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Chesterton e non solo. Ecco cosa leggono le Sentinelle

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© UNIVERSAL

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 15/07/14

La resistenza intellettuale al pensiero unico passa per letture intelligenti

di Luigi Santambrogio

In Farenheit 451, il visionario romanzo di Ray Bradbury (poi Truffaut ci fece il celebre film), i libri sono illegali e coloro che ne possiedono considerati sovversivi. Il reato viene punito con l’incendio della casa e con l’arresto. Il libro bruciato diventa così il simbolo di una società dove domina il controllo ossessivo di un’ideologia totalitaria, che non lascia spazio alle differenze. Per scongiurare lo sterminio del pensiero, nasce una comunità di “uomini-libro” che imparano a memoria i testi per poterli tramandare alle generazioni future. Il rogo di 25mila libri che fecero gli studenti nazisti nel maggio del 1933 resta come tragico simbolo di quella profezia lanciata dallo scrittore americano. 

Il libro come garante della memoria popolare, come testimone silenzioso, eppure concreto e formale, della pluralità di storie, pensiero e concezioni di vita. E come antidoto alla dittatura del pensiero unico. È forse per tutti questi motivi che oggi le Sentinelle in Piedi, il movimento aconfessionale e senza partito nato sulla scia dei Veilleurs debout francesi, hanno adottato il libro come compagno inseparabile dei loro flash-mob nelle piazze italiane. La nuova intolleranza oggi si chiama ideologia gender e anch’essa ha i suoi roghi alimentati dalle violente provocazioni dei gruppi Lgbt. E come in Farenheit ecco sorgere la nuova resistenza degli uomini e deIle donne libro. Cuore e intelligenza, silenzio e piccoli volumi di carta a fronteggiare la barbarie che avanza. 

In rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro in “segno della formazione permanente di cui tutti abbiamo costantemente bisogno”, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore, le Sentinelle in piedi (così com’è riportato nel loro sito) sono “una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Non gridano slogan, né intonano alcun canto: non vogliono fare propaganda né convincere nessuno, chiedono solo il rispetto per la famiglia fondata su madre e padre, la sessualità basata sulla differenza di genere e la libertà di pensiero e manifestazione oggi minacciate dal disegno di legge sull’omofobia. E  continuamente calpestate dalle chiassose e sguaiate manifestazioni gay lesbo che, come gli studenti nazisti degli anni Trenta, vorrebbero fare un unico rogo delle Sentinelle e dei loro libri. 

Ma quali sono gli autori e i titoli che le Sentinelle portano nelle piazze italiane e che sfogliano in quella ora e passa di testimonianza attiva? Una top ten delle scrittori più amati e citati non è mai stata stilata: noi ci proviamo, ma senza la pretesa che sia statisticamente corretta. La classifica, provvisoria, si basa su una veloce indagine a campione tra i più fedeli partecipanti al movimento e ai flash mob sulle piazze. Al primo posto ci sono le opere di Gilbert Keith Chesterton, scrittore, giornalista e polemista convertitosi dall’anglicanesimo al cattolicesimo. Del resto, fu proprio lui a profetizzare, nel suo libro Eretici, l’avvento del pensiero unico: “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto”.

1). Ortodossia di Gilbert Keith Chesterton. C’è tutta la visione del mondo dello scrittore, in quest’opera, ricchissima di idee e di suggestioni, Chesterton esprime la sua incrollabile fede cristiana, di cui argomenta con rigore, ma senza rinunciare al gusto per il paradosso, l’assoluta ragionevolezza. Tutte le obiezioni e le accuse che vengono di norma rivolte al cristianesimo sono affrontate con schiettezza, discusse e infine puntualmente rovesciate. Il risultato, spesso sorprendente, è la dimostrazione che anche i punti più astrusi della dottrina colgono una verità profonda dell’essere umano. Il cristianesimo, per Chesterton, è la sola risposta possibile a quell’aspirazione al Vero, al Bene, al Bello, al Giusto, che abita nel cuore di ciascuno di noi.

