato che il Garante della Privacy ha inoltrato al presidente del Consiglio, al ministro per lo Sviluppo economico, a quello dell’Interno e al sottosegretario con delega all’Intelligence Marco Minniti per denunciare questa falle che consentirebbe di violare la privacy su web e telefoni in maniera piuttosto agevole.

Tutto ruota intorno agli Internet eXchange Point (IXP) e ai sistemi di sicurezza, insufficienti, che li dovrebbero proteggere. Gli Ixp, prosegue La Repubblica, sono delle infrastrutture chiave per il funzionamento di Internet. Di fatto sono dei luoghi fisici in cui convergono tutti i cavi che trasportano i dati degli utenti dei vari Internet Service Provider (Telecom, Fastweb, H3G, ecc). In questi luoghi, i dati vengono letti, elaborati e dunque smistati nella Rete. Per fare un esempio: le informazioni di navigazione di un utente qualsiasi che da rete Fastweb si colleghi con un sito il cui server è ospitato da Telecom, passa necessariamente per uno di questi Ixp. In Italia ce ne sono nove, ma tre sono quelli fondamentali: uno a Milano (il "Mix"), uno a Torino (il "Top-IX) e uno a Roma (il "NaMex").

Di fronte alla falla che riguarda i nodi a cui affluiscono i cavi, e che consente agevolmente di deviare e duplicare le informazioni, Michele Crudele, esperto di internet e privacy sul web, non si scompone. «Tutto ciò che dicono è risaputo da sempre», sentenzia il Vicedirettore del Centro di Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede della Pontificia Università della Santa Croce, nonché ideatore e gestore del portale per la difesa dei minori http://www.ilFiltro.it. «Il problema delle intercettazioni non autorizzate è sempre esistito e la protezione fisica dei nodi è il punto nevralgico. Chi voleva intercettare le mie telefonate di casa, poteva piazzare un registratore nella cabina SIP – non particolarmente protetto – sotto l’edificio, agganciandosi al doppino della mia linea».

La differenza rispetto al passato, spiega Crudele, «è che con la digitalizzazione tutto è più concentrato in pochi punti e quindi meno difficile intercettare molte chiamate contemporaneamente. Ma bisogna accedere a quei nodi, che dovrebbero essere protetti: sicuramente non lo sono con standard di tipo militare e quindi è possibile che qualche malintenzionato o investigatore di servizi segreti, magari aiutato da personale consenziente o corrotto, possa agganciarsi per intercettare». Quindi, ragiona l’ideatore de Il Filtro, «ben venga una verifica di qualità della protezione, ma senza stracciarsi le vesti ipocritamente: ci sono casi molto più clamorosi in Italia di documenti importanti poco protetti, soprattutto in uffici pubblici».

Con la posta elettronica, secondo Crudele, l’intercettazione è ancora più facile. Ormai anche i non esperti, con dei piccoli escamotage, riescono ad entrare in mail di conoscenti e non. «Tant’è che paragono la posta elettronica alla cartolina postale di una volta: tutti potevano leggerla ma nessuno (postino, portiere, ecc.) la leggeva normalmente».

Secondo il professore Fabio Angelini, docente di Diritto Amministrativo presso l’Università "Guglielmo Marconi" e direttore del Centro Tocqueville-Acton, di fronte ad una violazione della privacy così estesa, si corrono «una serie di rischi in merito al funzionamento delle istituzioni democratiche ed economiche». 

«Questo discorso – prosegue Angelini – va al di là della privacy della singola persona. Certo, sapere di essere spiati genera una sensazione di fastidio in ognuno di noi, poichè si viola il diritto alla riservatezza. Ma in un’ottica di sistema, vivere in un Paese del genere, mette a repentaglio le istituzioni e può generare condizionamenti ai meccanismi di mercato. Ed è questo l’aspetto che più preoccupa»

Tags:
internetprivacytecnologia
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