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La garota de Bagnara

© Philippe Put / Flickr CC
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Antonio Carlos, detto “Tom”, Jobim osservando una ragazza camminare sul lungomare di Ipanema a Rio scrisse con Vinicious una meravigliosa canzone sulla tristezza della bellezza che passa, ma… che sarebbe stato se la garota di Ipanema fosse stata incinta?

Stamattina, seduto al tavolino di un bar sul lungomare, proprio come Jobim,  ma a Bagnara Calabra, non a Rio de Janeiro, osservavo la gente passare e sono stato colpito dalla grande quantità di mamme che portavano orgogliosamente in passeggio le loro pance.

Avete mai osservato una donna incinta camminare?

Una donna incinta non cammina, innanzitutto, incede gloriosa.

Loro, a sentirle parlare, si sentono delle papere, e forse davvero non sono consapevoli di quanta grazia, di quale regale maestà, di quale gloria ogni passo diffonda intorno. Forse la loro bellezza dipende dal fatto che tanta gloria  sia del tutto inconsapevole, che se fosse voluta sarebbe spocchiosa arroganza ed invece è una regalità piena di meravigliato stupore.

Ella stessa non sa come accada, sente, sperimenta di essere divenuta il centro del mondo, la punta di lancia dell’universo, eppure, non sa dire come, riceve questa regalità come un dono.

Tutto esiste per te, garota sconosciuta che percorri il corso di Bagnara, tutto è a servizio del futuro che porti nel ventre. Un futuro minacciato, non c’è dubbio, eppure il solo che abbia senso e valore, il solo portatore di speranza.
Non credere a quelli che non riconoscono la tua gloria, quelli che disprezzano il tuo dono, garota di Bagnara. Credi al tuo corpo, ai tuoi ormoni, al tuo inconscio che ti dice che hai compiuto la tua missione, credi alla bellezza che ti illumina il viso, che ti rialza il seno, che ti fa camminare fiera e sicura.

La tua sola presenza, il tuo passo festoso, è un inno alla vita, alla creazione, a tutto ciò che di bello c’è nel mondo e tu non badare ai folli che non se ne accorgono.

Così che sarebbe accaduto se Tom Jobim avesse visto te sul corso di Ipanema invece di Helo?

Bhe, forse ci sarebbe voluto un poeta diverso da Vinicious, ma credo che sarebbe nata un’altra canzone, molto differente. Non una malinconica riflessione sull’inganno della bellezza che fugge, ma un inno di gioia al futuro che ci attende.

Qui l’originale

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