2). Osteria volante di Gilbert Keith Chesterton.Scritto nel 1904, giusto centoquattordici anni fa, in questo libro lo scrittore immagina un’Inghilterra di cento anni dopo, quindi dei nostri tempi, un’Inghilterra islamizzata. Nonostante il titolo faccia pensare a qualcosa di comico, L’osteria volante è invece un romanzo assolutamente serio e inquietante. In Inghilterra i grandi poteri economici hanno stretto un’alleanza con l’islam, ritenendo che sia comunque meglio del cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale della popolazione. La profezia di un’oppressione che tenta di imporre come propria verità che non c’è verità; che non solo occorre far parlare tutti, ma bisogna stare zitti quando loro parlano; che non bisogna sindacare i modi di vita degli altri neanche quando appaiono palesemente sbagliati. Insomma, è quanto succede oggi.

3). Sposati e sii sottomessa, Pratica estrema per donne senza paura di Costanza Miriano. Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un’altra razza e vivere con lui è un’impresa. Ma è un’avventura meravigliosa. È la sfida dell’impegno, di giocarsi tutto, di accogliere e accompagnare nuove vite. Una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza della vita e del servizio. In questa raccolta di lettere Costanza Miriano scrive di amore, matrimonio e famiglia in uno stile inedito: se fosse per lei produrrebbe delle encicliche, ma siccome non è il Papa mescola i padri della Chiesa e lo smalto Chanel, la teologia e Il grande Lebowski, sostenendo con ferrea convinzione la dottrina cristiana del matrimonio senza perdere d’occhio l’ultima borsa di Dior. D’altra parte, come scriveva Chesterton, "non c’è niente di più eccitante dell’ortodossia".

4). La Compagnia dell’Anello di J. R. R. Tolkien. In questo primo romanzo della trilogia di Tolkien, il lettore conosce gli hobbit, minuscoli esseri saggi e longevi. Frodo, venuto in possesso dell’Anello del Potere, è costretto a partire per il paese delle tenebre. Un gruppo di hobbit lo accompagna e, strada facendo, si associano alla compagnia altri esseri: elfi, nani e uomini, anch’essi legati al destino di Frodo. Le tappe del cammino li conducono attraverso molte esperienze diverse, finché la scomparsa di Gandalf, trascinato negli abissi da un’orrenda creatura, li lascia senza guida. Così si scioglie la Compagnia dell’Anello e i suoi membri si disperdono, minacciati da forze tenebrose, mentre la meta sembra disperatamente allontanarsi..

5). Il Padrone del Mondo di Robert Hugh Benson. L’autore era un prete, il figlio del Primate anglicano d’Inghilterra che arrivò a convertirsi al cattolicesimo, ovviamente non senza grossi problemi nei rapporti familiari. Una volta diventato cattolico e anche sacerdote, produsse tutta una serie di scritti teologici e apologetici, ma, accanto a questi, scrisse anche quest
o strano romanzo utopistico, dove si immagina un mondo a venire, nel quale i problemi della sua contemporaneità – le tensioni internazionali tra le grandi potenze, il nascere del socialismo ecc. – non sembrano essere presi da lui in considerazione come i veri problemi e pericoli del futuro. La vera minaccia, a suo vedere, è la nascita di un unico potere mondiale, cosa impensabile a dieci anni dalla prima guerra mondiale. L’Ottocento, infatti, era stato il secolo dei nazionalismi, dei particolarismi l’un contro l’altro armati, ed ecco che Benson va a pensare ad un mondo futuro dove invece c’è un unico potere mondiale, un pensiero unico che si accanisce pesantemente, seppur in maniera molto subdola, contro il cristianesimo. Nel nome dell’umanitarismo, si è realizzato questo pensiero unico in cui si sono superati i conflitti fra le opposte ideologie liberale e socialista, e questo modello di grande governo mondiale impone a tutti un’unica visione delle cose e della vita.

6). Il senso religioso di Luigi Giussani. È il primo volume del PerCorso, nel quale il fondatore di Comunione e Liberazione riassume il suo itinerario di pensiero e di esperienza. Giussani identifica nel senso religioso l’essenza stessa della razionalità e la radice della coscienza umana. Il senso religioso si colloca a livello dell’esperienza elementare di ciascun uomo, là dove l’io si pone domande sul significato della vita, della realtà, di tutto ciò che accade. È la realtà, infatti, che mette in moto gli interrogativi ultimi sul significato esauriente dell’esistenza. Il contenuto del senso religioso coincide con queste domande e con qualunque risposta a queste stesse domande. Giussani guida il lettore alla scoperta di quel senso originale di dipendenza che è l’evidenza più grande e suggestiva per l’uomo di tutti i tempi. Una scoperta che esalta la ragione come capacità di rendersi conto della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. 

