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La proposta di legge sul “divorzio breve” favorirà i matrimoni?

© PublicDomainPictures
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Il matrimonio come "servizio della comunione", secondo la dottrina cattolica

Di recente la Camera ha approvato la proposta di legge sul divorzio breve che riduce i tempi dello scioglimento del matrimonio dagli attuali 3 anni a 12 mesi in caso di contenzioso e a 6 mesi per le consensuali, indipendentemente o meno dalla presenza di figli. La comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale. Il «divorzio breve» sarà operativo anche per i procedimenti in corso. I voti a favore sono stati 381, 30 i contrari, 14 gli astenuti; favorevoli i deputati del M5S che hanno detto «sì» insieme a Pd, Fi, Sc, Sel e Fdi. La Lega ha lasciato ai suoi deputati libertà di coscienza. Contrari si sono invece dichiarati i deputati dei popolari per l’Italia-Udc. Il testo ora passa al Senato per il via libera finale. I relatori del testo Alessandra Moretti (Pd) e Luca D’Alessandro (Forza Italia) si sono ovviamente dichiarati soddisfatti dell’esito della votazione della legge, che ora passerà al Senato, dicendo che si tratta di un testo non ostile ma anzi favorevole alla famiglia . Dichiara D’Alessandro: «Questa legge è a favore del matrimonio perché non alimenta la paura dell’odissea giudiziaria cui bisogna sottoporsi se le cose finiscono male». (fonte: http://www.corriere.it del 31 Maggio 2014).

Fa una certa impressione vedere come, in nome di una presunta facilitazione dei processi di separazione e di divorzio, si introducano nel nostro ordinamento leggi che sempre più allontanano le persone non solo da una più piena coscienza del significato e del valore del matrimonio, sia civile sia religioso, ma anche da un necessario approfondimento del significato e del valore stesso della vita e della persona.

O decidiamo che la vita e la persona sono custodi di valori e di principi intangibili, oppure tutto scivola nelle opinioni personali e negli orientamenti del momento, a partire da un pragmatismo che rischia di svuotare e banalizzare persino il dolore di un divorzio che, invece, andrebbe vissuto ed attraversato fino in fondo, per poter crescere nella libertà, nella dignità, nella responsabilità e nella capacità di amare donando sé stessi.

La Chiesa ha da sempre una attenzione particolarissima verso la famiglia ed il matrimonio.

A leggere come il Catechismo della Chiesa Cattolica e il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa affrontano il tema del Matrimonio, che per i credenti è anche uno dei Sacramenti "al servizio della comunione", assieme a quello dell’Ordine (per i Sacerdoti), c’è da avere un senso di vertigine, tanto è grande e profondo l’orizzonte entro cui esso viene spiegato, cioè a misura della grandezza e della dignità dell’uomo e della donna, della loro somiglianza con Dio.

Così leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica:
1601 « Il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento ».

I. Il Matrimonio nel disegno di Dio
1602 La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell’uomo e della donna ad immagine e somiglianza di Dio e si chiude con la visione delle « nozze dell’Agnello » (Ap 19,9). Da un capo all’altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine, delle sue diverse realizzazioni lungo tutta la storia della salvezza, delle sue difficoltà derivate dal peccato e del suo rinnovamento « nel Signore » (1 Cor 7,39), nella Nuova Alleanza di Cristo e della Chiesa.

Il matrimonio nell’ordine della creazione
1603 « L’intima comunione di vita e di amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale […]. Dio stesso è l’autore del matrimonio ». La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell’uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Il matrimonio non è un’istituzione puramente umana, malgrado i numerosi mutamenti che ha potuto subire nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali.

Queste diversità non devono far dimenticare i tratti comuni e permanenti. Sebbene la dignità di questa istituzione non traspaia ovunque con la stessa chiarezza, esiste tuttavia in tutte le culture un certo senso della grandezza dell’unione matrimoniale. « La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare ».

Dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa leggiamo che il matrimonio è fondamento della famiglia.215 La famiglia ha il suo fondamento nella libera volontà dei coniugi di unirsi in matrimonio,nel rispetto dei significati e dei valori propri di questo istituto, che non dipende dall’uomo, ma da Dio stesso: « questo vincolo sacro in vista del bene sia dei coniugi e della prole che della società non dipende dall’arbitrio umano. Infatti è Dio stesso l’autore del matrimonio, dotato di molteplici valori e fini ». L’istituto del matrimonio – « intima comunione coniugale di vita e d’amore, fondata dal Creatore e dotata di leggi proprie » – non è dunque una creazione dovuta a convenzioni umane e ad imposizioni legislative, ma deve la sua stabilità all’ordinamento divino. E` un istituto che nasce, anche per la società, « dall’atto umano col quale i coniugi vicendevolmente si danno e si ricevono » e si fonda sulla stessa natura dell’amore coniugale che, in quanto dono totale ed esclusivo, da persona a persona, comporta un impegno definitivo espresso con il consenso reciproco, irrevocabile e pubblico. Tale impegno comporta che i rapporti tra i membri della famiglia siano improntati anche al senso della giustizia e, quindi, al rispetto dei reciproci diritti e doveri.

216 Nessun potere può abolire il diritto naturale al matrimonio ne´ modificarne i caratteri e la finalità . Il matrimonio, infatti, è dotato di caratteristiche proprie, originarie e permanenti. Nonostante i numerosi mutamenti verificatisi nel corso dei secoli nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali, in tutte le culture esiste un certo senso della dignità dell’unione matrimoniale, sebbene non traspaia ovunque con la stessa chiarezza. Tale dignità va rispettata nelle sue caratteristiche specifiche, che esigono di essere salvaguardate di fronte ad ogni tentativo di stravolgimento. La società non può disporre del legame matrimoniale, con il quale i due sposi si promettono fedeltà , assistenza e accoglienza dei figli, ma è abilitata a disciplinarne gli effetti civili.

217 Il matrimonio ha come suoi tratti caratteristici: la totalità, per cui i coniugi si donano reciprocamente in tutte le componenti della persona, fisiche e spirituali; l’unità che li rende « una sola carne » (Gen 2,24); l’indissolubilità e la fedeltà che la donazione reciproca e definitiva comporta; la fecondità a cui essa naturalmente si apre. Il sapiente disegno di Dio sul matrimonio – disegno accessibile alla ragione umana, nonostante le difficoltà dovute alla durezza del cuore (cfr. Mt 19,8; Mc 10,5) – non può essere valutato esclusivamente alla luce dei comportamenti di fatto e delle situazioni concrete che se ne discostano. E` una negazione radicale del disegno originale di Dio la poligamia, « perché è contraria alla pari dignità personale dell’uomo e della donna, che nel matrimonio si donano con un amore totale e perciò stesso unico ed esclusivo ».
 

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