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Sono musulmano, mia moglie è cristiana e battezziamo nostro figlio

© Jeffrey Bruno
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La decisione, in risposta al caso Meriam, è di Radwan Khawatmi imprenditore siriano in Italia da 44 anni

“Io, musulmano, battezzerò mio figlio nel nome di Dio e sarà lui, una volta grande, a decidere il suo credo. Le religioni professano amore, pace, fraternità, non divisione”.

E’ la voce di Radwan Khawatmi, imprenditore siriano arrivato in Italia 44 anni fa che oggi, dopo anni di studi e sacrifici, è un uomo di successo e simbolo dell’Italia nel mondo. A riportare le sue dichirazioni è Redattore Sociale l’11 luglio.

Grande umanità
"Ho centinaia di persone che lavorano nella mia azienda” racconta orgoglioso Radwan, che nel 2009 ha ricevuto il premio  di "Imprenditore dell’anno non nato in Italia". Un uomo di grande spessore umano che nel maggio del 2013 aveva già compiuto un gesto di straordinaria solidarietà: si era accollato le spese del furto della copertura in rame del fonte battesimale della bellissima chiesa di Maria Immacolata a Parma.

In risposta al caso Meriam 
Di fede islamica è felicemente sposato con una donna cristiana e ha deciso di rispondere in prima persona con un atto fortemente simbolico contro “quelle persone malvagie che utilizzano la religione per altri scopi”. La scelta del Battesimo nasce infatti in risposta alla storia di Meriam: la donna sudanese detenuta dal 15 maggio scorso con una condanna all’impiccagione per apostasia e adulterio che ha partorito, incatenata, una bambina nell’ospedale della prigione di Khartoum. “Questa barbarie richiede una risposta molto forte e di amore – commenta l’imprenditore siriano -. Non posso accettare che una sorella sia imprigionata per un simile motivo. Da qui la mia decisione. Noi dobbiamo alzare la testa contro la malvagità di chi crea queste divisioni”.

La decisione è stata resa pubblica ieri, nel corso della presentazione del “Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2014” del centro studi Idos.

 

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