7). Voglio la mamma di Mario Adinolfi. Scrive l’autore: “Mentre scrivevo e decidevo di occuparmi in un unico libro di aborto, eutanasia, utero in affitto, eugenetica, sesso con i minori, matrimonio gay, transessualità, omogenitorialità, teoria del gender la mia ossessione era rendere evidente il filo rosso che univa temi che molti avrebbero trovato troppo eterogenei. Ho scritto questo libro perché mi pareva chiara sullo sfondo una vera e propria ideologia, che prevede la trasformazione delle persone in cose. Questa ideologia è sostenuta in modo massiccio dalla parte preponderante dell’informazione e della cultura contemporanee”. Facendosi accompagnare da Pasolini e De André, un intellettuale controcorrente compie un viaggio con al centro la figura della donna e l’esaltazione della maternità.

8). Lettera a mia figlia di Antonio Socci. «Non conta quanti malati guarisci», diceva Madre Teresa di Calcutta, «ma la testimonianza che dai: vedono che c’è qualcuno che si prende cura di loro ed è questo che conta». Abbiamo tutti bisogno di testimoni e di testimonianze per sostenere la nostra speranza. Una di queste è quella che offre Antonio Socci nei due libri che ha scritto sulla vicenda che ha coinvolto la figlia Caterina raccontata nel primo libro omonimo e ora, di nuovo, nel secondo Lettera a mia figlia. La sua esperienza è stata di conforto e aiuto per molti come raccontano le numerose lettere che gli sono pervenute. 

9). Lettere a Berlicche  di C. S. Lewis. Un’opera geniale, C. S. Lewis inventa l’espediente di un colloquio epistolare tra demoni, lo zio Berlicche e il nipote Malacoda. Oltre che apprezzabile per arguzia e ironia, l’opera appare come un’utilissima palestra per allenarsi a riconoscere la tentazione. Il male che si nasconde sotto le parvenze del bene si chiama tentazione. L’autore evidenzia già fin dall’inizio che «vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei diavoli. Uno è il non credere alla loro esistenza. L’altro di credervi e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I diavoli sono contenti d’ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago». Percorrendo le pagine in cui  Berlicche tenta di educare il nipote a traviare gli umani, scopriamo come denigrare la dimensione allegra della vita e il riso sia una modalità del diavolo di allontanarci dal gusto di vivere. Anche trascurare i piaceri veri, quelli che davvero hanno a che fare con la nostra persona in nome dei piaceri che vanno più di moda, è un espediente adottato dal diavolo perché l’uomo non vada verso Dio, dal momento che l’uomo è portato verso Dio proprio dalle sue vere passioni e dai suoi talenti. Malgrado i suggerimenti dell’esperto zio, il paziente di Malacoda diverrà cristiano. Ma non è finita qui.. 

10). Omofobia o eterofobia? Perché opporsi a una legge ingiusta e liberticida di Gianfranco Amato.
 In questo suo ultimo interessante lavoro il giurista Gianfranco Amato rende giustizia, con il piglio coraggioso che lo contraddistingue, alla verità dei fatti, offrendoci una ricostruzione dettagliata e documentata di quanto avvenuto attorno alla vicenda della controversa proposta di legge sull’omofobia. In questa sua opera emerge chiaro e forte il grido di allarme per i rischi che comporta un intervento normativo in quella delicata materia. Una vera e propria emergenza democratica, dal momento che in gioco vi sono i diritti costituzionali della libera manifestazione del pensiero e della libertà religiosa. 

Fuori classifica, ma molto consultato e letto dalle Sentinelle è l’enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II. La forza di un documento sta nel suo non invecchiare, nel rimanere attuale e in grado di leggere la realtà cogliendone sfumature che possono anche sembrare minori, mentre invece sono quelle decisive. Ebbene, a distanza di ormai diciotto anni dalla sua pubblicazione, avvenuta il 25 marzo 1995, l’enciclica Evangelium Vitae costituisce indubbiamente un documento ancora forte e profetico, capace di offrire a chiunque lo legga spunti di notevole utilità per comprendere lo spirito autentico della bioetica, vale a dire quello personalista, mirato cioè alla tutela di tutti gli esseri umani, senza distinzioni. 

Qui l’originale

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