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La logica del pesce spada

© Public Domain

don Fabio Bartoli - Il blog di Costanza Miriano - pubblicato il 16/07/14

Un bisogno antico oggi a rischio: la difesa della donna e della prole

“Prima le donne e i bambini”. Una volta nelle situazioni di pericolo questa era una regola ferrea, anzi, si poteva star certi che non c’era un pericolo vero se prima non si mettevano in salvo le donne e i bambini.
Temo che questa nobile pratica sia ormai caduta in disuso, ma prima di chiedermi perché, prima di cedere alla tentazione della caccia al colpevole, voglio capirne il senso, scoprirne la ragione.

Perché per secoli gli uomini hanno ritenuto più importante salvare la compagna o la prole che la pelle? È la logica del pesce spada. Lo sanno bene i pescatori che hanno imparato che devono colpire prima la femmina (il pesce spada nuota in coppia), perché se colpiscono il maschio la femmina se la da a gambe, mentre se colpiscono la femmina il maschio resta la nel tentativo di un salvataggio disperato.
Prima le donne e i bambini, perché il maschio vive per loro,  perché senza di loro sa bene che la sua vita non ha senso. E infatti mi è capitato assai spesso di notare che dopo un divorzio le femmine mantengono in genere una dignità, anzi a volte sembrano quasi tornare alla vita, mentre spesso i maschi si lasciano andare alla depressione (appena velata a volte da un’euforia falsa).
Prima le donne e i bambini perché senza di loro il mondo è di una bruttezza e di una inutilità sconcertante. Le donne rendono bello il mondo, i bambini ne danno lo scopo, il perché.
Deve essere per questo che il mondo sta diventando sempre più brutto e inutile, perché le donne son sempre meno femminili e i bambini sempre più rari.
È questo che mi spaventa della cultura gay, non una considerazione etica, morale o religiosa, no, ma qualcosa di più primitivo, più viscerale, qualcosa che fa ribellare il pesce spada in me. Il mondo gay è un mondo senza donne, ergo un mondo brutto ed inutile, per il quale non vale la pena di morire.È l’estetica a ribellarsi innanzitutto, la poesia.
Da sempre gli uomini cantano di due cose: delle donne della guerra (potremmo metterci anche Dio, ma ci porterebbe troppo lontano). Della guerra non si può più cantare già da tanto tempo, per quanto è diventata disumana, se non si può più nemmeno cantar di donne, di cosa canteremo?
…per il bene degli uomini nelle cose di Dio…

Qui l'originale

Tags:
femminileideologia gender
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